Oggi s-a născut il mio secondo figlio. Già dallospedale, siamo stati circondati dalle visite gioiose dei parenti. I volti dei nonni erano raggianti, tutti mi auguravano salute, felicità e ogni bene.
I genitori di mio marito hanno un appartamento con tre stanze a Firenze, mentre mia madre e mia sorella vivono in una villetta spaziosa nei dintorni di Bologna; eppure nessuno sembra pensare che la nostra stanzetta di quindici metri quadri stia per diventare decisamente stretta.
I genitori di Marcello hanno anche una bellissima casa in campagna vicino al Po, un grande orto e il fiume lì, a pochi passi. Si sono trasferiti dalla città lì e alle nostre domande sulleventualità di scambiarci le case non hanno mai risposto.
Solo una volta mia suocera, Lucia, mi ha detto con quel suo tono: “Ormai siamo avanti con gli anni, ciascuno di noi ha la sua camera. Nella stanza grande guardiamo un po di televisione o riceviamo gli ospiti. Per noi la tranquillità è fondamentale”.
Credo proprio che lei pensi che noi quattro, invece, riusciremo a dormire sereni, uno accanto allaltro nella nostra stanzina, fra i pianti del piccolo come se niente fosse…
Questi pensieri mi si susseguivano nella mente, ed evidentemente si vedevano chiaramente sul mio volto, visto che pian piano i parenti hanno smorzato lentusiasmo e ognuno si è affrettato a congedarsi.
Quando la porta si è chiusa dietro lultimo, ho sorriso con amarezza a Marcello: Allora, secondo te, quando ci dimettono e finalmente torniamo a casa?.






