Sono venuto a chiederti di tornare con me, Caterina. La mia vita familiare non si è mai sistemata da quando te ne sei andata. Non riesco a trovare una donna che mi piaccia davvero. Sono passati più di ventanni da quando ti ho persa, e ancora non riesco a trovare il mio posto. Una tristezza mi ha preso, e ho iniziato a pensare a te.
Caterina si affaccia alla finestra dopo aver sentito il rumore di una macchina che si ferma davanti al cancello, e vede Orazio scendere dallauto con unaria solenne.
Ma cosa vuole ancora da me? Abbiamo già chiarito ormai da tempo, pensa tra sé Caterina. Tra poco dovrebbe arrivare Paolo. Speriamo che non si incontrino. Ma tanto, da noi in paese, le cose si vengono a sapere comunque. Che sia quel che sia, pensa, mentre Orazio apre lentamente il cancelletto guardando intorno al cortile.
Caterina esce subito di casa temendo che lospite inaspettato si introduca senza permesso.
Orazio è, come sempre, impeccabile: elegante, affascinante, occhi scuri, qualche filo dargento sulle tempie che lo rende più maturo, un po appesantito, camicia che lascia intravedere un accenno di pancia, occhiali dalla montatura preziosa.
Certo, il tempo passa per tutti, ormai ha quarantanove anni. Non è anziano, ma non più un ragazzo: porta con sé compostezza, serietà e limportanza che lo ha sempre contraddistinto.
Ciao Caterina, non ti aspettavi di vedermi, vero? chiede lui con un sorriso conciliante.
Ciao. Sinceramente non mi aspettavo più nulla da te, tutto sembra ormai sistemato da tempo. Perché sei venuto, dopo tutti questi anni?
Sono venuto a chiederti di tornare con me. Da quando te ne sei andata non riesco a costruire una famiglia, nessuna donna riesce a piacermi. Davvero, sono già passati più di ventanni, e non riesco a trovare pace. La nostalgia mi ha assalito e il pensiero è andato subito a te.
Orazio, lo capisci che ormai ho un marito, una figlia che amo? Perché sei tornato? Credi che tutto sia ancora possibile per te? Non hai pensato che la tua visita potrebbe non piacere a mio marito? Io sono felice con Paolo, e non voglio nulla di diverso.
Sono venuto per te, insiste lui, ignorando le sue parole. So di tuo marito e di vostra figlia. So anche che studia alluniversità. Ho sempre seguito la tua vita, senza però farmi vedere. Ma ora non ce lho fatta più, voglio chiederti di ricominciare da capo. Sono cambiato, ho capito tante cose della vita e soprattutto di te. Ma cosa ti tiene qui in questa casa semplice di campagna, quando tu vivevi come una regina? Ti prego, vieni via con me, insieme
Non fa in tempo a finire la frase che sente alle spalle i passi pesanti di qualcuno, e nota che Caterina lancia unocchiata ansiosa oltre la sua spalla.
Si volta e vede Paolo, suo marito: avanza deciso, testa alta, almeno una spanna più alto di Orazio.
Caterina, cosa ci fa costui qui? chiede Paolo, gettando uno sguardo a Orazio.
Orazio, ti prego, vattene, qui non hai nulla da cercare. Ti ho già detto tutto quello che dovevo, dice rivolta allex. Paolo, ti spiego io, non è come pensi
Non cè bisogno di spiegazioni, dice lui disilluso, entra in casa, prende una borsa dalle prime cose che trova e senza esitare esce dal cancello, dirigendosi rapidamente fuori dal paese, verso la provinciale che passa a un chilometro.
Caterina, smarrita e con le lacrime agli occhi, segue con lo sguardo Paolo mentre si allontana. Anche Orazio rimane fermo al centro del cortile senza muoversi.
Perché devi sempre distruggere tutto? Entrando nella mia vita la rovini sempre! Non ti amo più da tanti anni ormai, vai via, e non tornare mai più.
Caterina, non volevo farti del male, prova a giustificarsi lui.
Ma Caterina rientra in casa sbattendo la porta. Poco dopo esce di corsa e si lancia anchessa verso la strada, seguendo Paolo oltre il paese.
Orazio rimane un momento in macchina a riflettere, la vede passare rapida davanti a lui. Bene, mi sa che questa volta non cè davvero speranza, cosa mi aspettavo poi dopo tutti questi anni.
Caterina è rimasta la stessa: leggera, veloce, bella e dolce. Solo un po più donna, più elegante: e questo la rende ancora più affascinante.
Orazio si rimprovera: ha capito troppo tardi che meglio di Caterina non avrebbe mai trovato nulla. E quante donne ha incontrato e lasciato indietro.
E pensare che allora la trattava a essere generosi non bene, non le dava il vero valore. Era giovane, superficiale, e si lasciava andare. Lei sopportava, chiudeva gli occhi ma tutto ha una fine.
Seduto in macchina, rivede con nostalgia il giorno in cui lha notata per la prima volta: una giovane universitaria, che passeggiava con le compagne di corso, parlava allegra e sorrideva.
Quel sorriso aveva rapito Orazio, che allora era già un giovane uomo daffari, pronto a tutto. Decise subito di avvicinarla.
Si conobbero, poi la portò fuori città, nella villa che il padre alto funzionario gli aveva regalato da unico figlio, senza badare a spese.
Tutta la rispettabilità di Orazio derivava dal padre, scomparso ormai da tempo.
Caterina viveva un sogno: ancora prima di laurearsi, sposò Orazio, dimenticando Paolo, con cui era stata legata sin dai tempi del liceo, amico di sempre, con cui aveva condiviso sogni e progetti.
