Ascolta, ti devo raccontare una cosa che nemmeno io mai mi sarei a aspettata. Allora, mio suocero, Giovanni, è sempre stato cresciuto in una famiglia davvero unita e piena damore pensa che sembravano usciti da uno di quei film natalizi italiani, sempre tutti insieme e allegri. Però, quando lui aveva 57 anni, poverino, sua moglie la suocera è venuta a mancare allimprovviso. Una tragedia per lui. Era distrutto, non riusciva proprio più a stare solo.
Così, ce lo siamo portato a casa nostra, io e Alessandro. Abbiamo venduto il suo appartamento a Bologna e con i soldi, che ovviamente abbiamo diviso in maniera equa in euro, abbiamo deciso che lo avremmo ospitato da noi, almeno finché non fosse riuscito a rimettersi un minimo. Onestamente, pensavamo che si sarebbe fermato sei mesi, massimo un anno, giusto il tempo di riprendersi e trovarsi una sistemazione nuova, magari un piccolo appartamento tutto suo qui a Torino. Invece, ha cominciato a trovarsi decisamente troppo bene da noi.
Non ha mai pagato una bolletta. Niente spesa, niente contributi per le tasse o la casa. E io ero quella che si ritrovava a cucinare per lui ogni giorno ossia pure il ragù la domenica a lavargli le camicie, cambiargli le lenzuola praticamente come se avessimo due figli invece di una sola, la piccola Chiara. Lui pensava solo a lavorare e poi a godersi la casa. Viveva proprio come se fosse sempre in vacanza.
Vai con questa vita per undici anni, ti rendi conto? Poi, non solo: ha iniziato a darci lezioni su tutto, a dirci come dovevamo apparecchiare, come educare Chiara, che olive comprare al mercato. Ha preso labitudine di imporre le sue regole in casa nostra. A un certo punto, io e Alessandro non ce la facevamo più: basta, eravamo al limite!
Abbiamo deciso di prendere il toro per le corna e gli abbiamo comprato una casetta carinissima, appena fuori Torino, in un paesino tranquillo, così poteva stare per conto suo ma vicino a noi. Lui sta benissimo fisicamente, non gli manca niente, può vivere da solo e godersi la vita. Abbiamo sistemato tutto, fatto spesa, preparato casa, anche lasciato un po di euro per qualsiasi urgenza.
Ma senti: come abbiamo fatto tutto questo, ha cominciato a inventarsi mille scuse dolori al cuore, capogiri, storie così solo per tornare a stare da noi. Lo fa apposta, perché ormai si era abituato troppo bene.
Lo dico con il cuore in mano, sono esausta: vorrei solo stare tranquilla con Alessandro e Chiara, la nostra piccola famiglia, senza sentirmi di dover accudire anche Giovanni in eterno. Non ce la faccio più a gestire tutto. Che posso fare secondo te? Davvero, ogni consiglio è ben accetto…






