Dietro le Mie Spalle

Dai, per lamor di Dio, smettila di fare la eroina e di farti vedere come se fossi tutta sola, dice Oliva, appoggiando sul tavolo il pacco di pannolini e la confezione di pappa per bambini. Ho visto i tuoi post, tutti così perfetti. Nessuno capisce davvero comè la tua vita.

Ilaria non alza lo sguardo dal cellulare, il viso di pietra. Nella stanza accanto sente le urla del suo bimbo di due anni, Matteo, che reclama attenzione. Ilaria nemmeno si muove.

Matteo, vengo subito! grida dalla grande camera da letto la nonna, e si dirige verso il nipote.

Oliva, nel frattempo, toglie la giacca, la appende allo schienale della sedia e si volta verso la sorella. È troppo irritata per cedere così facilmente.

Dimmi la verità. Davvero credi di farcela, di essere una buona madre? O ti limiti a ripetere a memoria le frasi dei gruppi online, come un pappagallo?

Ilaria sospira, si ferma un attimo, ma non guarda Oliva.

Ascolta, non ti ho chiesto di comprare nulla.
Certo, non ho chiesto nulla. Come al solito: sei qui a piangere di fame, a cambiare pannolini, mentre la mamma ti prepara la minestra e poi compra i pannolini. E dopo torni a fare la donna forte.

Un silenzio cala su entrambe. Anche Matteo si acquieta. Solo la voce dolce della nonna si sente in sottofondo. Oliva chiude gli occhi per un attimo.

Sono tutti esausti dopo un anno e mezzo di lotta.

Ilaria ha lasciato il marito quando Matteo aveva appena sei mesi. È andata via con una scenata, accusandolo di non saper nemmeno lavare i piatti o cambiare il pannolino. Dario, lex, alza le spalle. Lavora due turni, arriva tardi, è così stanco che a volte si addormenta seduto. Però si sforza: lava i biberon, porta le borse, anche se canta le ninnananne con una voce forzata.

Ci ha traditi, dice Ilaria. Ha scelto il lavoro, non noi.

Oliva alza le spalle: ognuno decide come vuole.

Ma non quando quel ognuno si appoggia sul collo degli altri e rifiuta di chiedere gli alimenti. Ilaria vive ora come in vacanza: il padre paga, la madre cucina, e lei pubblica post sullindipendenza femminile.

La nonna entra nella stanza con due smaglianti occhiaie.

Matteo ha dormito, grazie al cielo. Oliva, perché continui a fare la spia su Ilaria?
Io? Farla? Oliva è pronta a ridere. Lunica cosa che non le fai è pulire il suo fondoschiena, e lei non si lamenta. Le basta tutto.
Non chiedo niente, tra laltro. Nessuno deve nulla a nessuno! ribatte Ilaria.
Già, tu non devi nulla a nessuno. Ti limiti a vivere qui e a usufruire dei comfort.

Il ricordo le riporta a due mesi fa, quando il padre ha rimandato linstallazione della corona dentale.

Va bene, aspetto, le dice allora al sorriso, dobbiamo vestire Matteo, altrimenti crescerà da solo.

Il padre non si lamenta mai. Solo più tardi la famiglia scopre che non prende le pillole perché non ha soldi per comprarle. Oliva trasferisce i soldi silenziosamente, sperando che vadano in farmaci.

Ilaria si alza di scatto e scappa dal tavolo, evitando il confronto, come al solito.

Oliva non è il caso Ilaria
Che vuoi dire? Ilaria è comoda così. Ma la sua superbia la farà cadere. Capisci, mamma i soldi non si risolvono con le labbra gonfie. Tu sei dopo linfarto, papà ha problemi al cuore. E lei recita la parte della protagonista di una melodramma hollywoodiano: sola, fiera, incompresa.

La madre la guarda con dolore. Tutti capiscono, ma non possono fare nulla.

Oliva si avvia verso luscita, ma si ferma alla porta. Vorrebbe dire qualcosa di caldo, di gentile, per non far piangere la madre.

