30marzo, Roma
Mi sono svegliato con il rumore del cellulare che vibra sul comodino. Ti richiamerò, ho borbottato, quasi a me stesso, mentre mi avvicinavo alla porta della cucina.
Ilaria, con il grembiule appeso al collo, lanciò un La tua amante ha telefonato, ti manda i saluti! senza staccare lo sguardo dalla padella in cui sfrigolava qualcosa di familiare, come il nostro quotidiano.
Sono rimasto immobile sul soglio, il cuore che batteva a ritmi di tamburo. Ventanni di vita insieme si sono susseguiti in un lampo. Le chiavi sono scivolate dalla mano, cadute a terra con quel clangore metallico che ha sfondato il silenzio.
Che cosa stai raccontando? Che amante? la voce di Ilaria tremò, tradendo la paura di questi ultimi mesi. Sentivo la terra sgretolarsi sotto i piedi.
Ginevra. La tua assistente, vero? ha risposto Ilaria, incrociando le braccia sul petto. Ha venticinque anni, dice di essere incinta da quattro mesi. Congratulazioni, papà!
Negli occhi di Ilaria cera un dolore così profondo che avrei voluto annegare in esso o svegliarmi da un incubo.
Iro, ti spiego ho iniziato, ma le parole si sono impigliate.
Spieghi? ha riso rauca. Cosa vuoi spiegare, Andrea? Che ti divertivi con la segretaria mentre io correvo da un dottore allaltro? O che mi mentivi dicendo che eri in ufficio?
Il sfrigolio della padella è diventato un odore di carne bruciata che ha riempito la cucina. Ilaria ha spento il fuoco, come se quel gesto potesse fermare il dolore, lamarezza, il tradimento.
Sai qual è la cosa più disgustosa? ha sussurrato, la voce quasi un bisbiglio. Lo sospettavo. Tutte le tue riunioni, le chiamate notturne, i viaggi di lavoro Ma credevo, come una sciocca, che fosse vero!
Iro, ascolta ho fatto un passo verso di lei, ma ha alzato la mano, erigendo un muro invisibile.
Non avvicinarti! le lacrime le hanno strizzato gli occhi. Dio, che schifo ventanni di vita buttati via!
Basta, ho provato a controllare la voce, ma il tono era tremolante. Parliamone con calma. È tutto complicato.
Complicato? Ilaria ha riso di nuovo, ma il suono era più un pianto. Che cè di complicato? Hai una giovane amante. È caduta dal cielo. E io la voce si è spezzata sono solo una vecchia che non può avere figli, vero?
Non dirlo così! ho tentato un altro passo, cercando di avvolgerla.
Ilaria si è divincolata come se fosse bruciata, e in un attimo ha sferzato laria con un colpo secco.
Vattene, ha sussurrato, la voce ora un sussurro spezzato. Vai da lei, da quella che ti ha dato ciò che io non ho potuto darti.
Iro
Via! ha afferrato il contenitore di sale sul tavolo e lha lanciato contro di me.
Il sale si è sparso sul pavimento, scintillando sotto la luce della lampada. Brutta cattiva sorte, è passato per la mia mente.
Ho ripetuto, quasi a me stesso, Ti chiamerò, mentre mi dirigevo verso la porta. Ilaria si è voltata verso la finestra, le spalle tremanti come se avesse freddo, anche se fuori era già primavera.
Nel corridoio, indossando frettolosamente il cappotto, ho sentito i lamenti sommessi provenire dalla stanza. La mano si è fermata sullinterruttore della porta. Cosa potevo dire? Come giustificare il tradimento?
La porta si è sbattuta di colpo. Lappartamento vuoto è rimasto in un silenzio assordante, rotto solo dal ticchettio dellorologio a pendolo, regalo di nozze dei miei genitori. Ventanni di ticchettii.
Ilaria si è seduta lentamente sulla sedia della cucina, lo sguardo fisso sul sale sparso. Dicono che porta sfortuna, ha pensato, poi è scoppiata in una risata isterica. Era come se la sua vita si fosse frantumata, proprio come quei cristalli bianchi sul pavimento scuro.
Il cellulare nella tasca della camicia ha vibrato. Un SMS da un numero sconosciuto: Scusa, non volevo che finisse così. Ginevra.
Porca puttana, ha sussurrato Ilaria stringendo il telefono con le nocche. Piccola diavoletta
Allesterno ha iniziato a piovere. Le prime gocce hanno battuto il davanzale, una melodia triste su un xilofono invisibile.