Paolo amava Caterina a tal punto da pensare che nessuno al mondo avrebbe mai potuto dividerli. Solo temeva che alluniversità lei avrebbe conosciuto qualcuno e così fu.
Venuto a sapere del matrimonio, Paolo si chiuse in se stesso: per mesi non frequentò più nessun amico, né parlò più con altre ragazze.
Caterina, intanto, si godeva la vita da giovane padrona di una villa lussuosa, con cameriera e giardiniere.
Col tempo, però, la felicità svanì. Rimaneva spesso sola in casa, suo marito quasi mai la portava con sé.
Andava sempre via da solo, rientrava spesso allegro. Anche quando la portava dai suoi genitori, non le permetteva nemmeno di chiedere notizie di Paolo, quasi avesse paura che lei potesse pensare a lui. Un figlio? Non lo voleva:
Viviamo noi due, i figli possono aspettare.
Caterina era sempre controllata, almeno riuscì a finire gli studi, ma neanche al ballo di fine corso lui la lasciò andare. Anzi, a poco a poco diventò offensivo, le diceva:
Ti ho portato via dal tuo paesino, ti ho dato tutto!
Una volta, quando lei provò a contraddirlo, lui fece una scenata tremenda. Lei sopportò ancora, restò con lui sette anni, ma poi trovò il coraggio di andare via.
Allinizio, Orazio pensava che sarebbe tornata, che le sarebbe passato tutto e avrebbe chiesto scusa, che sarebbero ripartiti da zero, avrebbero fatto un figlio. Forse solo allora aveva davvero capito limportanza di una famiglia. Ma non accadde. Caterina non tornò.
Tornata nel suo paese dai genitori, Caterina dopo un po chiese il divorzio, poi si riavvicinò a Paolo e decise di sposarlo.
Da subito vissero in perfetta sintonia. Paolo si rivelò premuroso, affettuoso e buono.
La perdonò, pensando che tutte le ragazze giovani sognano che la felicità arrivi con i soldi, ma è davvero vero che la felicità non si compra. E Caterina lo capì.
Quando nacque la loro figlia, la felicità crebbe ancora di più.
Paolo, vedendo Orazio in cortile, non riuscì a trattenersi. Di tutti, Orazio era proprio lultimo che si aspettava di vedere fuori casa sua.
Gli parve che Caterina fosse gentile con lui, vide la macchina di lusso parcheggiata davanti alla recinzione, Orazio impeccabile come sempre; un senso di rabbia gli montò dentro.
Entrò in casa, prese in fretta qualche cosa in una borsa e si avviò verso la provinciale a piedi: lauto era dal meccanico.
Arrivato vicino alla strada, tentò in tutti i modi di fermare una macchina, agitava le mani disperato, ma nessuno accostava. Poco gli importava dove andare.
Dopo un po vede arrivare Caterina, che corre verso di lui agitando la mano. Si affretta, finalmente lo raggiunge, lo abbraccia, lui la rifiuta. In lacrime, Caterina supplica:
Paolo, Paolino, dove pensi di andare? Non ho bisogno di nessuno se non di te. Non amo il mio ex, lo sai. Non andartene, non lasciarmi sola. Ti prego
Ma Paolo non vuole sentire, continua a cercare una macchina che si fermi. Alla fine, stanco, si incammina lungo il ciglio, sempre più lontano dalla moglie. Lei si siede sullerba, disperata.
È allora che Orazio sopraggiunge, scende dallauto, solleva Caterina e le dice:
Lo vedi che ti ha lasciato, vieni con me, non ti lascerò mai, Caterina, te lo prometto.
Sparisci, non voglio più vederti, vattene e non tornare mai più.
Caterina si volta e si avvia, lenta, verso il paese lungo la strada tra i campi. Orazio, con rabbia, si chiude in macchina e parte nella stessa direzione in cui è andato Paolo. Paolo nota la macchina che passa e si ferma.
Quando Caterina arriva allincrocio, si volta unultima volta e rimane sorpresa: da lontano, sulla strada, si avvicina la figura di Paolo.
Senza riuscire a crederci, gli va incontro correndo, a braccia aperte. Paolo la vede e le corre incontro.
Si abbracciano forte, con un pensiero che gli passa per la testa:
Quanto sono stato sciocco: stavo quasi per perdere mia moglie amata. La rabbia mi ha accecato, ma Caterina non ha colpe, non ho mai dubitato di lei.
Come potrei vivere senza il mio Paolo, il mio dolce marito? Dio, grazie che me lo hai ridato. Non mi serve altro, solo che il mio Paolino sia con me!
Rimangono abbracciati, mentre le auto che passano rallentano, qualcuno suona, qualcun altro fa un cenno; ma loro non si accorgono di nulla, sono fuori dal mondo.
Non sanno quanto tempo sia passato, quando sentono la voce della signora Giovanna, la vicina anziana, che è venuta a prendere la nipote allautobus, la fermata è lì a pochi passi.
Ma Caterina, Paolo, perché state così stretti insieme? Sorridete piangendo Avete forse preso la vostra fortuna per la coda? Capita una volta sola nella vita, tenetevela stretta. Se il destino vi ha portati di nuovo insieme, vuol dire che non vi lascerete mai più!
Non abbiamo intenzione di separarci, dice Caterina sorridendo felice, mentre Paolo annuisce commosso, quasi a trattenere le lacrime. E, sempre abbracciati, si avviano lungo la strada che ritorna al paese, tra i campi e il bosco, finalmente per sempre insieme.






