Sono andata a prendere le mie cose dall’ex e ho trovato mia sorella in accappatoio a casa sua

**Diario di Marco, 15 maggio 2024**

Ieri è successo qualcosa che mi ha fatto capire quanto possano essere complicate le relazioni. Mia sorella minore, Giulia, è andata a casa del suo ex fidanzato, Luca, per riprendere le sue cose. E cosa trova? La nostra sorella maggiore, Elena, in accappatoio, con i capelli ancora bagnati.

Che cosa sai dellamore?! urlava Giulia, il telefono quasi scivolato dalla mano per lagitazione. Tre mesi di cene, fiori, e poi sparisci come se niente fosse!

Ascolta, non ti ho mai promesso leternità rispondeva Luca con una calma che la faceva infuriare ancora di più. Ci siamo divertiti, punto.

Divertiti? Giulia tratteneva il tremore nella voce. Fantastico. Domani vengo a prendere le mie cose. E non mi vedrai più.

Domani non posso. Ho… impegni.

Quali impegni? Un appuntamento con unaltra stupida?

Basta, Giulia. Sono occupato fino a sera. Vieni dopo le otto.

No. Arrivo a mezzogiorno. Non mi importa dei tuoi impegni. Ci metterò dieci minuti, e poi potrai tornare alla tua vita perfetta senza di me.

Chiuse la chiamata senza aspettare una risposta. Scagliò il telefono sul divano e si coprì il volto con le mani. Finalmente, le lacrime che aveva trattenuto per giorni esplosero. Perché succedeva sempre così? Perché sceglieva uomini che la trattavano come un passatempo?

Bussarono alla porta.

Giulia, tutto bene? Entrò nostra madre con una tazza di tè caldo.

Tutto a posto mentì, asciugandosi gli occhi. Solo un po stanca.

Mamma sedette accanto a lei, abbracciandola.

Ho sentito. Ancora Luca?

Giulia annuì, incapace di parlare.

Piccola, quanto ancora soffrirai per chi non ti merita?

Non sto soffrendo ribatté. Voglio solo chiudere per sempre.

Cosa hai lasciato lì? Qualche libro, un maglione?

Il mio profumo preferito, due camicie e lalbum di foto di nonna. Non posso lasciarli lì.

Mamma sospirò.

Vuoi che ci vada io? O Elena?

Al nome di Elena, Giulia aggrottò le sopracciglia.

No, Elena no! Non ci parlo nemmeno.

Madonna, di cosa avete litigato stavolta?

Niente. Solo che lei sa sempre cosa è meglio per me. Diceva che Luca era un vuoto e che perdevo tempo. Ora sarà felice: aveva ragione!

Lo diceva per il tuo bene osservò mamma.

Giulia scosse la testa. Elena era sempre stata la perfetta: voti alti, laurea con lode, lavoro prestigioso, matrimonio solido. A lei veniva facile dare consigli. Mentre Giulia, a trentanni, aveva un cuore spezzato, un affitto da pagare e un lavoro che detestava.

Prenderò le mie cose da sola dichiarò. E chiuderò questo capitolo.

Il mattino dopo, Giulia si svegliò con il mal di testa. Si era rigirata tutta la notte, ripensando allincontro imminente. Voleva essere impeccabile, farlo pentire. Si truccò con cura, indossò un vestito nuovo e tacchi alti.

Mentre il taxi percorreva le strade familiari, ripassava mentalmente il discorso. Sarebbe stata fredda, distaccata. Niente lacrime. Avrebbe preso le sue cose e se ne sarebbe andata a testa alta.

Lappartamento di Luca era silenzioso. Giulia salì in ascensore al settimo piano, il cuore che batteva così forte da sembrare udibile. Premette il campanello.

Nessuno apriva. Forse Luca era davvero uscito? Premette di nuovo, più a lungo. Finalmente, passi dietro la porta. Si raddrizzò, pronta.

La porta si aprì. E Giulia rimase senza parole. Davanti a lei cera Elena. Con laccappatoio, i capelli umidi e unespressione sconvolta.

Giulia? indietreggiò. Cosa ci fai qui?

Io?! esplose Giulia. E tu cosa ci fai qui? Nellappartamento del mio ex!

Elena si passò una mano sul viso.

