14 ottobre 2025
Oggi ho dovuto affrontare un nuovo capitolo di quella che ormai sembra una commedia nera. La mia amica, la migliore seconda moglie di Marco, è di una bellezza che persino io, se fossi un uomo, invidierei. Conosco quelle donne che sanno il proprio valore: camminano con dignità, mantengono lo sguardo fisso e ascoltano con attenzione. Non hanno gesti frenetici, non hanno bisogno di svelare spalle o pettorali per attirare lattenzione; sono regali, calme e mai in preda al panico.
Marco la sceglierebbe senza dubbio, proprio perché è il suo opposto. Io, invece, sono lesempio vivente della donna che corre sempre, che alza la voce ai bambini e a lui, che fa cadere tutto dalle mani, che non riesce a finire nulla, che ha la scrivania ingombra e un capo sempre scontento. Indosso pantaloni larghi e felpe, perché stirare una camicia è unimpresa. Ho quasi dimenticato lultima volta che ho stirato un velo di pizzo; il nuovo asciugatrice lavaasciuga della nostra lavanderia la fa quasi da sola, così non mi serve più il ferro.
La sua figura è perfetta: postura, gambe, capelli, occhi, viso è uno spettacolo che toglie il fiato. E da quel momento, dopo averla vista, non riesco più a respirare con la stessa leggerezza. È stato quasi come un colpo di fulmine, ma in realtà è stato un semplice caso di lavoro: dovevo recarmi in un quartiere di Bologna per una riunione e, affamata, mi sono fermata al primo caffè Al Vento. Il locale era strapieno; ho trovato un tavolino libero, ho preso il menù e ho alzato gli occhi. Non era unillusione: ho riconosciuto subito Marco, di spalle. E poi ho visto lei.
Lui le teneva le mani tra le sue palme, le baciava le dita. Che volgarità, ho pensato, quasi a sussurrare che le tue dita odorano di incenso. Ma la donna era davvero bella. Ho ordinato una zuppa e uninsalata, le ho mangiate senza percepire il sapore, e sono rimasta lì un po ad aspettare che se ne andassero. Temevo di farmi notare, ma era inutile: Marco non era interessato al mondo intorno a lui in quel momento.
È stato uno stato strano, come dopo una bruciatura: vedi il segno sulla pelle, sai che fra pochi secondi arriverà il dolore più intenso, e nel frattempo vivi in attesa di quel tormento. Per cercare di attenuarlo, soffio sul punto arrossato con tutte le mie forze ma dentro è vuoto, non cè dolore.
Marco è tornato puntuale, con il solito sorriso sereno. Io, sempre di corsa, lo spinto a fermarsi, a respirare, ma lui è un sanguesco equilibrato, con un senso dellumorismo che mi sarebbe mancato ora più che mai. Mi sarebbe piaciuto che, con tono freddo e diretto, gli chiedessi: Allora, comè la tua amante? e guardare le gocce di sudore comparire sulla sua fronte. Lui, rosso, cercherebbe di mantenere la calma, mentre io proseguirei: E ora? I bambini devono conoscere la nuova mamma, ma dove mi metti? In una stanza libera o mi porti a casa?
Non ho detto nulla del genere. Marco mi ha avvolta in un abbraccio sul letto, mi ha avvicinata a sé e si è addormentato subito. Forse non cè più sesso, ho pensato scivolando sul mio lato del letto, e ho riso sottovoce. È strano pensare di essere una donna tradita davanti ai propri occhi e continuare a dire che è solo unillusione.
Forse è solo la fase iniziale: preludio, simpatia, respiro in sintonia. Marco è un lover criptato, senza parole, senza muscoli. Sono tornata a letto, ho dormito a scatti, sognando fiori sgargianti e altre amanti vestite di rosso. Mi sono svegliata con la testa pesante, camminando lentamente per casa, preparando i bambini per la scuola.
Mi sono chiesta: cosa fanno le donne quando scoprono che il marito ha una amante? Cerco su Google? Il motore non mi ha aiutata. Non ho risposte. Proseguire la vita? Sì, lo sto facendo. Ritorno alla routine: Marco torna a casa in orario, senza rossetto sulla camicia né profumo estraneo, i bambini saltellano, la domenica andiamo al cinema. Nessun cambiamento di comportamento. Il sesso è ancora due volte a settimana, a volte tre, se mi ricordo dei dettagli.
Forse ho sbagliato quello stesso caffè, ma no: ho chiamato Marco a pranzo, non ha risposto. Ho preso un taxi, sono tornata allo stesso locale, ho inventato una scusa al tassista stiamo aspettando un pacco per lavoro. La sua auto era parcheggiata di fronte. Marco e la sua amante sono scesi insieme, sono saliti nella loro macchina e se ne sono andati.
Mi sono sentita pallida, ho chiesto dellacqua al tassista, ho finto di chiamare qualcuno e ho urlato al telefono vuoto: Al diavolo con voi e il vostro pacco! Non posso più aspettare, vado al lavoro!. Non mi importava più del giudizio del tassista.
Scoprire lesistenza di una amante cambia la vita. Divorziare? Probabilmente, sì. Ma come si vive altrimenti? Sopportare? A che scopo? Ho ricordato un caso simile di amici: il marito aveva una amante, si nascondeva, ma la moglie lha scoperta, è scoppiato uno scandalo, lui ha negato fino allultimo, mostrando messaggi incriminanti. Alla fine ha ammesso, ha detto: Sei una famiglia, sii coraggioso e confessalo, o se ne vai, provvedi ai tuoi. Mi sono sentita orgogliosa di lui, così responsabile.
Ora, però, non è più facile dallesterno. Quando sei dentro al dramma, con entrambi di fronte, il coraggio svanisce allistante. Sono andata al loro tavolo nel caffè, mi sono seduta su una sedia libera. La amante ha alzato gli occhi sorpresa, Marco è rimasto immobile, poi si è accasciato sulla sedia. Silenzio. Guardarli era quasi divertente. Lei ha capito subito chi ero, forse lo sapeva già.
Marco ha cercato di parlare. Lho fermato alzando la mano: Non è quello che pensi, vero? Non cè nulla di stupefacente in questa situazione. Succede. Ma ora pensate a come risolvere: i bambini, lappartamento, i genitori anziani. Siete intelligenti, ce la farete. Ho lasciato il locale con calma. Il vestito appena stirato mi andava a meraviglia, anche se non lo indossavo da tanto tempo.





