Si chinò verso il pastore tedesco. Lei lo guardò con uno sguardo rassegnato e poi si voltò dall’altra parte. Aveva smesso di sperare già da tempo. Conosceva fin troppo bene il cuore degli uomini…

Si china verso la pastore tedesca. Lei lo guarda con unespressione rassegnata e poi si volta dallaltra parte. Da tempo ha smesso di sperare, conosce troppo bene la natura degli esseri umani

In strada li chiamano semplicemente la banda dei cani. Ma un uomo che abita in uno dei condomini di questo quartiere corregge sempre tutti: Non è una banda. Sono cinque cani che stanno uniti per sopravvivere.

La capobranco è una vecchia pastora tedesca, probabilmente una volta aveva una famiglia. Chissà, forse i suoi padroni sono partiti di fretta, senza nemmeno voltarsi indietro. È lei a tenere insieme gli altri, a proteggerli, a guidarli, a non farli disperdere: una vera famiglia, persa tra le vie di Milano.

Luomo li nutre ogni giorno. La mattina, passando di fretta verso il lavoro; la sera, tornando verso casa. Ogni volta che appare, cinque code alcune ad anello, altre basse iniziano a scodinzolare furiosamente, come piccoli eliche che girano. Nei loro occhi si accende una gioia talmente forte che fa male al cuore. Saltano, gli infilano i nasi bagnati nelle mani, leccano le dita. In quegli sguardi cè di tutto: gratitudine, fiducia, speranza.

A cosa può sperare un cane che è stato abbandonato a morire per strada? Eppure, loro sperano ancora. Credono ancora e amano. Per questo, luomo non arriva mai a mani vuote loro lo aspettano sempre. E ogni volta, lui non li delude.

Ma quella mattina, ai suoi piedi, accorrono solo in quattro. Guaiscono, si guardano intorno inquieti, verso il fondo della via. Luomo capisce subito che è successo qualcosa di grave.

Sospira pesantemente, chiama in ufficio e avverte che farà tardi.

Allestremità del lungo viale in periferia, sotto un cespuglio, giace la vecchia pastora tedesca. È stata investita da una macchina. In quel punto la strada curva e, spesso, chi guida non rallenta mai. Questa volta a lei non è andata bene.

Le quattro cagnoline intorno ululano piano, guardando luomo negli occhi. È lunica persona in cui abbiano mai avuto fiducia.

Luomo si china su di lei. Vedendo le lacrime nei suoi occhi annusare la sua rassegnazione. Lei sa che non ha più niente da sperare dagli umani. Lunica cosa che le importa sono le quattro per cui è responsabile.

Fa tanto male? sussurra luomo e prende in mano il telefono.

Messa daccordo con il capo per prendersi un giorno di permesso, avvicina la macchina e con delicatezza carica la pastora sul sedile posteriore. Le quattro piccole gli saltano intorno, si strofinano sulle sue mani, come per ringraziarlo.

Alla clinica veterinaria, il dottore la esamina e scuote la testa:

Meglio addormentarla per sempre. Troppe fratture. Le probabilità sono scarse, le cure costano troppo

Ma una possibilità cè? lo interrompe luomo.

Cè sempre una possibilità, ammette il veterinario. Ma soffrirà parecchio. Ne vale la pena?

Ne vale la pena, dice luomo con decisione. Per me sì, e anche per lei. E poi ci sono quattro cani che la aspettano. Come posso guardarle negli occhi, dopo?

Il veterinario lo osserva in silenzio, poi annuisce:

Allora cominciamo.

Dopo una settimana, luomo torna a prendere la pastora. Tutto quel tempo, le altre quattro non si sono mai mosse dal suo portone. Quando lo vedono arrivare, esplodono in un coro di feste talmente rumoroso che la stessa pastora trova la forza di sollevare la testa e leccare le sue amiche.

La porta in casa e poi esce dagli altri, che aspettano in giardino. Parla loro con calma: spiega che la casa significa anche responsabilità. Che ora certe cose che facevano in strada non vanno più bene.

I cani lo ascoltano come se capissero ogni parola. Lui li guarda, improvvisamente sorride e dice:

Allora, che aspettate? Venite dentro anche voi.

E spalanca il cancello.

La pastora guarisce sorprendentemente in fretta. Vuole sempre alzarsi per raggiungere le sue compagne, ma luomo la sorveglia e non le permette di affaticarsi. Quando le ossa finalmente si saldano e lei regge sulle zampe, luomo le mette un collare speciale dorato, con un piccolo campanello.

Ora esce di casa prima dellalba. Percorre la lunga via semi deserta, guidando al guinzaglio cinque cani: quattro piccole, buffe, dalla coda ad anello, e la vecchia pastora con il collare dorato e il campanellino.

Non potete capire come scrutano il mondo intorno. Adesso hanno una casa. E lei un collare tutto suo. Cammina fiera, a testa alta.

Voi non potete capire, se non avete mai avuto un collare dorato con un campanello. Qualunque cane sa che solo chi è rispettato può portarne uno.

E così, ogni giorno, camminano insieme: luomo che non ha voltato le spalle, e cinque cani che non hanno smesso di sperare e di amare, anche dopo aver provato la crudeltà delluomo.

E camminano, felici. Felici, chissà di cosa. Forse solo di stare insieme. Forse del sole che riscalda. O forse per il fatto che, in questo piccolo pezzo di mondo, esiste ancora lamore.

Guardando nei loro occhi, ti accorgi che finché esisterà quello sguardo nulla è davvero perduto.

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Si chinò verso il pastore tedesco. Lei lo guardò con uno sguardo rassegnato e poi si voltò dall’altra parte. Aveva smesso di sperare già da tempo. Conosceva fin troppo bene il cuore degli uomini…
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