Ebbene, se è così – vado a vivere con mamma!” – proclamò il marito

«Allora, me ne vado da mamma!» dichiara Marco.
«E tu resta qui da sola!» ribatte la madre.

Elena è rimasta sola con il suo «cesto rotto»: non ha un uomo, né un lavoro, né prospettive. E adesso deve affrontare lanno nuovo

«Che nervi, maledetti!» esclama la mamma, appena sente le notizie sconvolgenti. «È tutta colpa tuo, del tuo ragazzo: ti ha tradita! Pensavi davvero che fosse per colpa sua se ti sei così agitata?»

«E allora?» sorride Martino. «Inizia a fare la pace, ti aspetto!»

La vita di Elena Bianchi ha due disgrazie: niente soldi e niente strade. Sul primo punto ci fossero dei dubbi, ma

Le disgrazie sono il marito innamorato e la cara direttrice. Come capita spesso anche ad altri.

Non si tradiscono: nessuno ha tradito laltro! Loro avvelenano la vita di Elena uno alla volta.

Il marito è intelligente, spiritoso, un ottimo conversatore e completamente romantico. Ma sono solo parole.

Quando si tratta di «lavorare», scopriamo che è malato, stanco, non è pronto, ha fame e non vuole nemmeno alzarsi. A Martino piace mangiare bene.

Insomma, tutto avviene come nella fiaba russa che tutti conoscono:

«Bolla, vai a mangiare la zuppa!
Dove è il mio grande cucchiaio?»

Fino al matrimonio, quando le uscite brevi bastavano a tutti: una pizza ordinata, unintimità di qualità, una chiacchierata allegra con battute scintillanti non si può chiedere di meglio! È lopzione ideale per una coppia!

Elena, innamorata fino alle orecchie, non si accorge che lo sposo è in una ricerca cronica di sé e di lavoro:

«Lo troverò, te lo dirò! Tu, cara, sarai la prima a saperlo!» scherza luomo arguto.

E ridono entrambi: a quel punto sembra una cosa davvero divertente!

Il fascino di Martino è sopra ogni lode: la chiama affettuosamente Elfo e Elficcia. Lei lo ribatte chiamandolo Marziano!

Non è per niente una scimmia nella lettera K cè qualcosa di piccolo e offensivo: una filastrocca, un pesciolino. Un pesciolino è già unaltra storia!

Tutti sanno cosa rappresentano le scimmie. Ma Marziano suona più pesante, più significativo, e non è affatto offensivo: Elena non vuole ferire il suo amato.

Il matrimonio scoppia e Martino si trasferisce da Elena: a trentanni, il marito allegro non ha una sua abitazione

«Con le battute non guadagni molto!» conclude la madre di Elena, che non sopporta il genero.

Ma chi lo ferma? Non è né Zampa né un comico!

Il primo fraintendimento nasce quando devono pagare laffitto. La moglie non ha soldi e fa quello che fanno tutte le buone mogli: chiede al marito.

A proposito, si scopre che Marziano è sempre a casa! Sì, lui cerca: sé stesso e un lavoro!

E lo fa meglio sdraiato sul divano: così pensa più chiaro! E i ragazzi?

E se domani lo chiamano a combattere, sarà stanco?

«Paghi dal tuo conto!» propone il «con locchio azzurro» Martino.

«Anche i miei soldi sono finiti: ho speso tutto per la spesa oggi!» risponde la sorpresa ragazza, che non immaginava così la vita di coppia.

«Allora prendi quello che ti è stato regalato, e poi lo rimpiazzerò!»

«Quando, dopo?» chiede la moglie.

«Quando la zuppa sarà pronta, tesoro!» scherza il marito e ride della sua battuta.

Alla loro cerimonia ricevono circa duecentomila euro: soldi buoni e il loro N.Z.. Ma non cè altra via: i genitori hanno smesso di aiutare la figlia dopo il matrimonio «che ti sfidi il marito!»

Il marito, che fino a poco prima viveva con i genitori, è anche lui privo di sostegno: «Hai lasciato la casa? Sì, e bene!»

Il salario di Elena è finito.

Elena prende dal N.Z., poi ancora e ancora. Non sorprende che i risparmi per il «giorno nero» si sciolgano come una palla di neve.

Quando Elena apre di nuovo la preziosa scatola, scopre che è vuota. Secondo i suoi calcoli doveva ancora esserci qualcosa.