Ciao, mamma. Controlla il kit di pronto soccorso e parla con papà. Domani porto le pillole, se per caso… finiscono.
Ol Grazie, risponde la madre con voce rotta.

Oliva se ne va senza voltarsi, sapendo che le lacrime arriveranno.

Una settimana passa. Oliva viene meno spesso. Non le pesa, non vuole vedere la crisi dei genitori. Va a portare soldi, farmaci, qualcosa per Matteo, poi se ne va di corsa. Ilaria accetta tutto con aria indifferente, come se fosse naturale.

Una mattina, controllando la rubrica, Oliva incappa in un nome quasi dimenticato: Marco. Lavorava con Dario. Un lampo di speranza la colpisce: potrebbe essere una via duscita.

Tre giorni dopo, i due si incontrano in una piccola caffetteria di Napoli. Oliva giocherella con un tovagliolo di carta. Marco arriva sette minuti in ritardo, si scusa e si siede. È più magro, ma la magrezza non gli dona giovinezza.

Capisci inizia, dopo aver ascoltato il lungo racconto di Oliva. Non voglio abbandonare mio figlio. Ho provato a ricominciare tutto. Solo che, anche quando mando soldi, lei li restituisce e fa scenate.
Non dureranno tanto, sospira Oliva. Papà divide le pillole a metà. Mamma ha rifiutato la clinica termale. Ilaria ha dei principi stupidi. Ma nessuno è colpevole di avere queste idee fissate.

Marco annuisce, sembra pronto a trovare una soluzione.

Facciamo così. Io ti invio i soldi, tu li distribuisci. Se vuoi, mi mandi foto o ricevute. Fidiamoci. Voglio solo che Matteo viva bene e che i tuoi genitori non soffrano più.

Oliva non è sicura, sembra un tradimento, ma nemmeno sua sorella è santa.

Due giorni dopo arriva il primo bonifico: diecimila euro. Oliva lo dà subito alla madre, che resta sorpresa dal valore, non tanto dal fatto che la figlia aiuti.

Segue un altro bonifico più piccolo, per le medicine del padre, poi per le scarpe di Matteo.

Ilaria non si accorge di nulla, o finge di non vedere.

Una sera, Oliva fa visita per mezzora. Ilaria è in bagno, Matteo guarda i cartoni, la madre impasta i ravioli, il padre la aiuta.

Oliva, con i tuoi soldi abbiamo comprato a Matteo una giacca nuova! esclama la madre, raggiante. Sei davvero una salvatrice. Non ci vergogniamo più di chiedere Forse dora in poi potremo farcela da soli?

Oliva arrossa. Non è la prima volta che riceve lodi ingiuste, ma le pesa sulla coscienza. Ora tutta la catena di aiuti rischia di spezzarsi.

Mamma devo dire a papà che non è colpa mia. È Marco, sta aiutando, confessa a bassa voce.

Il silenzio cade. Il padre smette di stendere la pasta. La madre resta immobile con il cucchiaio in mano.

Marco? chiede. Ilaria ci aveva detto che era sparito.
Sì. Mi ha detto che le interrompe il telefono, perché lei lo ignora. Oliva sospira: cè ancora molto da raccontare. La verità sta sempre a metà strada. Limportante è che ci sia aiuto.

I genitori accettano la notizia con calma, quasi senza sorprese. Continuano a ricevere i soldi senza colpa.

Ma nasce un nuovo problema.

Grazie a Marco, adesso è un po più leggero, dice la madre al padre a bassa voce, mentre parlano del bilancio del mese prossimo.

La madre non sa che la figlia non ha ancora dormito e ha un udito affilato.
Da quel momento, la tensione sale.

Quindi state prendendo i soldi del mio ex dietro le mie spalle?! irrompe Ilaria nella cucina. Siete traditori! Siete tutti daccordo!

Segue un interrogatorio. La madre cede, non regge la pressione. Poi Ilaria inizia a chiamare Oliva a ore piccole.

