La cosa più difficile nel vivere con un cucciolo non è quello che la maggior parte delle persone pensa.
Non è portarlo fuori quando piove, quando il freddo si infila nelle ossa, quando hai dormito poco, o quando il cuore ti batte inquieto.
Non è rinunciare a viaggi o inviti, perché ti dicono: Vieni, ma senza di lui.
Non sono i peli sulle lenzuola, sui vestiti, perfino sul piatto.
Non è nemmeno lavare il pavimento unaltra volta, sapendo che dopo mezzora sarà come prima.
Non sono le spese dal veterinario, né quel timore dessere distratto su qualcosa dimportante.
Non è la perdita di un po di libertà, perché ormai la libertà è diventata noi.
E non è nemmeno il fatto che il cuore non sia più solo tuo
Tutto questo è amore.
Tutto questo è vita.
Tutto questo lhai scelto tu.
La parte più difficile arriva piano come quel male alle ossa che senti quando cambia tempo. Come lumidità che sulle strade, allinizio, non sembra niente, poi si fa sentire dappertutto.
Un giorno semplicemente te ne accorgi:
lui non ce la fa più come una volta.
Ci prova ma non ce la fa.
Ti corre incontro come sempre ma non è lo stesso.
I suoi occhi sono ancora i tuoi, ma cè quella luce stanca che dice:
Sono qui, ma ogni giorno faccio più fatica.
E ricordi comera.
E lo guardi ora tutto tuo, fiducioso fino in fondo.
Lui ha sempre creduto in te:
che saresti stato al suo fianco,
che lo avresti aiutato,
che lo avresti salvato.
E lo hai fatto.
Ma ora non puoi salvarlo dalla vecchiaia.
La cosa che fa più male è sapere che per te era conforto
e per lui tu eri TUTTO:
tutta la sua vita,
tutto il suo cielo,
tutta la sua speranza.
E tu non sei pronto.
Non sei pronto a lasciarlo andare.
Non sei pronto a guardare spegnersi chi ti ha insegnato ad amare senza misura.
Poi arriva il silenzio.
Un silenzio che pesa.
Il posto vuoto sul cuscino.
La ciotola che non leccherà più nessuno.
E il cuore in frantumi.
Esci di nuovo.
Ma questa volta senza di lui.
E ti sorprendi a sussurrare al vento:
Andiamo, piccolo mio
Ma se potessi tornare indietro nel tempo
lo sceglierei ancora.
Sceglierei ogni cosa: la stanchezza, la malinconia, la dedizione.
Perché questo amore è vero.
Avere un cane vuol dire lasciar entrare il fuoco nella propria vita.
Un fuoco che ti scalda per sempre,
anche quando lui non cè più.
Perché un cane, qui su questa terra, ha una sola missione:
donarti il suo cuore.
Oggi, scrivendo queste righe nel mio diario, mi chiamo Lorenzo Bianchi e nonostante il dolore della perdita della mia amata cagnolina Fiorella, ho imparato che aprire il cuore, anche sapendo che si romperà, vale tutta la vita vissuta insieme.







