«Ho cacciato mio marito a causa del pollo e non me ne pento affatto»

«Jai chassé mon mari à cause du poulet et je ne regrette rien»
**«Per colpa di un pollo, ho cacciato fuori mio marito. E non me ne pento.»**
Quel giorno Élodie era esausta. Aveva passato tutta la mattina a riordinare il soggiorno, stendere il bucato, raccogliere i giocattoli del piccolo e pulire le piastrelle. Alla fine, ha lanciato unocchiata al forno: il pollo arrosto con le patate dorate sprigionava un profumo talmente avvolgente da farle girare la testa.
Ancora dieci minuti, ha sussurrato, impostando il timer prima di correre in bagno. Solo il tempo di pulire i bordi. Tutto procedeva liscio finché la porta dingresso non sbatté.
I bambini devono essere tornati, ha pensato. Ma sullo stipite non cerano né Lucas né Camille, bensì suo marito Julien, che doveva essere in garage da stamattina.
Che profumo! ha esclamato accarezzandosi le mani. Il tuo pollo è sempre il migliore!
Chiama i bambini per cena, ha ordinato Élodie, tornando al lavandino.
Un minuto dopo, piccoli piedi nudi hanno iniziato a battere sul pavimento, scarpe da ginnastica sono volate nellingresso e le risate hanno riempito laria. Sentendo una discussione, Élodie è uscita, dimenticando il timer.
Che succede? ha chiesto, con le mani ancora coperte di guanti.
Voglio una coscia! ha gridato Camille, dieci anni.
Anchio! ha aggiunto Lucas, otto anni.
Ce ne sono due, vero? ha risposto Élodie, perplessa.
No! Ne resta solo una! ha sbattuto il piede Camille.
Élodie si è avvicinata al tavolo. In effetti, metà del pollo era sparita. Restavano solo i petti e qualche patata isolata.
E papà?
È andato via. Ha preso metà del pollo e se nè andato, ha ringhiato Lucas.
Élodie ha afferrato il telefono e ha chiamato Julien nessuna risposta. Ha preso le chiavi e, furiosa, è uscita di corsa. La rabbia bolliva: ancora una volta! Si era servito il pezzo migliore. Ma stavolta non era nemmeno per sé, era per i suoi amici. Non era più egoismo, era tradimento.
Nella piazza del villaggio, su una panchina, Julien era seduto con la sua comitiva. Birre in mano, il pollo sulle ginocchia. Ridevano, mangiavano, leccandosi le dita.
Non è troppo? gli ha lanciato Élodie, con lo sguardo infuocato.
Torniamo a casa, ne parleremo più tardi, ha risposto Julien, imbarazzo davanti ai compagni.
No, ne parliamo adesso! Hai rubato ciò che avevo preparato per i nostri figli! Hai vergogna? Non è più che tenere per te i pezzi migliori, ora li dai ai tuoi amici?
Vattene prima che mi arrabbi, ha replicato, afferrandole il braccio.
Che fai? si è lamentata Élodie. Non sei solo un egoista, Julien, sei un ladro. Un ladro che ruba il cibo ai propri figli per ingrassare i tuoi ubriaconi!
Smettila di fare drama, Élo, ha ringhiato, umiliato davanti agli amici. È stata solo una volta.
Una sola volta? E la frutta? E il caviale di mia madre che hai inghiottito in un giorno? E il barbecue in cui hai lasciato ai bambini solo i residui bruciati mentre ti riempivi le mani delle parti migliori?
Élodie ha voltato le spalle e è rientrata.
La sera, quando Julien è tornato, lei era alla finestra.
Dovresti vederti, ha sarcastato Julien. Divorzio per un pollo. Dovrebbero invitarti a un talk show.
Chiedo il divorzio, ha risposto con voce glaciale. Non capisci. Non è colpa del pollo. È la tua grossolanità, la tua avidità, e il fatto che pensi solo a te stesso.
Dove andrò? ha beffato. Stai oltrepassando i limiti.
A casa di tua madre. Quella che ti ha insegnato che tutto ciò che è buono è tuo. Che ora ti lo condivida.
Julien è partito, convinto che Élodie stesse facendo il gioco. Ma il giorno dopo, lei ha depositato la domanda. Lui ha dormito da sua madre.
Due settimane più tardi, il telefono ha squillato.
Avevi ragione, ha sospirato la ex suocera. Si abbuffa di tutto a casa mia. Compro dei cioccolatini, ne mangio uno il resto sparisce la stessa sera. Pensavo stessi esagerando. Ma ieri ha anche preso lultima goccia dacqua della bollitore senza chiedere.
Vuoi che lo riprenda? ha chiesto Élodie, sorpresa.
No solo lamentarmi, credo.
Allora buona fortuna. Io ho chiuso il capitolo con quel ghiottone. E indovina un po? Respiro di nuovo libera.
**Morale: Si tollerano molte cose per amore. Ma quando legoismo prende il sopravvento a tavola, è lanima della casa che soffoca.**

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«Ho cacciato mio marito a causa del pollo e non me ne pento affatto»
Lo spaventapasseri che cuce