Non venire più da me, gli dico al marito.
La sorella vuole un matrimonio piccolo, solo per i più cari, senza gente superflua, borbotto Andrea.
Mi sta dietro, finge di cercare qualcosa nellarmadio. Vedo le spalle tremare, le mani che spostano le stesse camicie da un posto allaltro.
Conosci Lidia, continua, è sempre stata beh, fuori dal mondo.
Sì, sì Da tre anni sono sposata col fratello di Lidia e continuo a sentirmi unospite. Come si dice, è chiaro come il sole.
Andrea, dico con calma, smettiamola di giocare. Tua sorella ha invitato tutti. Anche quel vostro cugino terzo, che avete visto lultima volta al funerale della nonna. Anche la zia Valeria, che passa a innaffiare i fiori di tua madre quando lei va al campo. Ma non me, non la tua moglie. Perché?
Cosa vuoi da me?! si alza improvvisamente. Che vada da Lidia e faccia uno sceneggiato? È comunque il suo matrimonio! Ha il diritto di invitare chi vuole!
E io ho il diritto di sapere perché i parenti del mio marito fingono che io non esista!
Andrea si blocca, si siede accanto a me, mi prende la mano con dita fredde e umide e ricorda ciò che già sapevo. Dice che sua madre pensa che avrei potuto trovare qualcuno di meglio. Che Lidia si è offesa perché non sono andata al suo compleanno due anni fa (ero a quarantacinque gradi, ma chi lo ricorda). E che tutta la loro famiglia è abituata a festeggiare solo in cerchio ristretto mamma, papà, lui e Lidia. Qualsiasi intrusione è vista come una minaccia al loro piccolo mondo.
E allora, che proponi? chiedo, quando termina. Devo aspettare tutta la vita che la tua famiglia decida di accettarmi?
Non tutta la vita, prova a sorridere, magari tra cinque anni
Solo cinque? rido. Pensavo di dover aspettare cinquantanni
Andrea sorride imbarazzato e distoglie lo sguardo.
Ascolta, Andreuccio, gli dico stringendogli la mano, ti dico una cosa, amore mio. O andiamo insieme al matrimonio di tua sorella, o non ci vai nemmeno tu.
Ginevra
Sì, Andrea, esatto, lo guardo serio. Mi hai capito?
Annuisce di corsa, come un ragazzo al liceo. Promette di parlare con Lidia, di sistemare tutto. Promette, promette, promette
Due settimane precedono il matrimonio tra tensione e finzione. Andrea finge di stare bene, ma lo vedo che morde le unghie, gesto nuovo. Risponde in ritardo quando lo invoco, e resta incollato al cellulare in bagno.
Un giorno scopro per caso la sua chat con Lidia, senza che abbia detto nulla.
Fatto, penso.
Tre giorni prima del matrimonio compro un abito di seta color turchese, costato circa ottocento euro, impossibile da ignorare. Andrea lo vede appeso e si gira sorpreso.
Perché? chiede.
Perché, amore, andiamo al matrimonio di tua sorella. Hai sistemato tutto, vero? Come avevamo deciso.
Lui tace, poi tenta di cambiare argomento.
Va bene mi ripeto, irritata.
Sono ormai decisa su cosa fare.
Il giorno del matrimonio mi sveglio allalba, preparo colazione, apparecchio la tavola e sistemo i fiori. Laltro mattino mi aveva regalato delle rose bianche, forse per almeno tentare di riparare il danno futuro. Mi siedo a bere il caffè.
Andrea compare in cucina in pigiama, con i capelli sciolti, scorrendo il telefono. Un sorriso genuino gli si apre sul volto.
Non eh non pensi di balbetta.
E tu? rispondo serenamente.
Capisce la trappola, ma dal sonno non riesce a pensare a una risposta.
Siediti, il caffè si sta raffreddando, lo invito.
Si siede di fronte a me e inizia:
Ginevra, ascolta Ho pensato che forse è meglio andare da solo. Solo per il minimo, apparire alla cerimonia e tornare subito. Capisci, è tua sorella, non posso semplicemente non venire
Finisco il caffè e rimetto la tazza sul piattino.
Certo che non puoi, dico con voce tenera, è tua sorella. Preparati, altrimenti arriverai in ritardo.
Mi dà un bacio sulla guancia, corre sotto la doccia, poi inizia a frugare in casa.
Dove sono i gemelli? E la cravatta? E le scarpe? salta da una stanza allaltra.
Io osservo il trambusto con un sorriso ironico. Quando è quasi pronto, gli sussurro:
Per favore, lascia le chiavi sul comodino.
Cosa? chiede confuso.
Le chiavi di casa. Lasciale, ripeto con lo stesso tono affettuoso. Prenderai i tuoi vestiti più tardi. Non preoccuparti, li raccoglierò io.
Un silenzio surreale cala nella stanza, quasi il nostro orologio si fermasse. Andrea rimane in piedi nella porta, elegante ma smarrito.
Ginevra inizia, lamentando. Non sei seria
Sono assolutamente seria, rispondo, hai fatto la tua scelta, Andreuccio, e io lho accettata. Vai al matrimonio di tua sorella, divertiti. Ma non tornare.
Ma è stupido! esclama. Perché una festa ti fa così
Non è la festa, Andrea. È il fatto che non hai mai provato a fare qualcosa per me. Hai finito per fingere un accordo sperando che io mi tirassi indietro allultimo minuto. Come sempre.
Ginevra, smettila sorride. Perché trasformi una mosca in un elefante? Non sei mai stata la regina del dramma!
Andrea, dico, non capisci o fingi? La tua famiglia non mi accetta! Da tre anni mi fanno capire che sono superflua nel vostro piccolo clan. E tu? Hai fatto qualcosa per cambiare le cose?
Beh si interrompe. Ho parlato con mia madre
E cosa hai detto? Accetta mia moglie, è buona, davvero, onestamente?
Ginevra tenta di avvicinarsi, ma io mi volto.
Hai promesso di parlare con tua sorella, di risolvere la questione, ma non lhai fatto, vero?
Arrossisce e abbassa lo sguardo.
Vai, Andrea, ripeto, saluta Lidia.
Vuoi che rimanga? fa unultima prova.
Vuoi restare con me? chiedo. Riesci a sfidare la tua famiglia e non andare al matrimonio? E quando ti sommergeranno le chiamate, dirai che vieni solo con me?
Dopo un attimo di esitazione risponde:
È scomodo
Allora parti, se è scomodo, e non tornare più qui, dico con decisione. Questo è il mio appartamento e ho il diritto di cacciarti via. Non mi valorizzi, la tua famiglia e tua sorella valgono più di una moglie. Allora perché continuare a vivere insieme?






