Ho trovato chi mi farà diventare mamma

«Ho trovato da chi partorire!» esclamò con rabbia Lidia Vasile, stringendo i pugni.
«Ma da chi, mamma!» ribatté Maddalena, guardandola con gli occhi spalancati.

«Non intendo chi è, ma il fatto che ho trovato da chi farne lasilo!» rispose Lidia, alzando le sopracciglia.

«Mamma, non mi crederai se ti dico che è stato tutto per caso», sussurrò Maddalena, imbarazzata, mostrando un timido sorriso.

«Per caso si può rimanere incinta, figliola, ma partorire per caso, scusa, è impossibile!» la signora Vasile guardò la figlia con sospetto. «O stai dicendo che lhai fatto in preda allagitazione?»

Maddalena annuì, poi aggiunse: «E poi è arrivato il piccolo, il primo passo: Ciao, mamma!»

«Non è andata così», mormorò la donna, stringendo le labbra. «Era il periodo in cui stavamo tutti bene!»

«Signore, da quando sono cinque gli alti e bassi di quel periodo! Sempre tutto bene, tutto male. Era ora di capire che con Vittorio non cè via duscita!» sbottò Lidia, scuotendo la testa.

«Pensavo che fosse cambiato», protestò Maddalena.

«Cambiare può chiunque, ma non chi prima si comporta bene e poi ti fa venire voglia di colpirlo! Lo hai già stressata a lungo, eppure continui a tornare da lui!» esclamò Lidia, agitando le mani. «È come una trappola: gli altri capiscono subito, tu invece ti incasini a ogni passo. E guarda che sei già arrivata al figlio!»

«Mamma, se non ti piace che sia tornata da te, posso andarmene!» protestò Maddalena.

«A Vittorio?», rise Lidia.

Maddalena accennò un sorriso. Era lultima opzione, così remota che nemmeno in una disperazione estrema la considerava.

«Posso affittare una stanza», disse. «Ho dei risparmi, anche quelli per i bambini. Non sparirò!»

«Va bene», sospirò Lidia. «Nessuno ti vuole scacciare. Dimmi, cosa pensi di fare ora?»

«Alleveremo Eliseo, poi tornerò a piantare in giardino, e tornerò al lavoro», rispose Maddalena.

«E il papà?»

«Niente per ora. Vittorio vuole sposarsi e diventare il padre legale, ma»

«Non è ancora sul certificato di nascita?», chiese Lidia.

«Che senso ha metterlo? Cosa può dare al bambino? È solo un gran parlare, non so nemmeno a chi paragonarlo!»

Mi promise una macchina per la nascita del figlio, e se avessi accettato di sposarlo, una casa. Quando la scorsa settimana è venuto a vedere il piccolo, gli ho chiesto: «Vuoi vedere tuo figlio? Sai che dovrai mantenerlo, vero?» mi ha dato cinquemila euro. E il bambino aveva appena un mese e mezzo!

«E tu?», chiese Lidia, curiosa.

Maddalena ricorda di aver spinto a Vittorio una busta di soldi, dicendogli che neanche per i pannolini basterebbe. Lo ha cacciato di soprassalto.

«E lui?»

«Il giorno dopo ha chiamato, pretendendo di vedere il figlio! Gli ho detto di riconoscere legalmente la paternità, altrimenti lo denuncio per alimenti!»

Lidia scosse la testa. «Maddalena, dove trovi questi uomini? Prima il primo marito ti ha sorpreso, ora Vittorio! Lo cacci, e così via!»

«Lo caccio, mamma, ma non se ne va! Lo insulta, lo frusta, lo inganna, ma a lui è acqua sul viso! Non importa! Però non voglio più nulla da lui, è solo parole belle, niente di concreto»

«E perché lo hai messo incinta?», chiese Lidia per lennesima volta.

«Mamma, ho già trentquattro anni»

***

Le avventure amorose di Maddalena sono da tempo argomento di chiacchiere tra amici e conoscenti. Basta menzionare il suo nome e la gente si incuriosisce, perché nessuno sapeva impicciarsi così come lei.

La natura le aveva dato bellezza e intelligenza, ma la scelta degli uomini era sempre… peculiare.

Il primo vero rapporto serio iniziò alluniversità. Si trasferì a Milano per studiare, e lì conobbe Marco, un giovane pugile.

«Che cosa pensavi quando ti sei messa con lui?», chiedeva la madre. «Non ha neanche un neurone! Solo lesofago!»

«Mamma, speravo che allenasse non solo i muscoli ma anche la testa», difese Maddalena.

«E cosa ti ha spinto ad andare al club se non ha nemmeno una mente?», replicò Lidia scuotendo la testa. «Forse dovevi dire che ci andavi solo a ballare!»

«Io ho spiegato, ma lui ha volato dietro di me, ha fatto allenamenti da solo, ha lasciato il club per due anni per pentirsi.»

Dopo Marco, la vita la portò a incontrare Andrea, un ragazzo di aspetto attraente e cervello. Era un gentiluomo, la adorava, ma il lavoro gli stentava sempre. Lui guadagnava poco, mentre Maddalena, dopo luniversità, guadagnava il doppio.