Ilaria si è alzata, ha preso scopa e paletta, raccogliendo il sale. Nella sua testa girava un pensiero assurdo: Non ho nemmeno chiesto se aspettasse un maschietto o una femmina
Si è fermata, il secchio stretto nella mano. Sale, pioggia, ticchettio dellorologio: tutto si mescolava in un flusso continuo, come se la vita fosse ridotta a quei piccoli dettagli.
Nel mio auto, il cellulare ha lampeggiato. Quindici chiamate perse da mamma era Ilaria, che chiamava la suocera. Sempre così…
E adesso? ho chiesto al riflesso nello specchietto retrovisore. Il mio volto, 45 anni, mi guardava con giudizio.
Il telefono ha vibrato di nuovo. Ginevra.
Sì, tesoro ho risposto, ma la voce era distante.
Dove sei? ha gridato, il timore nella voce. Avevo paura è stata terribile!
Chi? non ho capito.
Tua moglie! È venuta al lavoro, ha mandato in scena
Cosa?! mi sono irrigidito. Quando?
Unora fa, ha singhiozzato Ginevra. Ha urlato in ufficio che aveva distrutto la nostra famiglia. Mi ha lanciato dei documenti erano i risultati dei miei esami.
Ho abbassato la testa sul volante, il pianto mi è salito alle labbra.
Non lo sapevo continuava Ginevra. Non sapevo che non poteste avere figli. Pensavo fosse solo
Lo sapevo, ma, è stato lunico pensiero che mi ha attraversato la mente.
Vieni, ha chiesto. Ho paura da sola.
Sto arrivando, ho risposto secco.
Mentre avviavo lauto, è suonato di nuovo il cellulare. Era la mamma.
Sì, mamma.
Porca vacca! ha urlato, la voce graffiata. Che cosa hai combinato? Hai perso la coscienza?
Mamma
Taci! Iro è in lacrime, a malapena si è calmata. Ventanni insieme e tu ti sei legato a una ragazzina!
Mamma, io
Non ti parlerò più! Finché non ti rimetti, non bussare più!
Ho lasciato il telefono sul sedile, pesante come un macigno. Il silenzio era rotto solo dal ruggito lieve del motore.
Guardavo la casa di Ilaria. Le finestre irradiavano una luce calda, accogliente. Ma non potevo più entrarci. Non potevo andare da nessuna parte.
Ho spento il motore. Lauto ha sospirato e si è fermata. Restavo solo in quel silenzio che improvvisamente sembrava un boato.
Un breve suono di chiamata ha interrotto il vuoto.
Diavolo ho mormorato, schiacciando il volante.
Il cellulare ha di nuovo vibrato: messaggio da Ilaria. I documenti per il divorzio saranno pronti in una settimana. Ritiro il tutto nel weekend. Partirò.
Lho letto più volte. Parole slegate, senza senso. Divorzio. Tutto. Ventanni. Distrutto.
Un altro squillo, era Ginevra.
Arrivi presto? Mi fa male la pancia
Sto arrivando! ho risposto, girando il volante come se potessi fuggire da questo incubo.
La pioggia si faceva più intensa, i tergicristalli arrancavano a malapena, la città si dissolveva in macchie grigie contro il vetro.
Il telefono ha di nuovo emesso un bip, probabilmente di nuovo la mamma, ma non lho più guardato. Che differenza? È tutto già sparso, non riesco a capire come sia potuto succedere.
Un anno fa, Ginevra era entrata in azienda come stagista. Giovane, luminosa, occhi pieni di speranza mi guardava con la stessa ammirazione che Ilaria aveva avuto ai tempi delluniversità.
Poi un cocktail aziendale, un tocco accidentale e io mi sono trovato a giustificare alla moglie per essere troppo occupato. Invece lho portata a cena, le ho comprato fiori, ho creduto di rivivere la giovinezza.
Affittavo un appartamento per i nostri incontri, come un ragazzino, e la vedevo brillare di felicità, progettare un futuro.
Stupido, pensavo guardando la strada bagnata. Vecchio stupido.
Il telefono è squillato ancora.
Che… ho afferrato learpiece senza guardare lo schermo. Ginevra, ti sto…
Non è Ginevra, ha interrotto Ilaria, con una calma stranamente serena. Ho fatto un test. Indovina? Anche io aspetto un bambino.
Il mondo si è fermato. Un fruscio di freni, limpatto.
Infarto, ha detto il medico, freddo. Più trauma cranico. Stato gravemente critico.
Ilaria, accanto al letto, guardava luomo avvolto da tubi e cavi. Ginevra, il viso nascosto tra le mani, singhiozzava piano.
Smetti di piangere, ha detto Ilaria, senza alzare gli occhi. Non è una serie TV.
