Noi umili, gente senza orgoglio

*La suocera ricordava bene quel colloquio sgradevole con quella donna che era diventata la moglie di Elio. Aveva provato in tutti i modi a dissuadere il figlio dal matrimonio, ma senza successo. Almeno allinizio. E poi, quella ragazza di provincia si permetteva troppo.*

Ascolti, Iolanda Petronilla. Perché finge di essere una madre saggia? So benissimo che mi tollera a malapena. E tutto perché la vedo per quella che è e non intendo piegarmi ai suoi voleri. Con che diritto entra nella nostra casa ogni sera senza permesso? Non viviamo certo dei suoi soldi! aveva detto quella sfacciata alla madre di Elio.

Cosa? Tu osi darmi lezioni di vita? Aspetta di arrivare alla mia età Iolanda Petronilla cominciò a perdere le staffe. La sua apparente remissività e quella patina di raffinatezza svanirono allistante.

Tornò ad essere ciò che era sempre stata: una donna meschina e limitata, che aveva vissuto con un solo obiettivomangiare dolcemente, vivere tranquillamentee poco importava chi avesse dovuto schiacciare moralmente per ottenere tutto ciò. Ognuno, dopotutto, badava a sé stesso.

Iolanda Petronilla, io ed Elio ci amiamo. E ho notato che le sue parole lo turbano. Non le basta aver cacciato suo marito e convinto lui a cedervi la sua parte della casa? Ora vuole rovinare anche la vita di suo figlio? Non potrebbe aver pietà di lui? Se non lo ama, almeno gli conceda la possibilità di essere amato da unaltra donna. così parlò lincredibilmente sfacciata Ginevra.

Ah, ecco come canti adesso! Allora ti dirò tutto, miserabile! Chi credi di essere? Da quale paesino sperduto sei venuta, dimmi un po? Non sei nessuno. Un giorno perderai il lavoro e finirai per strada. Che attricetta da strapazzo! E osi ancora darmi ordini? esplose Iolanda Petronilla.

Ah, quindi è così che misura il valore di una persona? replicò Ginevra, senza cedere. Se lei ha preso un appartamento e cacciato tutti, allora è una gran dama e una splendida persona? Ma se io guadagno onestamente, allora è sbagliato? Non tutti, sa, sono riusciti a sistemarsi con uomini che avevano case, per poi spogliarli senza vergogna! E per sua informazione, so benissimo che neanche lei è nata in città. Ginevra aveva colpito nel punto più doloroso.

Era vero: Iolanda Petronilla era arrivata dalla campagna molti anni prima, senza istruzione né professione.

Tu non starai mai con mio figlio! Una madre è sacra! Vattene!!! Non avendo più argomenti, Iolanda tirò fuori le sue carte migliori, contro le quali era difficile replicare.

Ginevra si limitò a ridacchiare e non aggiunse altro. Tuttavia, quel litigio non cambiò nulla tra i giovani: Elio e Ginevra si sposarono lo stesso.

Ma Iolanda Petronilla non si arrese. Quando Ginevra partorì un bambino, cominciò a mettere il figlio contro la moglie. Alla fine, divorziarono Il piccolo Alessio aveva appena quattro anni.

***

Ma Iolanda Petronilla aveva ancora paura che suo figlio potesse tornare da quellattricetta impertinente. Sapeva che a volte Elio la incontrava e che pagava gli alimenti per Ginevra e Alessio.

Quello che non sapeva, però, era che Elio e Ginevra continuavano a vivere insieme e a crescere Alessio. Mentre lei credeva che il figlio lavorasse e abitasse in unaltra città

Quel geniale piano non era nato solo per via della suocera. Prima del matrimonio, Elio si era cacciato in guai seri, accumulando debiti, ben prima del finto divorzio.

Ginevra, va detto, aveva cercato in tutti i modi di dissuaderlo dallaffari con un certo amico.

Elio, ma dove vai a cacciarti? QuellEttore è una vipera. Tu, al confronto, sei un pulcino. Non farlo. Lho visto una volta e ho capito subito che per lui non sei un uomo. Ti schiaccerà senza neanche accorgersene. così gli aveva detto Ginevra.

Ginevra, non esagerare. Ettore è un bravo ragazzo. Noi uomini dobbiamo sostenerci. È giusto così. Solo uniti possiamo resistere

Ti dico, Ettore vuole solo usarti. Sa che parli sempre di fratellanza. Quando crescerai e capirai che lonestà non dipende dal sesso? ribatté Ginevra.

Lui non replicò e fece di testa sua. Sbagliando. Ettore lo nominò direttore di unazienda fittizia, svuotò i conti, gli lasciò solo i debiti e smise di rispondere al telefono

***

Meglio sarebbe stato vivere con uno stipendio modesto, magari non alto, ma almeno senza rovinare la famiglia. Fu allora che Ginevra ed Elio escogitarono quel piano per risolvere due problemi.

La madre di Elio era felice del divorzio, e i creditori non minacciavano più Ginevra e il figlio.

Ufficialmente, Elio viveva in un dormitorio dellazienda dove lavorava, ma la sera tornava in quella stanza accogliente dove lo aspettavano moglie e figlio.

Elio era felice. Ma ogni mese doveva fingere un viaggio di lavoro per far visita alla madre, che non smetteva di cercargli nuove mogli, presentandogli pretendenti benestanti.

Perché non dici a tua madre dei debiti e di noi? propose Ginevra.

No La farei soffrire. Dobbiamo trovare unaltra soluzione sospirò Elio.

Ma quale? Non possiamo nasconderci per sempre! Sembriamo una famiglia clandestina! replicò Ginevra.

Non vedeva vie duscita. Lavorava saltuariamente, e gran parte dello stipendio di Elio andava a pagare i debiti.

Erano quasi poveri, e la situazione sembrava senza speranza. A volte Elio le suggeriva di lasciarlo Ma Ginevra lo amava.

***

Ginevra, non puoi mantenerlo per sempre! Tu stessa non hai nulla, solo problemi. Affitti una stanza con i tuoi soldi, lo sfami Perché? Non siete più nemmeno sposati! la madre di Ginevra era una semplice maestra.

Era pronta a riprendersi figlia e nipote nel suo monolocale. Ma senza Elio.

Mamma, sai quanto lo amo Abbiamo un figlio. Non posso abbandonarlo! spiegò ancora una volta Ginevra.

Sua madre laveva cresciuta da sola e si preoccupava per lei. Pensava che, con un ultimatum, avrebbe convinto la figlia a lasciare quel padre problematico. Ma non fu così Allora le venne unidea.

***

Dunque, Iolanda Petronilla Ecco la situazione. La madre di Ginevra, Ornella Giovanna, era venuta apposta dalla provincia per parlare in segreto con la suocera.

Ha dei debiti? E mio figlio vive ancora con quella? E mi ha nascosto tutto? Lira di Iolanda Petronilla non conosceva limiti.

Sì, e pensi che mia figlia, con i suoi pochi spiccioli, lo aiuti, lo sfami, paghi laffitto Ho deciso di parlarle, anche se Ginevra me lo ha proibito! spiegò Ornella Giovanna.

E poi mente, dicendo che lavora in unaltra città Che mascalzone! si infuriò Iolanda Petronilla.

Allora, che facciamo? Siamo la generazione più anziana. Dobbiamo aiutarli! disse Ornella Giovanna.

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