Il loro amore sembrava stabile, ma dopo due anni Andrea la tradì con una collega e la sua vita divenne un tumulto. Maddalena andò a ricoverarsi, e Andrea la cacciò fuori di casa. Finì per chiedere ospitalità a unamica, lasciandole anche gli anelli e i risparmi destinati allauto.

Andrea affermò di non sapere nulla, di non aver visto nulla, e di non avere alcuna prova. Sostenne che era solo un risarcimento per il danno morale delle sue infedeltà. Fu necessario chiamare la polizia.

Gli oggetti di Andrea sparivano in discarica; i soldi non si capiva da dove fossero; ma i gioielli erano provati dalle foto che Maddalena aveva pubblicato sui social. Alla fine, dopo tante liti, Andrea restituì anche i soldi per lauto, e Maddalena ritirò la denuncia.

«Come apparirà tutto questo?», chiese, «un altro uomo finito in prigione!».

Poi arrivò Vittorio. Un nome che, in cinque anni, non sentì nessun altro. Perché laveva scelto? Perché era dolce, la copriva di complimenti, le guardava negli occhi e catturava ogni parola. Era sicuro.

Maddalena si promise che non avrebbe più permesso una pugile nella sua vita. Vittorio non alzava mai un pugno; la sua incapacità era la sua definizione. Parlava tanto, prometteva limpossibile, ma non faceva nulla.

Maddalena non era più a casa sua; aveva lasciato la sua città natale per studiare a Bologna, dove aveva trovato il primo pugile, poi il secondo, e infine Vittorio. Affittava un monolocale al quinto piano di un palazzo popolare, il più economico, per mettere da parte per un futuro appartamento.

Quando iniziò a frequentare Vittorio, dovette conoscere anche sua madre, una donna radiosa che la accolse con entusiasmo:

«Rifaremo i lavori in questo appartamento, poi andrò a vivere con mia sorella e vi lascerò limmobile!»

Il lavoro non finì mai. Tre anni passarono e nulla sembrava avanzare. Vittorio viveva a tratti con la madre, a tratti con Maddalena. Un giorno, mentre guidava la sua auto per andare da Vittorio, un forte crampo al ventre la costrinse a cercare rifugio nel bagno di sua suocera. Lappartamento era rimasto immutato per tre anni: nessun rinnovamento, nulla.

Alla fine, Maddalena decise di mandare via Vittorio, di non perdonarlo nemmeno quando si accasciò sulle ginocchia, chiedendo scuse per il lavoro non fatto, promettendo di comprare una casa per loro quando si sarebbero sposati. Ma lei non era pronta a sposarsi, era stanca di promesse infrante.

Quattro anni di una storia sospesa si conclusero quando Vittorio rovinò i contraccettivi. Quando Maddalena gli comunicò la gravidanza, lui improvvisamente mostrò unattività insolita: la corteggiò, le diede soldi, e lei credette che la paternità lo avrebbe cambiato. Tre mesi dopo, laborto fu tardivo e lui scomparve.

Per sei mesi sparì, anche al parto e al rilascio dellospedale. Maddalena lo informò tramite amici, senza credere ai social. Nacque il bambino, e partì di corsa nella sua città natale da sua madre. Vittorio arrivò poco dopo: Sono il padre, voglio vedere il figlio! Ho il diritto! Ma non aveva ancora registrato il riconoscimento al comune.

«Mamma, ho già trentquattro anni! Quando troverò un marito serio?»

«Andrai ancora da Vittorio?», chiese Lidia.

«No, certo che no», rispose Maddalena, «lui è stato solo un donatore, non vuole prendersi responsabilità. E io mi libererò di lui, almeno ho un figlio!»

Lidia aprì bocca per rispondere, ma la porta suonò.

«Chi è?», sbottò Maddalena, andando verso lingresso.

«Sono io, Vittorio», annunciò dietro la porta. «Mi hai cacciato, ma non mi arrabbio. Solo puoi darmi dei soldi per il biglietto di ritorno?»

«Che?», scoppiò Maddalena, ridendo amaramente. «Hai fatto un figlio e non lo mantieni! Non puoi darmi dei soldi per andare a casa! Vai via, altrimenti ti denuncio per molestia!»

«E il mio figlio?», provò Vittorio a guardare oltre la spalla, sperando di intravedere il piccolo.

«Non è tuo! Non è registrato! Vuoi essere padre? Paga il figlio! Se non lo fai, perderai i diritti genitoriali e non lo vedrai più. Pagherai gli alimenti, capito?»

«Dammi solo millecinquecento euro così vado a casa», implorò Vittorio.

Maddalena gli lanciò qualche banconota e chiuse la porta. Da quel giorno non tornò più.

«Con quel carattere, figlia mia», disse Lidia, «crescerai un bravo ragazzo, ma non troverai mai il marito giusto!»

Maddalena scrollò le spalle. «Almeno ho un figlio. È ricchezza, felicità, una famiglia vera, senza Vittori.»

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