Non trattenermi! Sono l’amante di tuo marito! Tutti questi anni ci siamo visti di nascosto. Sì! Non fare gli occhi sgranati e non svenire…

**Diario di Luca**

Stasera preparavo la cena, aspettando che mio marito, Alessandro, tornasse tra unora. Mia figlia di dieci anni, Ginevra, era ancora alla lezione di danza. Tra mezzora sarebbe rientrata, avrebbe lasciato la borsa e si sarebbe seduta a tavola, pronta a raccontarmi delle amiche, dei suoi progressi, dellinsegnante Sorrisi. Ascoltarla era sempre un piacere.

Qualcuno suonò alla porta. Troppo presto per Alessandro, e poi aveva le chiavi. Doveva essere Ginevra che le aveva dimenticate di nuovo. Aprii, ma invece di mia figlia, trovai una donna giovane.

“Non perderò tempo. Sono lamante di tuo marito. Ci vediamo da anni. Sì, non fare gli occhi grossi e non svenire.”

“Da quanti anni?”

“Tre. A me andava bene così. Vivere da sola ed avere un uomo che viene quando vuole, senza dovermi preoccupare di niente. Niente spese, né fatiche. Io non ho mai lavato, cucinato o pulito dopo di lui. E non ho intenzione di cambiare adesso.”

“Non sarei venuta, ma sono incinta. Un incidente, ormai è troppo tardi per fare qualcosa.”

Ricordai quanto avessimo faticato per avere un figlio. Io stavo bene, ma Alessandro aveva problemi. Avevamo dovuto ricorrere alla fecondazione assistita. La prima volta non era andata, ma alla seconda fummo fortunati. Speravo persino in due gemelli, non era raro con quel metodo. Ma nacque solo Ginevra. E ora questa notizia.

“Quindi non cambierai nulla? Avrai un uomo che viene e pensi che sarà anche un padre che viene?”

“No, non esattamente. Avrò un uomo e un bambino che vengono.”

“Interessante. E come funzionerà? Il padre crescerà il bambino, ma verrà da te perché il piccolo possa stare con la madre?”

“Sì. Io non lo volevo, è stato un caso.”

“Alessandro diceva di non poter avere figli.”

“Be, evidentemente può! Devo assicurarmi che mio figlio cresca in buone condizioni. È giusto così.”

“Tua figlia è tua, e Alessandro lha cresciuta pur non essendo suo padre. Ora sarà sua la creatura, ma toccherà a te occupartene.”

“Signorina, non so neanche come ti chiami, ma tuo uomo qui non vive più. Puoi venire a prendere le sue cose. Il resto non mi interessa.”

Stavo per chiudere la porta quando vidi Ginevra, appena tornata dalla lezione.

“Mamma, cosè successo? Che bambino? E perché papà non è mio padre?”

“Tutto sentito? Allora è ora che tu sappia.”

“Mamma, non sono più piccola, ho quasi undici anni. Capirò.”

Le spiegai tutto.

“Sei mia figlia, ma lui ti ama, è tuo padre legalmente. Ti abbiamo attesa insieme.”

“E ora aspetta un altro bambino, ma tu non sarai la sua mamma. Io non sarò la sua sorella. Giusto?”

“Be sì hai ragione. E unaltra cosa sei grande, non voglio più vivere con tuo padre.”

“Ti aiuterò io, non preoccuparti, mamma. Sono cresciuta, che se ne vada. Ti amo, ma quella che è venuta Lui può andare da lei.”

Alessandro arrivò puntuale come sempre.

“Cosa succede? Perché nessuno mi saluta, nessun abbraccio?”

Di solito Ginevra lo accoglieva così, ma quella sera silenzio. Era nella sua stanza.

“Giulia, dovè Ginevra? È rimasta a lezione o sta male?”

“È arrivata la tua amante. Aspetta un bambino. Il tuo! Vuoi spiegarmi cosa ci faceva qui?”

“Giulia, capiscimi, è mio figlio, non posso rifiutarlo.”

“E sai cosa propone?”

“Lo so. Non lo voleva, ma Abbiamo Ginevra, ora ce ne sarà un altro. Sarà mio! Vivrà con me.”

“Ne sei sicuro? Che sia tuo? Ti ricordi la tua diagnosi?”

“Ci sono eccezioni!”

“Fantastico. Allora vai dalla madre con la tua eccezione. Subito, le cose le prendi dopo.”

“No, Giulia! Non si fa così! Lì non mi aspettano. Non sono voluto almeno non così.”

“Qui non ti aspettano più. Non sei voluto neanche qui. Vai!”

“E Ginevra? Sono suo padre, anche se non biologico Non sono suo padre, ma lho cresciuta. Che cè di male se vivrà con noi anche il mio vero figlio? È giusto.”

“La tua amante mi ha già spiegato cosa è giusto. Prima accertati che sia tuo, poi parliamo. Addio.”

Divorziammo. Dovette andarsene, perché la casa era dei miei genitori. Avevano costruito una villa e non lavevano mai intestata a me. Non sarebbe cambiato nulla con il divorzio, ma lui non aveva più un posto dove stare.

Luomo che a volte passava era perfetto per la sua amante, e lei non voleva cambiare vita. Né voleva occuparsi del bambino.

La futura madre non aveva alcuna intenzione di prendersi cura del piccolo. Poteva giocarci, divertirsi, ma niente di più. Notti insonni, pannolini, malattie Non era quello che voleva.

Dopo la nascita, chiese gli alimenti, ma perse la causa. Nessuno sa come cresca quel bambino con una madre così. La diagnosi di Alessandro non cambiò, la paternità non fu confermata.

Legalmente, ha una sola figlia, ma lei non vuole più parlargli. Lui paga gli alimenti e cerca di tornare in famiglia, ma io non lo voglio più.

Ecco, sedersi su due sedie con un solo sedere non è così semplice.

**Lezione imparata:** La verità ferisce, ma è meglio scoprirla in tempo. Meglio una casa vuota che piena di tradimenti.

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Non trattenermi! Sono l’amante di tuo marito! Tutti questi anni ci siamo visti di nascosto. Sì! Non fare gli occhi sgranati e non svenire…
C’erano vestiti da donna sparsi per terra e quando ho aperto la porta della camera da letto l’ho trovato con un’altra donna…