A trent’anni, nel passato di Ivanova, figura una appassionata storia d’amore con Giò

A trentanni, nella mia vita cera stato un appassionato romance con Giulio, una noiosa novella con Costante e tre brevi racconti, tutti uguali nella loro inutilità, con Stanislao, Massimo e Michele. Ah, cè anche Siddaro, ma quello è più una annotazione per il giornale del quartiere. Non riuscivo a rileggerli. Ho pensato: Non è destino, non è destino. Ho sospirato e ho deciso di abbandonare la scrittura. Mi sono iscritto a un corso di maglia e sono andato al rifugio a cercare un amico fedele.

Non sapete che tipo di cane cercate? hanno chiesto al rifugio. Guardatevi attorno, vi accorgerete subito se è il vostro o no.

Ho girato tra tutte le gabbie e i recinti. Il cuore non ha avuto nemmeno un battito di dubbio.
Non cè più nessuno? E chi è dietro quella cassa?
È la nostra Lusia, ma non la prenderete lo stesso. Lusia, vieni qui! Non aver paura!

Da sotto la cassa è spuntata Lusia, di colore grigio scuro con macchie nere, una bestiola gobba e dal muso feroce, più mostro che cane, che ha guardato me e, senza coda, ha scodinzolato con il posteriore in segno di benvenuto.
Lusia è buona, ma come vedete, lhanno già presa, lhanno riportata due giorni dopo dicendo che era imbarazzante portarla in strada, che nessuno lavrebbe voluta, che fosse una sfortunata.
«Come me, come me», ho pensato, e le ho detto: «Andiamo, Lusia, ci faremo una vita! Dobbiamo pagare qualcosa?»

La vicina è scattata a urlare:
Oh! Chi è? Dal rifugio? Qui non cerano cani umani!
Il ragazzino del piano di sopra ha chiesto:
Zia Daria, ride? Ho visto al cinema, ridono di notte! Mamma, prendiamo anche noi una iena!

La vita si è sistemata. La mattina portavo Lusia a passeggio, poi al lavoro, la sera passeggiavamo a lungo. Al rifugio non mi hanno ingannato: la spaventosa Lusia si è rivelata una bestia tenera e ben educata. Certo, non tollerava gli estranei, ringhiava e mi difendeva da ogni possibile aggressione. Quando il povero Siddaro, che aveva cercato di rianimare le relazioni, si è rotto i pantaloni e quasi si è tagliato la gamba, ha urlato:
Sei una stupida, Rossi! ha gridato, morso compreso e il tuo cane è ancora più stupido, entrambi pazzi!

Al corso di maglia linsegnante mi ha detto: Hai imparato tanto, ora dimostra le tue capacità. Tra un mese voglio vedere un tuo lavoro finito, qualunque cosa: se sei a corto di tempo, fagli un vestito per una bambola. Nellultima lezione valuteremo tutti insieme, e chi li fa può presentarli.

Allinizio volevo farmi felice, ma lesito è stato un disastro. Così ho deciso di realizzare un pullover per Lusia. Lautunno è alle porte, fa freddo.

Bene, ha detto linsegnante, senza guardare Lusia vedo che ci hai messo impegno.

Lusia, vestita di rosa, è diventata la star del quartiere; la gente si fermava a guardarla e una vecchietta ha persino fatto il segno della croce. Io non mi preoccupavo di chi la guardava, limportante era che Lusia non avesse freddo. Le ho allacciato un maglione viola di velluto.

Una sera, while ero fuori a comprare il cibo, ho legato Lusia allingresso. Sono tornato e ho visto un uomo che la osservava curiosamente.
Scusi la curiosità, è di questa razza? ha chiesto.
È un cane così! Chi non gli piace, non deve guardare! ho sbottato. A voi interessa solo laspetto, ma lanima, sia di uomo che di cane, non vi importa!
Non è per laspetto che mi lamento, ha risposto luomo, mi piace proprio così, che ne dici, cagnolino, facciamo amicizia?
Mi ha teso la mano per accarezzarla.
Attento! Morde! Non ama gli estranei! ho gridato.
E Lusia, invece di mordere, ha colpito la sua mano con la testa e ha ruggito.
Brava cagnolina, brava, ha detto luomo. Allora rimaniamo in buoni rapporti con la padrona.

La letteratura non è sparita da me. È già lanno quinto. Sto scrivendo il quinto volume

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