La scatola è così vuota perché Marziano ha preso il «resto» per comprare delle cuffie nuove!

Il marito non capisce perché non si poteva fare: le vecchie cuffie non funzionano più! scherza ancora luomo arguto.

«E tu, cosa farai, Raykin?» non trattiene Elena.

«Che cosa? Inventati qualcosa sei la mia artigiana!»

Lartigiana inventa, ma poi si gonfia e tace: è troppo oltre il decoro. Il giorno dopo prende denaro da sua madre «fino allo stipendio».

E pensate che questo abbia fermato il marito? Si è lanciato a cercare lavoro? No, nulla del genere!

Fa lusuale battuta: «Non sopporto lignoranza, soprattutto da Eleonora!»

E il primo a fare la pace dice: «Basta litigare, Elficcia! Mi sei mancata»

Si riconciliano: anche lei sente la mancanza la giovinezza prende il suo posto. Resta però unamarezza.

Prendere fino allo stipendio da sua madre diventa labitudine di Elena: lumore non migliora.

Un giorno la suocera non regge più:

«Allora, Martino, hai guadagnato almeno un po doro? O continui a vivere sul collo di Elena?»

Il marito resta in silenzio: luomo arguto non trova risposta! E cosa si può dire contro la verità?

Meglio farsi lostrica e non reagire alle parole offensive

La seconda sventura di Eleonora è la sua direttrice, o boss come la chiamano gli impiegati: Marta Borghi, la capo. Eleonora lavora come economistaanalista.

Marta si rivela una donna rara e una vera tiranna: Ludovica Procida, accanto a lei, è solo una bambina bianca.

È unanziana zia sola, che odia tutti solo perché sono nati senza il suo permesso.

Marta odia sia gli uomini che le donne: ha tre matrimoni falliti, tutti con mariti traditori.

A cinquanta anni dirige il reparto, senza figli né amanti, con due gatti, e fa tango due volte a settimana.

Gli ordini di licenziamento volano a destra e a sinistra.

Quando limpiegato Pietro Rossi, sapendo dei corsi di tango, scherza che la capo dovrebbe guidare un giro di danza invece di cospirare sul pavimento, la decisione cade in sei secondi, come dicono in ufficio.

La boss che sente il commento esclama senza emozioni:

«Non lavorate più per noi!»

E basta! Chiedere, implorare o dimostrare che non era uno scherzo è inutile: tutti hanno riso!

Eleonora teme Marta e resta immobile, come gli altri, in sua presenza. Ma finché la provvidenza la protegge, sfugge al furioso giudizio.

La sera prima litiga di nuovo con il marito: succede sempre più spesso. E sembra un piccolo motivo, ma tira fuori tutta la rabbia accumulata. Il marito parla per la prima volta di divorzio

Il giorno dopo Elena arriva al lavoro con un unico scopo: scrivere un SMS al marito colpevole.

Decide di chiamarlo non Marziano, ma marzianetto: così è più pungente!

Prepara il messaggio: «Non credere, marzianetto, di avermi spaventata con le tue parole! Se me ne vado, morderai i gomiti! Smetti di vanterie, o ti porto allo zoo: lì i tuoi già ti aspettano!»

Firma non con il solito soprannome, ma con il cognome: Bianchi, così sappia che è serio!

Elena sorride: il messaggio è buono, con lumorismo che amava il marito, e dice tutto ciò che voleva senza malizia, evitando conflitti mortali.

Il Capodanno si avvicina: come lo si accoglie, così lo si vive. Divorziare? Non hanno nemmeno un anno insieme!

Allimprovviso la direttrice irrompe nella stanza e urla: «Divertitevi, Bianchi, ma nel rapporto annuale avete combinato un casino! Correttelo subito e ditemi quando potete consegnare la versione corretta! Altrimenti è vicino il licenziamento!»

Marta Borghi, felice della scarica di adrenalina, esce: il morso ha fatto il suo lavoro!

Eleonora rimane attonita: davanti a una boss è da sempre galleggiare La striscia nera si allunga.

Scorri lemail, trova lerrore e invia un SMS alla direttrice, perché non vuole andare di persona: A pranzo sistemerò tutto.

Nel frattempo invia lo stesso SMS al marito.

Tre minuti dopo la chiama Marta

«Chi di noi è il marzianetto?» chiede spietata, guardando il telefono. «Mi vuoi portare allo zoo, Bianchi?»

