Una giovane donna molto affascinante è salita sull’aereo con passo sicuro; sul volto portava grandi occhiali da sole e sulla spalla sfoggiava una costosa borsa firmata

Una donna giovane, incredibilmente affascinante, salì sullaereo con la sicurezza di chi percorre la passerella di Milano Fashion Week. Sul volto aveva occhiali da sole giganti modello non disturbate la diva e portava una borsa firmata così costosa che persino la nonna avrebbe avuto un mancamento.
Quando arrivò al suo posto, si accorse che avrebbe dovuto sedersi accanto a un uomo anziano dal look piuttosto modesto: camicia pulita ma ormai logora, scarpe che raccontavano più chilometri di qualunque auto Fiat.
Si sedette, ma già stava stufata e chiamò la hostess.
Mi scusi disse con tono glaciale, quasi offensivo Posso essere spostata? Non posso viaggiare vicino a una persona del genere Guardate come si veste, quelle scarpe antiquate. Io merito una compagnia migliore.
La hostess, sorpresa e imperturbabile, rispose:
Mi dispiace, signora, ma tutti i posti in classe economica sono pieni.
La giovane sbuffò con la grazia di chi ha appena scoperto che il suo prosecco non è milanese, girandosi verso il finestrino con aria esasperata.
L’uomo anziano abbassò lo sguardo, tacendo con la dignità di un vecchio saggio siciliano.
La hostess, a disagio per la situazione, andò in cabina di pilotaggio a spiegare tutto al capitano. Lui la ascoltò con calma e sorrise come solo un vero piemontese potrebbe.
Lascia fare a me. Sistemiamo la faccenda.
Pochi minuti dopo, la hostess tornò con la gentilezza di chi ha servito caffè per una vita.
Signora, il capitano ha approvato il cambio di posto. Ci scusiamo per averle fatto sopportare una compagnia così poco gradita.
La giovane donna si alzò con aria trionfante, afferrò la sua borsa e già si immaginava tra i sedili morbidi della prima classe, un bellAperol Spritz in mano.
Ma la hostess si rivolse alluomo anziano con rispetto:
Signore, sarebbe così gentile da seguirmi? Il capitano la invita a viaggiare in Prima Classe.
Un attimo di silenzio assoluto.
Poi, come se i passeggeri avessero trattenuto il fiato, tutta la cabina esplose in applausi.

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Una giovane donna molto affascinante è salita sull’aereo con passo sicuro; sul volto portava grandi occhiali da sole e sulla spalla sfoggiava una costosa borsa firmata
Caterina era una ragazza poco moderna e desiderava ardentemente sposarsi: del resto le ragazze d’oggi non sembrano più volere il matrimonio — perché portarsi in casa un intero maiale quando basta una salsiccia? — e di «salsicce» in giro ce n’erano a bizzeffe, di tutte le qualità e dimensioni; la convivenza era diventata di moda, l’unione di fatto non era più considerata una vergogna, l’idea di andare subito all’anagrafe o al municipio per sposarsi pareva superata e anzi si preferivano incontri in alberghi a ore o affitti temporanei, mentre valori come morale, pudore, orgoglio e decenza sembravano antiquati, l’ozioso di turno non veniva più stigmatizzato perché intanto gli arrivavano soldi dall’eredità e con uno smartphone sarebbe diventato un influencer di successo, e attorno alla vita di coppia si aggiravano nuovi mostri: infantile attaccamento alla madre, mammonismo, cronica nullafacenza nei fidanzati e frivole pretese da entrambe le parti, tra shopping e aspettative sbilanciate; lei, però, era l’eccezione: carina, senza ritocchi moderni, istruita con una laurea prestigiosa e un buon lavoro, credente negli oroscopi (lei era Sagittario, con Arieti e Leoni nella sua categoria) ma ancora convinta che il matrimonio fosse possibile. Le sue storie d’amore furono un mosaico di solo apparente sentimento: il primo amore al primo anno d’università, poi Valerio che sparì quando scoppiò la querelle del frigorifero — quel frigorifero che le aveva regalato la nonna per i sedici anni e nel quale