Credevi di essere la più furba? Di risolvere tutto in silenzio? Mi hai umiliata! Il mio bambino non ha bisogno di queste elemosine! urla la sorella furiosa.
Ma che dici, Ilaria? risponde Oliva assonnata, sbadigliando. Sto facendo quello che a te manca di forza e di coscienza. Basta scaricare tutto su di me.
Vai via! strilla Ilaria. Non mi serve nessun aiuto! Ce la faccio da sola!

La discussione si interrompe. Ilaria raccoglie le sue cose, mette Matteo nella carrozzina e sbatte la porta. Esce nella notte, senza dire dove va.

Nella sua testa gira una frase detta sei mesi fa dallamica Lidia: «Se ti serve, chiama, sono qui». Allora sembrava solo una frase dolce, ora è lunico filo a cui aggrapparsi.

Lidia non rifiuta, la accoglie con un sorriso, bacia Matteo, lo porta in una stanza a parte e prepara una cena. Poi, con cautela, le chiede cosa è successo.

Va tutto bene, ma è soffocante qui, sbuffa Ilaria. Voglio stare da sola per un po.

La prima notte è tranquilla. Lidia si diverte a ospitare, non è così noiosa da stare da sola. Il mattino porta i primi segnali di disagio: Ilaria non lava i piatti, si lamenta del cibo, a volte è troppo salato, a volte troppo grasso.

Il giorno dopo, Ilaria prende dal ripostiglio una bottiglia di caffè sigillata, senza chiedere. Si scopre che era un riserva per gli ospiti. La sera stessa si lamenta dei soldi.

Ho speso tutto in pannolini. Puoi prestarmi qualcosa? Per favore finché non trovi un lavoro.

Lidia sorride forzata e dice che ci penserà. Più tardi, quando Matteo dorme, Lidia le dice che devono parlare.

Ascolta arriva Arturo, ti ricordi, il ragazzo di Pisa. Avevamo già parlato di lui. Forse potresti stare lì?
Vuoi che me ne vada? chiede Ilaria, confusa.
Non è che non voglio è solo che è così. Hai qualcun altro dove stare?
Sì, annuisce Ilaria, il nodo dentro di lei si stringe. Ce la farò.

Al mattino Ilaria prepara le valigie in silenzio, trattiene le lacrime. Lidia continua a muoversi in cucina, senza incrociare gli sguardi. Ilaria veste Matteo, lo mette il passeggino e, per un attimo, inciampa nel corridoio, poi esce senza salutare.

Alla porta delledificio, si sente vuota, vergognosa, spaventata. I pensieri corrono, tutti come coltelli. Ai genitorino. Mai più. Che si aggirino con le loro pillole e le cliniche termali. Con Lidia ormai è chiaro.

E allora ricorda Marco. Lui vuole riprendere i contatti. Lultima volta che laveva ignorata, era lunico che poteva aiutarla. Preme il suo numero.

Pronto?
Sono io Ilaria. Con Matteo possiamo stare da te qualche giorno?

Una pausa sorpresa.

Certo, risponde Marco, la voce cauta ma con un tono caldo.

La conversazione finisce. Inizia una convivenza goffa, senza fiducia ma almeno presente.

La prima notizia del loro riavvicinamento arriva a Oliva. Mamma e papà tentano di chiamare Ilaria, ma non risponde. Dopo tre giorni rinunciano, il quarto giorno chiama Oliva.

Pronto?
Sì, risponde Ilaria con voce fioca.
Dove sei? Che succede?
Siamo da Marco. Ti richiamerò più tardi.
Da Marco? Matteo sta bene?
Sì, tutto ok.

Oliva alza le sopracciglia, sorride un po: meglio così che vivere ai piedi dei genitori. Resta solo da sperare che lorgoglio ferito di Ilaria, che lha spinta verso Marco, non causi un nuovo divorzio.

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Dietro le Mie Spalle
La Salvezza Nascosta nella Scatoletta Magica