Vendetta: Una Storia di Passione e Giustizia

La Vendetta

“Senti, Gio, ho promesso a un collega di aiutarlo con il trasloco.”

“Oggi?” chiese Giulia al marito.

“Ha comprato un nuovo bilocale. La moglie sta per partorire.”

“E sabato scorso avete fatto il ‘battesimo’ della macchina nuova di un altro. Tutti i tuoi colleghi sono così fortunati. Solo noi non abbiamo né una macchina nuova né un appartamento grande. Perché, Marco?”

“Non lamentarti, Gio. Ti prometto, il prossimo weekend lo passiamo insieme.” Marco la abbracciò e le cercò gli occhi.

“Mi viene difficile crederci. Ogni weekend hai una scusa per uscire.” Giulia si allontanò.

“Vuoi che gli dica che non posso più aiutarlo?” fece il broncio Marco.

“No, no. Hai promesso, vai pure.”

Marco si illuminò.

“Gio, sei un tesoro. Allora vado?” Cercò di baciarla, ma lei gli mise una mano sul petto e lo respinse dolcemente.

“Basta che non te ne dimentichi per il prossimo weekend,” disse.

***

Si erano conosciuti alluniversità, tutti e tre. Come spesso accade, Giulia piaceva a Luca, ma lei era innamorata di Marco. Stavano insieme alle lezioni, andavano al cinema, i ragazzi laccompagnavano a casa. Un giorno Luca le confessò il suo amore.

“Mi dispiace, ma mi piace Marco,” ammise sinceramente Giulia.

“Capisco, il cuore non si comanda,” sospirò Luca.

Da allora, Luca smise di sedersi con loro a lezioni e di accompagnarla. Se uscivano insieme, se ne andava sempre prima.

Marco aveva un piccolo appartamento ereditato dal nonno. Tutto il gruppo ci passava il tempo. Anche Giulia veniva, ma non era mai rimasta a dormire, nonostante le insistenze di Marco. Ma la notte di Capodanno ci rimase. E presto andarono a vivere insieme.

Luca veniva raramente, non sopportava di vedere la felicità del rivale, anche se amico.

“Quando vi sposate?” chiese durante la festa per la laurea.

“Stiamo bene così, vero, Gio?” rispose Marco per entrambi.

Giulia abbassò lo sguardo e tacque.

“Hai torto. Ogni ragazza sogna un matrimonio e un vestito bianco. Gio, lascialo, sposami,” disse improvvisamente Luca.

Marco gli diede unocchiata torva.

“In realtà, volevo farti la proposta da tempo, aspettavo il momento giusto.” Marco tirò fuori un anello e lo porse a Giulia. “Mi vuoi sposare?”

Giulia arrossò di gioia.

“Certo,” disse, senza accorgersi che Luca se nera andato.

Due mesi dopo, Luca fu il testimone alle loro nozze.

“Gio, se ti farà male, dimmelo subito,” disse al tavolo.

“E tu, quando ti sposi?” chiese Giulia.

“Lui aspetta che ci lasciamo,” rise Marco. “Non succederà.”

“Basta, pace,” interruppe Giulia. “Andiamo a ballare.”

Tre mesi dopo il matrimonio, Luca arrivò al compleanno di Giulia con un enorme mazzo di rose rosse. Dopo la festa, Marco si agitò, dicendole che aveva reagito troppo al regalo.

“Non essere geloso, amo solo te,” disse Giulia.

“Speriamo,” sussurrò Marco.

Passarono tre anni. Erano felici, ma litigavano spesso, soprattutto per la gelosia di Marco. Voleva che Giulia restasse a casa, ma lei desiderava lavorare prima di avere figli. Notò che Marco si comportava in modo strano: usciva sempre nel weekend e, se restava, era scontento.

“Luca, Marco ha qualcunaltra?” chiese un giorno.

“Gio, lui ti ama,” rispose, evitando il suo sguardo.

“Non sai mentire,” sorrise amara.

***

Quel giorno Marco era uscito di nuovo. Giulia si mise a pulire. Mentre stendeva il bucato, suonò il campanello. Era Luca.

“Dovè Marco?” chiese invece di salutare.

“Non cè?” rispose lui. “Posso entrare?”

Bevvero il tè in silenzio.

“Gio, mi piaci ancora,” disse improvvisamente.

“Credevo ti fossi rassegnato.”

“Volevo che lo sapessi.”

“Devo dirti unaltra cosa. Marco pensa che tu lo tradisca.”

“E ti ha chiesto di provarlo?” rise amara.

“Ha voluto che ti seducessi.”

“Una prova?”

“Esatto. Mi sono rifiutato, ma… Meglio io che un altro.”

“È basso,” disse Giulia, cacciandolo via.

Decise di vendicarsi. Al lavoro cera Eva, una donna spregiudicata. Le propose il piano: sedurre Marco, ma senza andare fino in fondo.

“Non te ne pentirai?” chiese Eva.

“Fallo sembrare reale, basta.”

Sabato, Giulia uscì, dicendo a Marco di aspettare una collega. Ma presto si pentì. Tornò di corsa e li trovò sul divano.

“Gio!” saltò su Marco.

“Chi credevi?”

Eva si sistemò e se ne andò.

“Non è quello che pensi…”

“Ho visto abbastanza. Siamo pari. Ho capito che non posso fidarmi.”

Andò dai genitori.

“I soldi per un monolocale li abbiamo,” disse il padre.

Dopo luscita di Giulia, Marco portò unaltra donna a casa.

A Capodanno, suonò Luca, con un piccolo albero.

“Io e te vogliamo la stessa cosa,” le disse.

Si sposarono un anno dopo e ebbero due gemelle.

A volte la vendetta serve: mette tutto al suo posto.

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Sarà una vita completamente diversa