Riposare dalla Figlia: Un Momento di Relax e Gioia Familiare

Caro diario,

questa mattina, seduta al tavolo della cucina di casa nostra a Napoli, mescolavo lentamente il minestrone, mentre nella mente girava un pensiero che non mi dava tregua: Anchio, a volte, vorrei solo fermarmi e non fare nulla.

Mia figlia, Alessia, viene a trovarci nei fine settimana e, nonostante la sua vita frenetica, riesce sempre a prendersi una pausa e a godersi la visita. Io, invece, mi sento come una cuoca di unosteria affollata, che non smette mai di girare tra pentole e pentolini per la nostra numerosa famiglia.

Il giorno prima dellarrivo di Alessia, del cognato Marco e dei piccoli nipotini, mi affanno a mettere in ordine ogni stanza, perché gli ospiti arriveranno. Andrea, mio marito, torna tardi dal lavoro, stanco come me, e le faccende di casa ricadono su di me.

A volte, quando la solitudine mi assale, prendo il telefono e chiamo Alessia durante la settimana, solo per sentire la sua voce o per chiedere un consiglio. È un po doloroso, quasi una piccola delusione, quando lei è sempre impegnata. Lei ha un lavoro importante e una vita piena di responsabilità, e non tollera le chiamate improvvise: Mamma, ti avevo chiesto di non disturbarmi durante lorario di lavoro, se è urgente scrivimi, va bene? mi diceva.

Io, invece, non cercavo altro che la sua voce, non una risposta scritta. Un giorno mi sono resa conto che non ho mai avuto un fine settimana in cui non dovessi fare nulla; anche se Andrea mi aiuta, a volte desidero semplicemente gustare un pranzo preparato da qualcun altro. Sono ormai in una fase di pensione anticipata, ma i compiti non smettono mai.

Allora ho pensato: Andiamo a trovarla. Dopo aver parlato con Andrea, abbiamo deciso di fare sorpresa ad Alessia per le festività. Ella sembrava felice, ma è rimasta sorpresa quando, invece di aiutarci in cucina, ci siamo messi a chiacchierare con i nipotini e poi a guardare un concerto in TV. Alessia, che aspettava il consueto pranzo di famiglia con i miei dolci e le insalate, ha subito mostrato un volto deluso.

Io ho capito subito il suo disappunto, ho sentito i miei occhi appannarsi. Alla fine, ho capito che non potevo più riposare da sola. Ho sospirato, ho sorriso a tutti e sono corsa in cucina per preparare il pranzo.

Alessia è venuta anch’ella, con il desiderio di parlare ancora con me, di raccontare quanto si sentisse tradita. Quando ha aperto la porta, ha visto una mamma diversa, non più luomo allegro pronto a tutto, ma una donna stanca e un po malinconica. Il suo sguardo si è addolcito e, senza esitazione, mi ha abbracciata, baciata e ha detto:

Mamma, volevo preparare una ricetta nuova e speravo nel tuo aiuto, ma se non vuoi, sarà una sorpresa per tutti. Inoltre ti ho comprato una crema viso e una per le mani, è un piccolo regalo. Dopo il pranzo parleremo e te lo mostrerò. Per ora guardiamo insieme il concerto.

Mi ha regalato anche la crema di cui parlava, una cosa di lusso che non compravo più. Improvvisamente mi è tornata in mente la paura infantile che il tempo scorre, che invecchio e che i momenti insieme si accorciano. Ho ricordato gli anni della mia giovinezza, i giorni in cui, appena sposata e madre, la mia stessa mamma era sempre pronta a rispondere al telefono, anche di notte.

Le sue parole mi hanno scaldato il cuore; le incomprensioni sono svanite e ho sentito unondata di energia nuova. Da allora Alessia non mi sovraccarica più di compiti, facciamo tutto insieme e troviamo il tempo per chiacchierare davvero. Ora mi chiama a pranzo, dice che sente la necessità di sentire la mia voce.

Spero davvero che il tempo non ci porti a doverci salutare al telefono, ma che continuiamo a sentirci, a ridere e a condividere le nostre giornate.

Con affetto,
Maria Rossi.

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