QUELLO CHE ACCORCI NON TORNA PIÙ
Quando Gaia mostrava le foto del suo matrimonio agli amici, ripeteva sempre tra una risata e laltra:
Mamma mia, quanto ho sofferto con quel vestito da sposa! Bello, eh, ma pesante come un macigno! La prossima volta che mi sposo, scelgo qualcosa di leggero, come una nuvola!
Tutti ridevano con lei, pensando fosse solo uno scherzo. Gaia, in effetti, scherzava. I suoi amici sapevano bene che Gaia e Federico si erano sposati per amore. Una storia damore nata in vacanza, quelle passioni che scoppiano al mare e poi chi lavrebbe detto? portano dritti allaltare. Gaia aveva 21 anni, Federico 28.
Era un agosto indimenticabile: mare caldo, prosecco a fiumi, notti stellate La magia della costa amalfitana aveva fatto il suo miracolo e, senza quasi rendersene conto, si ritrovarono davanti allufficio anagrafe per firmare le carte. Certo, prima Federico ha dovuto separarsi dalla seconda moglie, e Gaia ha fatto le valigie per trasferirsi nella città natale di lui, Napoli.
Napoli-Roma-Napoli: quella tratta sarebbe diventata più familiare di casa negli anni seguenti per Gaia. Ma allinizio, costruire la nuova famiglia fu un bel casino: trovarono in affitto un appartamentino, visto che Federico aveva lasciato la sua casa alla seconda ex moglie. Quella lo aveva minacciato di tutto: pillole, acido, finestre. Roba da non dormirci la notte! Col tempo, comunque, quellex si placò e sparì. Forse Federico le aveva promesso chissà cosa Sulla prima moglie, invece, bocca cucita: fu solo un matrimonio lampo. Durò un anno e mezzo e la lasciò al suo migliore amico, così, con nonchalance.
La seconda moglie è durata un po di più: tre anni. Abbastanza perché Federico si rendesse conto che con una donna che chiamava i bambini cuccioli umani cera poco da fare. Gaia, però, non si lasciava turbare da queste storie di ex: era ambiziosa, sicura di sé, determinata. Federico la adorava: fiori a grappoli, pellicce (tre, non una!), scarpe e stivaletti in tutte le versioni possibili. Gaia poteva davvero cambiarsi ogni giorno. Federico la portò a Londra, a Parigi, sulla Costa Azzurra. Viaggi, cultura, romanticismo e un po di energia in più per quando sarebbe arrivato il primo figlio.
Poco dopo, infatti, nacque la loro bambina, Martina. Mentre Gaia si dedicava a lei, Federico comprò casa e la arredò con ogni comfort, tutto pensato con amore per le sue donne. Fecero una bella festa per il trasloco e iscrissero Martina allasilo.
Gaia si buttò a capofitto nello studio. Ma preferiva farlo a Roma, dove aveva le amiche, sua madre, e pure i vicini sembravano più gentili. Le tigli sotto casa le davano una pace che solo lì trovava. Così, lasciava spesso Martina alla suocera pazza damore per la nipote e, mentre cerano le lezioni o gli esami, Gaia si rifugiava nella sua adorata Roma. Federico, gelosissimo, la rincorreva, organizzava buffe coincidenze nei bar o sulle piazze, roba tragicomica! Gaia, però, non dava evidentemente motivo di sospetto O così sembrava.
In realtà, Gaia voleva fuggire dalle noie casalinghe e dalle responsabilità. Studiare, sì, ma perché le scocciava lavare i piatti, occuparsi delle pulizie o accudire marito e figlia. Sentiva che la vita le stava passando davanti e lei, cervello e bellezza da vendere, doveva fare altro che occuparsi di sciocchezze domestiche.
Dopo qualche tempo, si ritrovò con tre lauree in borsa, tutte con lode. Il suo titolo principale: psicologa. Andava fiera dei suoi diplomi e li portava ovunque, cercando lavoro con energia. Federico era contrario:
Senza soldi non ci manca niente, Gaia! Impazzisco ad aspettarti che torni dal lavoro! Facciamo un altro figlio, vuoi? Maschio o femmina, non importa, basta che tu resti con me!
Ma Gaia non voleva figli, almeno non nellimmediato. Si sentiva in regola con lessere mamma: aveva regalato la vita a Martina, che altro doveva fare? La suocera, sentendo queste teorie, le propose di occuparsi stabilmente della piccola. Gaia accettò senza pensarci due volte e tornò subito a Roma, senza neppure avvisare Federico. Lo chiamo quando arrivo, pensò.