Il cuore di Elena batte forte e cade nello stomaco: ha scambiato gli SMS

E la direttrice è Marta, e il soprannome marzianetto le calza a pennello

Qualcosa simile è stato raccontato in un libro o mostrato in un film: il racconto è comico, il film è una commedia. Ma tutte e due le donne non hanno voglia di ridere.

Elena resta immobile, guardando il pavimento: spiegare è inutile! Tutto sembra surreale e plausibile, perfetto per la situazione: «Non credere che mi siano spaventate le tue parole, me ne vado, ti porto allo zoo Dio, è davvero così?»

La direttrice pensa che i dipendenti siano diventati troppo audaci! Devo scrivere così? È fuori dai limiti! esclama, licenziandola.

«Allora, volevi andartene da sola? Il tuo sogno si avvera: non lavori più per noi!» annuncia la capo, desiderando persino tuffarti nella tazza del water.

«Riceverai il calcolo oggi: non devi più lavorare! A proposito, avrai tempo per lo zoo!»

Dopo una pausa, Marta aggiunge: «Forse i tuoi sono già lì ad aspettare!»

Insomma, la boss ha vinto! Elena doveva essere più precisa con le dita

Uscita dallo studio, si prepara: ci vogliono unora e mezza per tutto.

Con i soldi appena ricevuti, è pronta a tornare a casa con il suo cactus

«Allora, inizia a fare la pace!» sorride il marito, uscito dal corridoio. «È ora: hai scritto che avresti sistemato tutto entro pranzo!»

Martino, che ha letto lSMS destinato alla direttrice, capisce che la moglie si è assentata per riconciliarsi e arriva in tempo!

«Perché mi ha portato un cactus al posto dei fiori?» continua luomo felice. «Ed è giusto: un uomo non deve regalare rose, non è elegante!»

«Il tuo elegante è dove? Lo so! Lo sto aspettando! Sai dove metterò questo cactus? Mi hanno licenziato per colpa tua!»

In realtà è giusto! Se non si fossero litigati ieri, non avrebbe scritto lSMS. E, naturalmente, non avrebbe dovuto mandarlo a nessuno.

Così non si sarebbe verificato lincidente: la catena logica era corretta!

«Perché è colpa mia?» chiede Marziano, sinceramente sorpreso. «Ancora una volta ho sbagliato?»

«Ancora sbagliata? È troppo: il marito ha calpestato il «malato» lei ha davvero sbagliato il rapporto»

«Non è affar tuo!», urla Eleonora.

«Allora non ho capito nulla!», replica luomo, ignorando le parole sul licenziamento: «Sono solo piccole cose, passeranno!»

«Allora, perché non ti riconcili?» chiedono. «Allora vado da mamma!» risponde il marito. «E tu resta qui da sola!»

Elena è di nuovo sola con il suo «cesto rotto»: né uomo, né lavoro, né prospettive. E come accoglierà il Capodanno

«Che nervi, maledetti!» conclude la mamma, sentendo le notizie scioccanti. «È tutta colpa sua, del tuo ragazzo: ti ha tradita! Pensi davvero che sia per colpa sua se ti sei arrabbiata così?»

«Che ti è preso per lui? È come una bolla di sapone: brilla fuori, ma dentro è solo aria!»

Devi scegliere meglio i tuoi pretendenti, figlia, scegli con più cura! E cosa hai portato a casa, sconosciuto!

Va bene, non piangere: nessuno è morto! Riposa dal lavoro: tuo padre e io ti nutriremo facilmente!

La mamma invita Elena a casa sua per il Capodanno: la sua amica promette di portare il figlio single e affascinante

Alla nonna si aggiunge anche la nonna:

«Che perdita, lasci che colpisca altrove con il suo cucchiaio! E guarda, si è messo a rubare laceto gratis, ha divorato tutta la casa!»

E aggiunge, come la mamma:

«Scegli meglio, nipote, scegli meglio!»

Elena e Martino si separano: scoprono che entrambi non si capiscono più persone tristi, crudeli e insignificanti!

E il vecchio comico ha ragione: avrebbero dovuto fare tutto con più attenzione.

Ricorda, Elena! E stare attenta ai messaggi: vedi cosa può succedere, altrimenti dovrai rimediare dopo.

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Ebbene, se è così – vado a vivere con mamma!” – proclamò il marito
Anche tu cucinerai per la famiglia di mia sorella,” dichiarò lui con tono autoritario — ma presto si sarebbe pentito.