I miei genitori hanno vissuto insieme solo per poco tempo. Quando avevo quattro anni, mio padre è uscito di casa e non è più tornato. Un incidente… Mi ha lasciato però alcune foto dinfanzia insieme a lui e una bella somma di denaro depositata in banca a mio nome, che cresceva ogni anno.
Qualche anno dopo, mia madre si è risposata e ha avuto un altro figlio, mio fratello. Così è successo che sono diventata la domestica di mia madre e del patrigno, oltre che la babysitter di mio fratello minore.
Quando osservavo come mia madre trattava il mio fratellino, mi veniva da piangere. Evidentemente lo amava, lo baciava prima di dormire, lo abbracciava spesso, gli leggeva le fiabe e gli comprava giochi e vestiti nuovi.
Anche il mio patrigno adorava il suo unico figlio. Io invece non sentivo amore da parte di nessuno… ma poi le cose sono peggiorate. Loro hanno iniziato a litigare, mio patrigno ha cominciato a bere e spesso ci sono state violente discussioni. Inutile dire che io ero quella che veniva trattata peggio, perché nessuno mi voleva bene. Dopo qualche anno, si sono separati.
Più tardi mi sono trasferita a Firenze per frequentare luniversità e ho lasciato mia madre e mio fratello nellappartamento che era appartenuto al mio defunto padre. Tornavo raramente, perché oltre allo studio lavoravo part-time.
Quando finalmente sono rientrata dopo tanto tempo, con mio stupore ho trovato nell’appartamento dei ragazzi che non conoscevo. Mia madre dormiva su un divano in cucina, mentre gli sconosciuti erano amici di mio fratello. Ho cercato di discutere la situazione, ma è peggiorata. La mattina dopo mi hanno svegliata e costretta ad andare in banca per prelevare i soldi dal fondo che mio padre aveva lasciato: mio fratello aveva perso una cifra enorme giocando a carte.
Mi sono sentita come una bambina a cui si ordina soltanto di obbedire.
Ironia della sorte, ero tornata a casa per condividere la bella notizia della mia gravidanza, convinta che saremmo riusciti a recuperare i rapporti familiari… Ma la vita ha preso unaltra strada. Ho detto a mia madre e a mio fratello di preparare le valigie perché da quel momento sarebbero andati a vivere dalla nonna in campagna. Lappartamento era mio e non avrei più tollerato la presenza di estranei.
Mia madre e mio fratello hanno cominciato a ridere di me, ma questo ha rafforzato la mia decisione. Ho chiamato la polizia, che mi ha aiutato a farli uscire di casa insieme ai loro amici. Dopo, con il mio fidanzato abbiamo cambiato le serrature e stiamo organizzando di vendere lappartamento per comprarne uno nuovo e ricominciare altrove, a Bologna. Ho cambiato anche i miei dati bancari visto che mia madre aveva già cercato di prelevare quei soldi.
Sono certa che mio padre avrebbe approvato questa decisione, lui voleva solo il meglio per me.
A volte, per proteggere la propria dignità e cercare una nuova felicità, bisogna avere il coraggio di chiudere con chi ci rema contro, anche se si tratta della propria famiglia. La vera famiglia è fatta da chi ci ama e ci rispetta, non solo da chi condivide il nostro sangue.






