Il giorno del nostro matrimonio era perfetto finché la figlia del mio fidanzato disse: «Papà, non sposarla, hai già una moglie».
Tutto procedeva meravigliosamente. La piccola Sofia, la figlia quattroenne di Matteo, aveva portato una dolce moment toccante a quella giornata. Non avrei mai immaginato di diventare una matrigna a trent’anni, ma tra me e Sofia era nato subito un legame profondo. Era curiosa, vivace e straordinariamente affettuosa.
Quando Matteo mi ha chiesto di sposarlo, ho detto di sì senza esitare.
La cerimonia è trascorsa senza intoppi fino al momento cruciale in cui lufficiale di stato civile ha pronunciato le famose parole:
«Se qualcuno ha obiezioni a questo matrimonio, parli ora o taccia per sempre».
E allora Sofia si è alzata e ha detto con voce sommessa:
«Papà, non sposarla. Hai già una moglie».
Un silenzio gelido è sceso nella stanza. Il mio cuore batteva allimpazzata.
Una moglie? Lho guardato, aspettando un sorriso, una spiegazione Ma Matteo era pallido. Senza parole.
Mi sono inginocchiata davanti a Sofia, cercando di mantenere la calma:
«Perché dici così, tesoro? Con chi è sposato papà?»
Ha indicato la finestra. E quello che ha detto dopo mi ha gelato il sangue:
«Con lei».
Ho voltato la testa e fuori, proprio dietro il vetro, una donna ci stava salutando.
Ero pietrificata. Chi era quella donna? Perché era lì?
E soprattutto perché Sofia credeva che fosse la moglie di suo padre?
Matteo sembrava sconvolto. Fissava quella figura fuori dalla finestra, pallido, incapace di parlare.
La donna continuava a sorridereimmobile, quasi troppo calma. Un sorriso troppo largo, troppo sicuro di sé. Non si muoveva. Aspettava.
Un brivido mi ha percorso la schiena.
Lentamente, Matteo si è avvicinato alla porta. Gli invitati, ancora paralizzati sulle sedie, seguivano ogni suo movimento come in un incubo. Ho visto la sua mano tremare mentre girava la maniglia.
«Tu cosa ci fai qui?» ha sussurrato con una voce che non gli avevo mai sentito.
La donna ha inclinato la testa, quasi divertita.
«Non mi presenti?» ha chiesto piano, poi il suo sguardo si è posato su di me.
I suoi occhi mi trafiggevano. Nessuna traccia di calore. Solo unintensità stranaquasi minacciosanascosta dietro quel sorriso.
«Matteo?» ho chiesto, più dura di quanto volessi. «Chi è?»
Si è girato verso di me, visibilmente in panico.
«Questa è questa è Giulia».
Ha fatto una pausa.
«La mia ex moglie».
Un mormorio è corso tra gli invitati. Mi sentivo come se avessi ricevuto un pugno nello stomaco.
Credevo che non fosse mai stato sposato. Me laveva detto chiaramente. E ora quella donna era lì, reale, nel giorno più importante della nostra vita.
Ma quello che mi ha terrorizzato di più è stato quello che Sofia ha detto dopocon la sua voce innocente:
«Viene spesso a casa quando dormi, babbo. Dice che non devo fidarmi di te»
Silenzio di morte. Le mie gambe hanno ceduto.
Matteo si è girato verso sua figlia, bianco come un foglio.
«Cosa? Cosa intendi, amore mio? Quando è venuta?»
Sofia ha alzato le spalle.
«A volte di notte. Dice che la mamma tornerà».
Non riuscivo quasi a respirare.
Giulia, fuori dalla finestra, ha alzato a sua volta le spalle, i suoi occhi luccicavano in modo inquietante.
«Abbiamo tutti i nostri segreti, vero, Matteo?»
Poiprima che qualcuno potesse reagiresi è voltata ed è scomparsa tra la folla, come se non fosse mai esistita.
Matteo è crollato su una sedia, la testa tra le mani.
Io sono rimasta in piedi, il cuore a pezzi, lo sguardo fisso sulla porta aperta.
Una cosa la sapevo per certo:
Quella donna sarebbe tornata.
E non aveva ancora finito con noi.
Moralità: Le verità nascoste, prima o poi, vengono a galla. Meglio affrontarle prima che distruggano tutto.