Scusate ha risposto Ginevra, gli occhi rossi. È… è il bambino
Sì, certo, ha sorriso amara Ilaria. Un bambino senza papà che storia! E io senza marito fantastico, vero?
Voi anche voi? ha chiesto Ginevra, guardando il ventre di Ilaria.
Anchio? ha replicato Ilaria, ridendo amaramente. Dopo ventanni di nulla, e ora bam! Forse dallo stress.
Nel monitor cardiaco un ticchettio regolare. La pioggia continuava a battere sui vetri, come se volesse ricordare che fuori la vita prosegue.
Ilaria ha iniziato a raccontare, come se parlasse a unombra: Lo amavo già dal primo semestre. Era magro, con gli occhiali Le ragazze ridevano, chiedendo che cosa avessi trovato in lui. Io vedevo solo la sua vera essenza
Ginevra ha tirato su il velo della tendina, cercando un segno di salvezza.
Dopo il matrimonio, continuava Ilaria, anelli, velo, tutto a posto. Sua madre addirittura diceva: Sarà una buona nuora. E io mi sono ritrovata a sentirmi difettosa.
Non dirmi così, ha bisbigliato Ginevra, quasi inaudibile.
Come parlare? ha replicato Ilaria, il tono tagliente. Hai idea di quante visite mediche ho affrontato? Quante terapie? E lui mi ripeteva: Non ti preoccupare, cara, senza figli ce la faremo. Era una bugia, una menzogna.
Lui ti ama, ha affermato Ginevra, ma le parole non sembravano convincenti neanche a lei. Lo diceva sempre.
Anche quando ti sorprende? ha riso Ilaria, il suono duro e amaro.
Ginevra si è stretta il ventre, tremando.
Pensavo che ci fosse amore, ha sussurrato. Era così attento, così dolce
E io, dunque, ha risposto Ilaria con sarcasmo, una moglie infida, una carriera in salita, senza figli?
No! Non… Ginevra è rimasta in silenzio, incapace di proseguire.
Sai qual è la cosa più divertente? ha interrotto Ilaria. Che quasi ti capisco. Giovane, innamorata Hai perso la testa per un uomo di successo. Anchio ci sono passata. Solo che il successo è tuo marito.
Nel silenzio della stanza, Andrea aveva appena mosso un leggero braccio. Le due donne si avvicinarono, poi si fermarono.
Che faremo? ha chiesto Ginevra, la voce rotta.
Che farai tu? ha risposto Ilaria, stanca. Andrea avrà due eredi o due eredi. Che differenza fa?
E lui? ha chiesto Ginevra.
E lui? Ilaria lha guardata, amareggiata. Che scelga. Ma ha sorriso amaro la sua scelta è tra una moglie vecchia con un passeggino o una giovane amante con una pancetta.
Non pretendo ha iniziato Ginevra, cercando di liberarsi delle parole.
E pretendi pure, ha replicato Ilaria. Tutte voi pretendete qualcosa. Ascolta, bambina ha fissato Ginevra negli occhi, per la prima volta senza finta. Non darò via i miei ventanni. Sono il mio patrimonio. Tu sei solo un treno che è salito sul binario sbagliato.
Una infermiera si è avvicinata, mormorando: Scusi, lorario di visita è terminato.
Certo, ha risposto Ilaria, alzandosi. Andiamo a prendere la zuppa di cipolle. Ti mostro dove è la macchinetta del tè. Restiamo qui ancora un po.
Una settimana dopo, Andrea ha ripreso conoscenza. Ha aperto gli occhi e ha visto Ilaria seduta accanto al letto, la mano posata sul suo ventre. Un pensiero veloce: Come non lavevo notato prima?.
Ilaria la sua voce era rauca, stranamente distante.
Ilaria ha sorriso, un sorriso che tradiva una leggera ironia. Sei tornato, bello? ha detto, con un accenno di sarcasmo. Pensavo fossi in paradiso a flirtare con gli angeli.
Scusa
Non cominciare, ha sbottato. Il tuo avvocato era qui. Non dividerò lappartamento, tieniti pure la macchina, è più utile a te. Ho già lasciato il lavoro.
Cosa? Andrea ha cercato di alzarsi, la paura evidente. Perché?
Torno a Lodi, dai genitori, ha risposto Ilaria, con tono sereno, come se parlasse di una routine quotidiana. Laria è più pulita, meglio per il bambino.
Iro, non
Devo, Andrea.Così, mentre la pioggia continuava a battere sui vetri, i nostri destini si separarono definitivamente, lasciandomi solo con il rumore del cuore che ancora batteva per un futuro incerto.