A Roma, però, si trovò davanti Federico! Ormai aveva imparato i suoi trucchi.
Gaia, dovè Martina? Tu qui da sola, e Napoli? Hai un altro?
Ma va, Fede! Nessun altro, nessun corteggiatore. Mi annoio, ecco Mi manca la libertà, capisci?
Libertà? Da me e tua figlia? E lamore dovè finito? È svanito così? Forse è una crisi passeggera Ce la facciamo insieme, Gaia la implorava lui.
Non ce la facciamo tagliò corto lei.
Federico andò addirittura a parlare con la suocera, la mamma di Gaia, che scrollò le spalle:
Che posso farci, caro? Parlatene voi due. Gaia è testarda come una mula, non cè verso di farle cambiare idea.
Federico tornò a Napoli da solo, sempre più confuso. Come ricucire le cose? Come riportare indietro Gaia? Ho fatto di tutto ma nulla. Forse non sono il marito che serve a lei.
Passavano i giorni e le settimane. Gaia non tornava, rispondeva ai suoi messaggi solo con risposte fredde e distaccate: “Va tutto bene.”
Alla fine, Federico prese la decisione più difficile: vendere la casa, portare Martina con sé e trasferirsi a Roma, tutto per provare a salvare la famiglia. Gaia prese malissimo la notizia, provò a dissuaderlo: Perché far cambiare città a Martina, stressarla, separarla dagli amici e pure dalla nonna? Non è giusto. In realtà, erano solo scuse: Gaia si godeva appieno la sua libertà, viveva come un uccello nel cielo, come diceva sempre. Si era lanciata in unattività di sartoria, aveva preso in affitto un monolocale, gli spasimanti non le mancavano. Non aveva tempo per la nostalgia. E adesso, marito e figlia? Pure no.
Federico però non mollò e si trasferì a Roma con Martina, ancora speranzoso di rimettere insieme i pezzi e grazie anche al suo amore ostinato per Gaia. Per un po, provò a fare il marito devoto, portando la figlia dalla madre, aspettando Gaia fuori dal lavoro. Transenne. Gaia somigliava ormai a una statua: impassibile, distante, nessuna reazione. Alla fine, Gaia glielo disse chiaro e tondo:
Federico, lasciami stare! Forse dovremmo proprio divorziare. Se vuoi, Martina può abitare con me…
Martina aveva già undici anni, era ormai grande, amata da papà e nonna, sempre accudita. Ancora amava sua madre, ma non capiva perché la mamma avesse scelto di allontanarsi così volontariamente dalla sua unica figlia.
Il tempo, si sa, non si ferma per nessuno e la vita va avanti, restituendo a ognuno ciò che si merita.
Federico, capendo di non poter più pescare dal fiume secco, smise di insistere. Alla fine, il destino gli portò una donna normale, con i piedi ben piantati in terra, senza sogni di voli internazionali o sfarzi da diva. Ora vivono in un paesino fuori Roma, lei ha due figli da un matrimonio precedente, ma niente gioielli o viaggi in città glamour: le basta un paio di stivali di gomma per andare nellorto o a portare bambini a scuola. Tutto qui. Federico ci ha trovato una pace che non aveva mai conosciuto: Dove la vita è semplice, ci stanno cento angeli; dove è complicata, non ne trovi neanche mezzo. Con la nuova moglie, arriva anche una bambina e Federico, finalmente, capisce cosè la felicità anche se ci sono volute quattro volte. Si gode lamore puro, senza sfarzi. Gli altri matrimoni? Meglio non parlarne.
E Gaia? Sta con sua madre, nella vecchia casa di famiglia, a Roma. Un partner daffari le aveva promesso la luna e le stelle, per poi ridurla in mutande. Il suo negozietto di sartoria è andato a rotoli, gli spasimanti spariti come neve al sole. Però lavora come psicologa in una scuola per fortuna, le sue lauree sono servite a qualcosa. Non si lamenta, dice che non ha rimpianti. Ma lanimo umano è una grotta profonda: chissà, forse, quelluccellino libero che era Gaia un giorno sentirà la fiamma del rimorso. Chissà
Martina, ormai adulta, è sposata e vive con la nonna che lha cresciuta a Napoli. Il giorno del matrimonio aveva addosso un abito bianco leggero, come una nuvola. Glielo aveva regalato la mamma Gaia.







