Il figlio non vuole che sua madre venga a vivere con lui perché in casa c’è già una sola signora, e quella sono io.

Questo non va affatto bene! In fondo, lei è sua madre! Può portarla nella propria casa! Queste parole risuonano spesso dalla bocca dei parenti di mio marito. So che anche i miei amici la pensano così, seppur nessuno abbia il coraggio di dirmelo direttamente. Il motivo è la situazione con mia suocera.

Allegra ha 83 anni, pesa più di cento chili e spesso si ammala. Perché non porti Allegra a vivere da te? mi chiese mio cugino qualche anno fa Va bene che laiuti ogni giorno, ma se succede qualcosa di notte? È difficile per lei stare sola. Dopotutto, il tuo Fabio è il suo unico sostegno.

Tutto sembra scritto: la nonna sarà accudita dallunico figlio, dalla sua unica moglie e dallunico nipote. Negli ultimi cinque anni, Allegra non ha mai lasciato il suo appartamento. Le fanno male le gambe e il suo peso le impedisce di muoversi. Ma tutto cominciò trentanni fa, quando mia suocera era energica, giovane, sana e molto autoritaria.

Chi hai portato a casa mia? si indignò la madre del mio futuro marito, Fabio. Per questa ho sacrificato tutta la mia vita?

Dopo quelle parole, camminai in silenzio verso il tram. Allora la madre di Fabio abitava in una prestigiosa villa nella provincia di Firenze, in una bella casa grande. Suo marito aveva una posizione di rilievo, così Allegra visse bene a lungo, anche dopo la sua morte. Quel giorno Fabio mi raggiunse e venne con me. Ho avuto fortuna: mio marito non ascolta ciecamente sua madre. Però rispetta sempre gli anziani. Cercò di calmarmi e spiegarmi che era solo il carattere di sua madre.

Dopo il matrimonio abbiamo cominciato a mettere da parte i soldi per un nostro appartamento. Fabio partì e non tornò per sei mesi. Lavorava. In pochi anni riuscimmo a comprare una casa e, dopo molto, la finimmo. Ce labbiamo fatta. Non visitavamo spesso Allegra. Lei riusciva a dire assurdità su di me a Fabio e a chiunque incontrasse. Vedi, la mia nuora non permette a suo marito di aiutarmi. Come sarebbe a dire che non lo lascia? E così via.

Decise di trasferirsi in città, ma i soldi ottenuti per la villa non bastavano. Ci suggerì di aiutarla e ci promise che lappartamento sarebbe andato a nostro figlio, suo nipote. Ma al notaio, allimprovviso disse che lappartamento doveva essere lasciato a lei, perché unamica le aveva detto che spesso le nonne finiscono senza casa. Poi affermò che intendeva lasciarlo a chi lavrebbe curata nella vecchiaia. Voleva essere la padrona assoluta! Disse che lavremmo ingannata e lasciata senza nulla.

Sono passati quasi ventanni da allora. Tutti in ufficio notarile hanno sentito i suoi lamenti e ci siamo sentiti imbarazzati. Decidemmo di lasciar perdere. Si trasferì immediatamente e non ci permise neanche di fare piccoli lavori. Rimase lì quasi un mese, poi iniziò a lamentarsi che tutto era vecchio, cadeva a pezzi e si rovinava. Mia suocera diede la colpa a me: avevo scelto lappartamento sbagliato e volevo truffarla.

Allegra adorava i figli di sua cugina, ma ignorava completamente suo nipote. Fingendo addirittura di non ricordare il suo compleanno! Negli ultimi anni si è ammalata. Era ingrassata tanto che non riusciva a muoversi dentro casa. Le portavo cibo sano, ordinato dal medico. Allegra però inveiva e rifiutava di mangiarlo, dicendo che solo sua cugina la nutriva bene, mentre io la lasciavo digiuna.

Lanno scorso, mio marito iniziò a supplicarmi di portarla a casa nostra. Secondo lui, la madre aveva capito tutto e doveva ascoltare il medico.

Va bene acconsentii. Ma pongo delle condizioni: la cucina sarà solo mia, cucinerò solo io e deciderò cosa mangiamo, e nessuna delle sue cugine dovrà varcare la soglia.

Mia suocera si indignò e non volle venire, pensando che sarebbe arrivata a comandare la casa. Ma la vera signora qui sono solo io! Così dovetti andare io da lei: pulire, cucinare, persino dormire lì. E la cugina preferita si limitava a telefonarsi per esprimere preoccupazione.

Mia suocera si lamentava al telefono che la lasciavo affamata: niente dolci, niente salumi. Mi pregava di portarle dei cannoli. Però la cugina, dicendo di essere molto impegnata, rimandava sempre la visita. Pur vivendo tre volte più vicina di me. Lei andava solo una volta al mese, portandole cose poco salutari, mentre io mi occupavo di Allegra ogni giorno.

Un giorno mia suocera chiamò la cugina e si lamentò che erano spariti la sua collana e il crocifisso. Disse che entrambe eravamo state lì quel giorno, ma era certa che fossi stata io a prenderli.

Senza dire una parola, posai il pranzo sul tavolo e recuperai il catenino e il crocifisso caduti dal comodino. A casa, raccontai tutto a Fabio e decidemmo che non sarei più andata da lei. Proposi di mandarla in una casa di riposo. Fabio fu daccordo…

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Il figlio non vuole che sua madre venga a vivere con lui perché in casa c’è già una sola signora, e quella sono io.
La lupa venne al villaggio in cerca di cibo e il guardaboschi ebbe pietà di lei: due mesi dopo tornò, ma non era sola