Le Coincidenze Non Sono Affatto Casuali

Ciao cara, ti racconto una cosa strana che è successa laltra sera a casa di nonna Teresa, la mia nonna che vive ancora a Bergamo. Erano già le otto, fuori cadeva una neve leggera e il profumo delle patate che friggeva nella padella le riscaldava le ossa, anche se a quelletà ormai non si fa più tanto caso al pancreas e a non mangiare dopo le sei. La nonna era un po sola: il figlio Marco e la nuora Valentina sono da due anni in Germania, i nipotini Giulia e Matteo sono bravo, ma si vedono solo in videochiamata, tutti sorridenti con i denti bianchi. La televisione e la panchina del parco sono le sue uniche distrazioni.

Mentre stava per girare un ultimo giro di patate, ha sentito bussare alla porta. Ha sospirato: Sarà di nuovo quella signora vecchia che dimentica il sale o la farina? ed è andata ad aprire. Davanti a lei cera una montagna di vestiti, sormontata da una grande cuffia di pelliccia con una barba così folta da sembrare una foresta. Nonna Teresa è rimasta senza parole: Un vero bandito, la morte mi ha trovato!

Luomo ha parlato con una voce affaticata: Scusi per lorario, ma ho davvero bisogno di un po dacqua calda, dal rubinetto. La mia figlia, Fiorella, è malata, tossisce, febbre non può bere acqua fredda. Ha mostrato una mano ruvida che stringeva una bottiglia di plastica tutta piccola. Nonna Teresa era rimasta lì, immobile. Capiva che era un senzatetto, ma il modo in cui parlava era quasi poetico, e Fiorella non sembrava la sua ma la della moglie o della figlia. Il freddo fuori era pungente.

Entro, se sei davvero con il cuore buono, ha detto la nonna, ma raccontami cosa ti è successo, così vedo se posso aiutare. Luomo si è spostato nervosamente, come se cercasse il calore della cucina. Sono stato fuori per un anno, io e la mia Fiorella. Siamo sporchi, non ci curiamo più. Ti dispiacerà averci qui?

Ma guarda che scherzi! ha sbottato la nonna, Non mi piace che mi dicano cosa devo fare, ho fatto il carcere per minori, ho imparato a non farmi comandare. Luomo ha alzato la voce: Dove è Fiorella?! Un groviglio di vestiti si è aperto e da dentro è spuntata la faccia di un gatto grigio, con gli occhi curiosi. È la mia compagna da sette anni, la nostra Valentina, la gatta di casa. Lho persa lanno scorso, così ci hanno cacciati anche noi.

Nonna Teresa ha afferrato la pila di vestiti con le sue mani sottili ma ancora forte. Vieni dentro, non farmi congelare la casa. Ti farò un bel bicchiere di latte caldo per il tuo gatto, poi ti metto nei vestiti di mio nonno, che ne avevamo ancora. Luomo ha provato a lottare, ma la nonna aveva deciso di fare del bene e nulla poteva fermarla.

Unora dopo, sotto il termosifone, in una scatola di stoffa, Fiorella la gattina dormiva beata, beuta di latte caldo. Al tavolo, alla luce fioca della lampada, un uomo e una donna, non troppo anziani, mangiavano le patate fritte, sorseggiando un tè profumato.

Come vi siete ritrovati qui? ha chiesto la donna. Luomo ha risposto: Ho venduto il mio appartamento in un quartiere di Milano, la mia ex Valentina sognava una casa di campagna, così lho comprata. Ma poi è morta, e ho finito per essere cacciato. Il figlio di lei ha preso tutto, mi ha mandato in una clinica, e quando sono tornato lappartamento era occupato da altri.

E tu, Antonino? ha chiesto la donna, che sei qui? Luomo ha sorriso triste: Antonino Rossi, un tempo un bravo operatore, ora un senzatetto. Grazie per la cena, non mangiavo casa da tanto tempo.

Dopo aver finito, Antonino ha chiesto se Fiorella potesse restare qualche giorno. Fa freddo fuori per lei, non so se la potrò proteggere, ha detto, gli occhi lucidi.

La mattina porta le risposte, ha risposto nonna Teresa con un sorriso, Vai in salotto, ho messo un cuscino sul divano. Dormi e domani vediamo. Ha chiesto il suo indirizzo e i dati anagrafici, non voglio ospiti che siano dei ladri o dei pazzi.

Quando la casa si è fatta silenziosa, la nonna ha tirato fuori il suo vecchio cellulare e un taccuino logoro. Ricordava i tempi in cui era una chirurgia di fama, con le mani doro, prof…

Da giovane, nonna Teresa (allora Teresa Bianchi) era prof.ssa di chirurgia a Roma, una delle poche donne a dirigere il reparto. Il marito laveva tradita, ha perso il primo figlio a cavallo della gravidanza, e ha finito per lavorare nelle basi militari in Sicilia, poi a Napoli. Molti le dovevano la vita, anche personaggi loschi: quando serve, il debito si paga.

Ciao Steffano, ha detto al telefono, sei ancora in vita, la sigaretta? Non aspetterai, ha risposto la voce rotta. Ho bisogno di un contatto, un piccolo favore. Così ha dato a Antonino un indirizzo. Mi serve Valerio, ma anche te, Antonino, controlla.

Il secondo numero ha risposto una voce femminile irritata: Chiama Camilla, la regina dei contatti, mi chiede il nostro amico. Dopo brevi chiacchiere, la nonna è tornata a dormire.

Il mattino seguente il gatto Fiorella si è stiracchiato sul petto della nonna, mentre dalla cucina usciva il profumo di uova strapazzate, salsicce e insalata. Antonino, ancora al tavolo, ha preso il piatto, ringraziando timidamente: Grazie, signora, non mi arrabbio.

Ti farò stare qui finché vuoi, ma non mi far discutere, ha detto nonna Teresa dopo colazione. Se ti stanchi, vai a cercare il tuo posto al freddo, ma Fiorella resta con me. Antonino ha accettato, ha iniziato a fare la spesa, a preparare colazioni, e un mese dopo ha portato a casa un cucciolo di cane, un bastonato da strada, sporco e gelido. Nonna Teresa lo sgridava, ma lo accoglieva.

Nel frattempo, il figlio di Valentina, Valerio, era incastrato nel mondo dei giochi dazzardo, dove ha perso tutto: casa, villa, auto. Ha venduto tutto, anche il gatto Fiorella, ma non si è ricordato che era una compagna di vita. Alla fine la vita gli ha chiuso le porte, nessuno lo ha più assunto.

Un anno dopo, nonna Teresa ha chiesto ad Antonino di sedersi: È ora di parlare, cosa vuoi? Antonino ha risposto, Niente di cui preoccuparsi, ma dobbiamo decidere il nostro futuro. Cosa intendi? Che mi prendi in moglie o no, altrimenti non ha senso stare insieme.

Al matrimonio, cerano i nipotini che chiacchieravano in dialetto milanese, gli ospiti in giacca e cravatta, un politico con la mascella sporgente e un tipo che sembrava un boss della malavita. Se passeggi per il parco e vedi una nonna con lo sguardo severo, un vecchio con la barba folta, una gatta grigia tutta stanca, e un cane con le orecchie lunghe, sai che è la storia di Teresa, Antonino e Fiorella.

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