Ascolta, non è quello che pensi…

Chi cè, Elena? dalla camera apparve Luca, che si abbottonava la camicia. Vedendo Giulia, si bloccò.

Ah, sei tu. Avevo detto dopo le otto.

Giulia li fissò alternativamente. Qualcosa dentro di lei si spezzò.

Voi… state insieme? la voce le tremava. Mia sorella e il mio ex?

Elena fece un passo avanti.

Parliamo da unaltra parte. Non qui…

Parlare? Di cosa? Di come ridevate alle mie spalle? la nausea le salì in gola. Da quanto va avanti? Mentre stavamo insieme?

Luca sospirò.

Non è successo niente mentre eravamo insieme. Io ed Elena ci siamo visti dopo…

Per caso? rise amara Giulia. Per caso vi siete ritrovati a letto?

Basta tagliò Elena. Hai capito male.

E come avrei dovuto capire? Spiegami come interpretare mia sorella in accappatoio in casa di un uomo con cui fino a ieri io…

Non riuscì a finire. Si voltò e corse verso lascensore, premendo il pulsante con furia.

Aspetta! Elena la seguì. Lasciami spiegare!

Non avvicinarti! Giulia si ritrasse. Ho visto tutto. Che spiegazioni vuoi darmi?

Le porte dellascensore si chiusero davanti al volto sconvolto di Elena e Luca, che le posava una mano sulla spalla.

Fuori, il sole splendeva beffardo. Giulia vagò senza meta, urtando i passanti. Il telefono nella borsa squillava in continuazione Elena, sicuramente. Non rispose. Mai più.

Entrò in un bar e ordinò un caffè che non avrebbe bevuto. Le mani le tremavano così tanto che le serrò tra le ginocchia.

La cameriera le porse il caffè, preoccupata.

Tutto bene?

Sì, grazie forzò un sorriso. Solo un po di stanchezza.

Guardò la tazza, i cerchi che formavano le sue mani tremanti. Comera possibile? Elena, sempre perfetta, morale, impeccabile. Quella che le dava lezioni su come scegliere un uomo. E ora… con Luca?

Il telefono squillò di nuovo. Stavolta era mamma. Esitò, poi rispose.

Giulia? Cosa è successo? Elena mi ha chiamata in lacrime…

Che ti ha detto?

Che avete litigato per un malinteso. Che non hai capito…

Malinteso?! quasi urlò. Ho trovato mia sorella in accappatoio a casa di Luca! Quale malinteso?

Silenzio dallaltra parte.

Mamma, mi senti?

Sì… Elena ha detto che stava aiutando te.

Aiutandomi?! rise amaramente. In che modo?

Non so i dettagli. Ha solo chiesto di ascoltarla.

Non voglio sentirla chiuse la chiamata e spense il telefono.

A casa non voleva andare. Probabilmente mamma (o peggio, Elena) lavrebbero aspettata. Decise di raggiungere la sua amica Federica, lunica che fin dallinizio aveva detto: “Quel Luca non mi piace, ha qualcosa di falso”.

Federica la accolse con un abbraccio.

Santo cielo, sembri un fantasma! Cosa è successo?

Giulia raccontò tutto, tra lacrime e pause. Federica ascoltò in silenzio.

Non riesco a crederci concluse Giulia. Elena, sempre così perfetta… e ora questo?

Federica scosse la testa.

Secondo me cè una spiegazione. Non è da Elena.

Stai prendendo le sue parti? sbottò Giulia.

No. Ti dico solo di ascoltarla. Se è come pensi, avrai sempre tempo per chiudere i rapporti.

Giulia scosse la testa.

Non voglio vederla.

Passò la notte da Federica. Al mattino, accese il telefono per chiamare il lavoro. Dozzine di chiamate perse da Elena, alcune da mamma, e un messaggio da… Luca.

“Giulia, hai capito male. Elena è venuta per aiutarti. Ascoltala.”

Cancellò il messaggio. Che scusa potevano aver inventato?

Quella sera, bussarono alla porta di Federica.

Ciao, Giulia è qui? Devo parlarle era Elena, la voce tremante.

Federica guardò Giulia, che scosse la testa.

Mi dispiace, ma non vuole parlare ora.

Per favore Elena sembrava disperata. Deve sapere la verità.

La verità?! esplose Giulia, avvicinandosi. Ho visto tutto con i miei occhi!

