La cosa più difficile del vivere con un cucciolo non è quello che pensano in molti: non sono le passeggiate sotto la pioggia o nel freddo gelido, né le notti insonni o il cuore inquieto; non sono i viaggi a cui rinunci perché ti dicono “Vieni, ma senza di lui”, né i peli sulle lenzuola, sui vestiti o persino nel piatto; non è il dover lavare a terra ancora e ancora, sapendo che tra mezz’ora sarà tutto daccapo, né le fatture del veterinario o la paura di trascurare qualcosa di importante; non lo è nemmeno la perdita di un po’ di libertà, perché ormai la libertà è “noi”, e nemmeno il fatto che il tuo cuore non sia più solo tuo… Tutto questo è amore, tutto questo è vita, tutto questo è frutto di una tua scelta. La parte più dura arriva piano — come il dolore alle ossa quando cambia il tempo, o come il freddo di Milano che all’inizio non senti ma poi arriva fino in fondo. Un giorno ti accorgi che lui non ce la fa più come prima, ci prova… ma non ce la fa. Ti viene incontro come sempre, ma qualcosa è cambiato. I suoi occhi sono ancora i tuoi, ma una luce stanca appare, dicendo: “Sono qui, ma ogni giorno mi costa un po’ di più.” Ricordi com’era, e lo vedi ora, tutto tuo, che si è fidato fino in fondo. Lui ha sempre creduto in te: che saresti rimasto, che lo avresti aiutato, che lo avresti salvato. E lo hai fatto. Ma ora non puoi salvarlo dalla vecchiaia. Il dolore più grande è sapere che per te lui è stato conforto… e per lui tu sei stato TUTTO: tutta la sua vita, tutto il suo cielo, tutta la sua speranza. E tu non sei pronto. Non sei pronto a lasciarlo andare. Non sei pronto a vedere spegnersi chi ti ha insegnato ad amare senza misura. Poi arriva il silenzio. Un silenzio pesante. Il posto vuoto sul cuscino. La ciotola che non verrà più leccata. E il tuo cuore in pezzi. Esci ancora una volta per strada. Ma ormai senza di lui. E ti sorprendi a dire al vento: “Forza, piccolo mio…” Ma se potessi tornare indietro… lo sceglierei ancora. Sceglierei tutto: la stanchezza, la tristezza, la dedizione. Perché questo amore è vero. Avere un cane è accendere un fuoco nella tua vita. Un fuoco che ti scalderà per sempre, anche quando lui non ci sarà più. Perché un cane ha una sola missione su questa terra: donarti il suo cuore.

La cosa più difficile nel vivere con un cucciolo non è quello che la maggior parte delle persone pensa.
Non è portarlo fuori quando piove, quando il freddo si infila nelle ossa, quando hai dormito poco, o quando il cuore ti batte inquieto.
Non è rinunciare a viaggi o inviti, perché ti dicono: Vieni, ma senza di lui.
Non sono i peli sulle lenzuola, sui vestiti, perfino sul piatto.
Non è nemmeno lavare il pavimento unaltra volta, sapendo che dopo mezzora sarà come prima.
Non sono le spese dal veterinario, né quel timore dessere distratto su qualcosa dimportante.
Non è la perdita di un po di libertà, perché ormai la libertà è diventata noi.
E non è nemmeno il fatto che il cuore non sia più solo tuo

Tutto questo è amore.
Tutto questo è vita.
Tutto questo lhai scelto tu.

La parte più difficile arriva piano come quel male alle ossa che senti quando cambia tempo. Come lumidità che sulle strade, allinizio, non sembra niente, poi si fa sentire dappertutto.

Un giorno semplicemente te ne accorgi:
lui non ce la fa più come una volta.
Ci prova ma non ce la fa.

Ti corre incontro come sempre ma non è lo stesso.
I suoi occhi sono ancora i tuoi, ma cè quella luce stanca che dice:
Sono qui, ma ogni giorno faccio più fatica.

E ricordi comera.
E lo guardi ora tutto tuo, fiducioso fino in fondo.

