Caro diario,
A volte mi chiedo come sono arrivata a questo punto con Martina. Se ci ripenso, sembra incredibile. Ricordo ancora il suo messaggio: Sei seria? Vuoi venire al matrimoniodove il ricevimento costa centoventi euro a testae non portare nemmeno un regalo solo perché ti sei comprata il vestito? Ma il vestito resterà a te! Potresti metterlo nei ristoranti, a teatro
Continuava così. Quel maledetto vestito verde acqua che, secondo Martina, tutte e sette dovevamo indossare. Ho provato a spiegarle: Non porto il verde acqua, te lho già detto almeno tre volte. Lei niente, come parlare al muro.
Poi è partita lennesima raffica di notifiche su WhatsAppla chat Favola Verde Acqua di Martina, con lei in bianco come foto profilo. Centinaia di messaggi in unora. Mi sentivo oppressa solo a vedere il numero rosso.
Alla fine ho ceduto, ho preso il telefono. Ragazze, ho trovato la truccatrice! Il trucco deve essere solo sui toni onda del mare, smalto numero trecentododiciniente nude, niente trasparente. Solo quel colore, anche sui piedi!
Il trucco lho già deciso: eyeliner verde acqua e ombretto brillante. Appuntamento venerdì mattina per il make-up, giovedì sera per le unghie, vi mando lindirizzo. È tutto scontato, pagate solo settanta euro a testa per il pacchetto!
Ho appoggiato il cellulare con fatica. Settanta euro per un trucco che toglierò dopo due giorni. Aggiungi centoventi euro per un abito che non metterò mai piùmi rende la pelle grigia, sembro una statua di gesso nel Tevere. Totale: centonovanta euro solo per essere in tema.
Mi restavano centocinquanta euro a fine mese, dopo il mutuo e una diminuzione di stipendio, e ancora dovevo calcolare i costi per il regalo, il taxi, le scarpe. Ho chiamato Martina dieci minuti dopo.
Dobbiamo parlare, per sabato e il trucco, ho detto piano.
Non cè stato verso. Non cominciare, ho pianificato tutto! Il fotografo dice che il contrasto tra il mio vestito bianco e il vostro verde acqua sarà perfetto!
Martina, sono centonovanta euro. Sono i miei ultimi soldi! E a malapena riesco a vedermi col verde acqua posso venire col mio vestito blu scuro? È elegante, caro, messo solo una volta.
Blu? Ma lo fai apposta? Ci saranno tovaglie verdi acqua! Vuoi rovinare tutto?
Voglio solo essere una tua amica, non una parte della scenografia. Se vuoi proprio il completo, vengo in tema, ma non potrò farti il regalo, tutto il mio budget andrà lì.
Tu vuoi venire al matrimoniodove il pranzo costa centoventi euro a testae pensi che basti il tuo vestito?
Ti ho detto che non porto il verde acqua Non ce la faccio, Martina.
Se non rispetti il dress code come una vera amica forse è meglio che non vieni proprio!
Ho risposto appena: Forse hai ragione. Scusa. Ho chiuso e sono uscita dalla chat. Mi ha dato un po fastidio, ma anche sollievo. I centonovanta euro sono rimasti miei. E la mia dignità pure.
*
Il giorno del matrimonio, sono rimasta a casa. Non ho guardato i social, sarebbe stato solo sale sulla ferita. In serata mi ha chiamato Chiara, una delle poche che aveva accettato tutte le condizioni di Martina.
Ciao Sofiala sua voce tremava.
Cosa è successo?
Non immagini! Una tragedia. Meglio stare zitta ho lasciato la festa prima del dolce. Ho insistito. E mi ha raccontato tutto.
La mattina, la truccatrice. Lucia si era fatta male al braccio il giorno prima, aveva il gesso bianco. Martina ha urlato davanti a tutti: Potevi restare a casa! Rovina tutte le foto!
Ha chiamato il fotografo dicendo: Non fotografare Lucia, o inquadrala senza il braccio. E non la mettere vicino a me. Lucia è rimasta in bagno tutta la sera. Ma non finisce lì.
La bisnonna dello sposo, ottantacinque anni, arriva vestita col suo abito grigio migliore. Martina lammonisce subito: Ma insomma! Le avevo detto di non venire in grigio, sembra un funerale! La povera anziana quasi piangeva. La futura suocera si è indignata: Ma ti rendi conto? Lei viene da Napoli per te, e tu la tratti così? Hanno litigato venti minuti, lo sposo paonazzo senza sapere dove guardare.
Poi a Marina è venuta la febbre da nervoso. Martina: Non potevi coprire quellherpes? Oppure stare a casa?!
E a Paola, che aveva rotto ununghia e si era rifatta il manicure di corsa in rosso: Lhai fatto apposta per rovinarmi le foto! Ha quasi buttato via il suo bicchiere di spumante.
Ho ascoltato e ho pensato a quando Martina mangiava il gelato con me in piazza.
E il lancio del bouquet? Ha voluto la foto perfetta, ha lanciato troppo forte e il mazzo è finito dritto sulla console del DJ. Musica spenta, fili volati via. Martina urlava a noi amiche: Perché nessuna ha preso il mazzo?! Avete rovinato il mio momento! Siete solo buone a mangiare e basta!
Chiara ha commentato tra le lacrime: Trenta euro di trucco, centoventi euro di vestito, cento di regalo. Spesi per essere chiamata scroccona e statua!
Ho chiuso la chiamata con amarezza, poi mi sono specchiata: in t-shirt, unghie naturali, capelli raccolti. E domanipianificatoandrò a chiudere la rata del portatile, con quei soldi risparmiati. Davvero, alla fine non ho perso nulla.
Due giorni dopo, Martina pubblica su Instagram una serie di foto perfette: tutte le amiche decorate come accessori, lei raggiante in bianco. Ma la didascalia: Il mio giorno perfetto. Grazie a chi ha capito limportanza della giornata. Alcuni, troppo meschini, non hanno capito la grandezza del momento. Ma la vita fa giustizia Io perdono tutti! Ho sorriso amaro. Ho premuto blocca. Non voglio più sapere nulla di lei. Che viva come le pare.
*
Un mese dopo, Chiara è passata da me per un tè. Hai sentito le ultime? Mi fa ridendo.
No, non la seguo più.
Il fotografo lha portata in tribunale! Lei si è rifiutata di pagare il saldo perché nelle foto il verde acqua è sbagliato per colpa delle sue luci. Vuole pagare solo il trenta percento del totale!
Nellordine di Martina rido.
E il marito? Andrea?
Ha chiesto il divorzio dopo una settimana! Nemmeno il viaggio di nozze sono riusciti a fare. Pare che Martina abbia detto alla suocera che doveva rimborsarle il banchetto perché la bisnonna aveva rovinato il video con la sua presenza. Ha urlato ad Andrea che è un incapace, lui ha fatto la valigia e se nè andato.
Mi giro verso la finestra, il sole entra tra le tende leggere.
Chiara avevo paura di essere una cattiva amica, perché non riuscivo a trovare quei centonovanta euro per uniformarmi a tutti. Ora so di aver fatto la scelta giusta.
Chiara annuisce. Ho venduto il vestito a trenta euro. Con quei soldi ho comprato una torta e lho mangiata tutta da sola. Mai stata più felice! Scoppiamo a ridere.
Poi, dimpulso, decidiamo di andare al cinema insieme. La libertà è proprio questasapere di non dover mai indossare più un verde acqua per nessuno.