Elena era pallida, gli occhi rossi. Niente a che vedere con la sorella sicura di sé che conosceva.

Posso entrare?

Giulia voleva rifiutare, ma Federica la fece passare. Elena si sedette, nervosa.

Ti spiego tutto. Ascoltami fino alla fine, okay?

Parla.

Non sto con Luca. Mai fatto.

E allora cosa ci facevi a casa sua? In accappatoio?

Elena respirò profondamente.

Sono venuta a prendere le tue cose.

Cosa?! rise incredula Giulia. E per questo ti sei fatta la doccia?

Non era il suo accappatoio. Era il tuo sussurrò Elena. Quello che ti hanno regalato i colleghi, ricordi?

Giulia ricordò: un accappatoio azzurro, con uccelli ricamati.

E perché eri bagnata?

Elena abbassò lo sguardo.

Perché Luca mi ha rovesciato addosso il caffè.

Cosa?

Sono andata da lui ieri sera. Dopo che hai detto a mamma che saresti andata a prendere le tue cose. Volevo parlare con lui, capire perché vi eravate lasciati.

Perché? chiese brusca Giulia.

Perché sei mia sorella. E vedevo che soffrivi.

Silenzio.

Quando sono arrivata, Luca non voleva farmi entrare. Ma ho insistito. Abbiamo parlato in cucina. Mi ha detto che non era pronto per una relazione seria…

Niente di nuovo interruppe Giulia.

Aspetta. Poi ho detto che avrei preso le tue cose. Che non volevo che tu lo rivedessi. Lui ha accettato, ma mentre cercavamo le tue cose, ha urtato la tazza, e il caffè mi è finito addosso.

E per questo sei rimasta la notte?

No! esclamò Elena. Luca mi ha offerto di farmi una doccia e mi ha dato il tuo accappatoio. I miei vestiti li ha lavati e messi ad asciugare. Quando sei arrivata, ero appena uscita dalla doccia.

E perché lui non era vestito?

Si era appena svegliato. Diceva di aver dormito male.

Giulia rifletté. La storia sembrava assurda, ma… Elena non aveva mai mentito.

E vuoi che ti creda?

So come sembra disse Elena. Ma è la verità. Ti avrei mai tradita? Mai.

Tirò fuori una borsa.

Ecco le tue cose. Profumo, camicie, lalbum… e laccappatoio. Tutto ciò che avevi lasciato.

Giulia guardò Elena. I suoi occhi erano sinceri.

Perché non me lhai detto prima?

Sapevo che avresti rifiutato. Sei orgogliosa. Volevo evitarti il dolore.

Giulia sentì un nodo in gola. Avevo pensato il peggio di sua sorella, che invece voleva solo aiutarla.

Non so cosa dire.

Dimmi che mi credi. Perché è la verità.

Perché non mi hai spiegato subito?

Ho provato! Ma sei scappata via.

Era vero. Elena le aveva gridato dietro, ma lei non aveva voluto ascoltare.

Scusa sussurrò. Avrei dovuto sentirti.

Elena scoppiò in lacrime. Si abbracciarono a lungo.

Cosa gli hai detto, a Luca? chiese poi Giulia.

Che è un idiota a lasciare una ragazza come te. E che un giorno se ne pentirà.

Risero insieme, finalmente serene.

Sai confessò Giulia ho sempre pensato che fossi perfetta. Io invece sbaglio sempre.

Elena scosse la testa.

Non è vero. Anchio ho sbagliato.

Tipo?

Io e Andrea siamo stati quasi per divorziare lanno scorso.

Cosa?! Ma voi siete la coppia perfetta!

Nessuno è perfetto sorrise Elena. Abbiamo superato la crisi parlando, davvero. È la cosa più difficile e più importante.

Parlarono tutta la notte. La mattina dopo, tornarono a casa insieme, dove mamma le abbracciò.

Madonna, credevo di aver finito di fare da paciocca tra voi due!

Non smetteremo mai di aver bisogno di te, mamma sorrise Giulia.

Più tardi, guardando le sue cose, Giulia capì. Era andata a riprendere oggetti, ma aveva ritrovato qualcosa di più prezioso: sua sorella. Forse, a volte, le delusioni servono a farci capire ciò che conta davvero.

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