Lui ha sempre creduto in te:
che saresti stato al suo fianco,
che lo avresti aiutato,
che lo avresti salvato.

E lo hai fatto.

Ma ora non puoi salvarlo dalla vecchiaia.

La cosa che fa più male è sapere che per te era conforto
e per lui tu eri TUTTO:
tutta la sua vita,
tutto il suo cielo,
tutta la sua speranza.

E tu non sei pronto.
Non sei pronto a lasciarlo andare.
Non sei pronto a guardare spegnersi chi ti ha insegnato ad amare senza misura.

Poi arriva il silenzio.
Un silenzio che pesa.
Il posto vuoto sul cuscino.
La ciotola che non leccherà più nessuno.
E il cuore in frantumi.

Esci di nuovo.
Ma questa volta senza di lui.

E ti sorprendi a sussurrare al vento:
Andiamo, piccolo mio

Ma se potessi tornare indietro nel tempo
lo sceglierei ancora.
Sceglierei ogni cosa: la stanchezza, la malinconia, la dedizione.

Perché questo amore è vero.

Avere un cane vuol dire lasciar entrare il fuoco nella propria vita.
Un fuoco che ti scalda per sempre,
anche quando lui non cè più.

Perché un cane, qui su questa terra, ha una sola missione:
donarti il suo cuore.

Oggi, scrivendo queste righe nel mio diario, mi chiamo Lorenzo Bianchi e nonostante il dolore della perdita della mia amata cagnolina Fiorella, ho imparato che aprire il cuore, anche sapendo che si romperà, vale tutta la vita vissuta insieme.

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La cosa più difficile del vivere con un cucciolo non è quello che pensano in molti: non sono le passeggiate sotto la pioggia o nel freddo gelido, né le notti insonni o il cuore inquieto; non sono i viaggi a cui rinunci perché ti dicono “Vieni, ma senza di lui”, né i peli sulle lenzuola, sui vestiti o persino nel piatto; non è il dover lavare a terra ancora e ancora, sapendo che tra mezz’ora sarà tutto daccapo, né le fatture del veterinario o la paura di trascurare qualcosa di importante; non lo è nemmeno la perdita di un po’ di libertà, perché ormai la libertà è “noi”, e nemmeno il fatto che il tuo cuore non sia più solo tuo… Tutto questo è amore, tutto questo è vita, tutto questo è frutto di una tua scelta. La parte più dura arriva piano — come il dolore alle ossa quando cambia il tempo, o come il freddo di Milano che all’inizio non senti ma poi arriva fino in fondo. Un giorno ti accorgi che lui non ce la fa più come prima, ci prova… ma non ce la fa. Ti viene incontro come sempre, ma qualcosa è cambiato. I suoi occhi sono ancora i tuoi, ma una luce stanca appare, dicendo: “Sono qui, ma ogni giorno mi costa un po’ di più.” Ricordi com’era, e lo vedi ora, tutto tuo, che si è fidato fino in fondo. Lui ha sempre creduto in te: che saresti rimasto, che lo avresti aiutato, che lo avresti salvato. E lo hai fatto. Ma ora non puoi salvarlo dalla vecchiaia. Il dolore più grande è sapere che per te lui è stato conforto… e per lui tu sei stato TUTTO: tutta la sua vita, tutto il suo cielo, tutta la sua speranza. E tu non sei pronto. Non sei pronto a lasciarlo andare. Non sei pronto a vedere spegnersi chi ti ha insegnato ad amare senza misura. Poi arriva il silenzio. Un silenzio pesante. Il posto vuoto sul cuscino. La ciotola che non verrà più leccata. E il tuo cuore in pezzi. Esci ancora una volta per strada. Ma ormai senza di lui. E ti sorprendi a dire al vento: “Forza, piccolo mio…” Ma se potessi tornare indietro… lo sceglierei ancora. Sceglierei tutto: la stanchezza, la tristezza, la dedizione. Perché questo amore è vero. Avere un cane è accendere un fuoco nella tua vita. Un fuoco che ti scalderà per sempre, anche quando lui non ci sarà più. Perché un cane ha una sola missione su questa terra: donarti il suo cuore.
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