Avevo una storia che necessitava di un adattamento culturale. Eccola trasformata nel contesto italiano, con nomi, luoghi e riferimenti appropriati.
**”SPOSARSI A TUTTI I COSTI”**
Ginevra desiderava con tutto il cuore sposarsi bene. Un matrimonio fallito lo aveva già vissuto. Aveva un figlio, Matteo, di ventanni.
Tanto tempo fa, il marito era stato colto in flagrante tradimento. Ginevra era tornata da un viaggio di lavoro un giorno prima del previsto. Lo aveva sorpreso mentre, seminudo, rifaceva freneticamente il letto nella loro camera. E la sua migliore amica, in cucina, preparava il caffè indossando la sua vestaglia!
Classico scenario da dramma. Il divorzio fu immediato. Lamica traditrice venne cancellata da ogni contatto. Ginevra non volle approfondire i dettagli sordidi. Se cera colpa, doveva esserci punizione. Cacciò il marito di casa con le valigie e proibì a Matteo di parlargli. A quel tempo, Ginevra non aveva ancora trentanni.
Passarono oltre dieci anni. Ginevra riuscì a conseguire prima un dottorato di ricerca, poi la libera docenza. A quarantanni, era ormai una stimata professoressa di linguistica, a capo di una cattedra allUniversità di Bologna.
Tutti la rispettavano come esperta nel suo campo. In quel decennio di solitudine, però, non aveva mai perso la speranza di trovare un compagno degno. Non si sentiva ancora pronta a rinchiudersi in casa a lavorare a maglia o a ricamare.
Non mancarono pretendenti, ma nessuno riuscì a conquistare il suo cuore. Un corteggiatore, dopo il primo appuntamento, le chiese di sposarlo, le chiese in prestito dei soldi (“ormai siamo quasi una famiglia…”) e sparì nel nulla. Un altro cercava una madre per i suoi figli. Era vedovo e la invitò subito a casa sua, chiedendole di preparare una cena per tutta la famiglia. Ginevra non si aspettava unaccoglienza così calorosa. Ma cucinò, sfamò i bambinierano tre, di età diverse.
Tornata a casa, scoppiò a piangere. Le facevano pena quei bambini e quel padre, solo come un orfano. Ma non poteva caricarsi di tutta quella tribù. “Forse sono egoista,” si giustificò.
Con gli anni, le possibilità si assottigliavano. Quando ormai stava per arrendersi e mettere una pietra sopra quella serie di fallimenti, apparve Lui.
Uno studente marocchino. Rachid aveva ventotto anni. Era stato allievo di Ginevra alluniversità. Dopo la laurea, era rimasto in città e aveva avviato una piccola attività.
Un giorno, Ginevra si fermò a una stazione di servizio per fare rifornimento. Rachid ne era il proprietario.
Si misero a chiacchierare, ricordando i tempi delluniversità, ridendo insieme. Rachid le diede il suo biglietto da visitanon si sa mai. E così Ginevra cominciò a passare da lui una volta a settimana, approfittando per fare il pieno. Rachid iniziò a farle delle attenzioni.
La invitò a cena, a un concerto di musica classica. Ginevra si sentiva a disagio e dubitava della sincerità dellex studente. Rifiutava ogni invito.
Ma Rachid non si arrendeva. Ginevra lo ricordava bene: si distingueva dagli altri per limpegno e la dedizione. Parlava un italiano perfetto. Era un belluomo, di un fascino esotico irresistibile. Tutte le ragazze della facoltà si voltavano quando passava, sospirando languidamente. Ginevra ricordava anche che, da studente, Rachid le aveva regalato una scatola intagliata. Dentro cera un biglietto.
Dopo averlo letto, Ginevra arrossì, poi impallidì. Con rabbia, strappò il messaggio in mille pezzi. Rachid aveva scritto: “Professoressa Ginevra, sono innamorato di lei!”
Subito pensò che fosse una beffa. Gli restituì la scatola e scappò via.
Il giorno dopo, Rachid bussò alla sua porta in ufficio:
“Professoressa, mi perdoni. Non volevo offenderla. Lei mi piace molto.”
Ginevra accettò le scuse:
“Va bene, Rachid. Torni in aula, le lezioni stanno per cominciare.”
Fino alla fine degli studi, Rachid non si avvicinò più a lei. Solo ogni tanto la guardava di nascosto. E ora la situazione si ripresentava. Ginevra era confusa. Accettare le sue attenzioni o respingerle? “Ora non sono più la sua professoressa. Siamo solo un uomo e una donna. Chi lo sa?” si diceva.
Alla fine, si arrese al destino.
Iniziò una breve e intensa storia.
Il primo appuntamento con Rachid fu indimenticabile. La sorprese: era tenero, allegro, romantico. Ginevra non aveva






