Mi chiamo Marco. Mi considero fortunato nella vita, perché sono riuscito a diventare marito e padre. Ho sposato Francesca, la ragazza di cui ero innamorato già dai tempi del liceo. Lei mi è sempre stata fedele, anche quando facevo il militare. Al mio ritorno, ci siamo sposati subito.
Il nostro primo figlio, Lorenzo, è nato poco dopo. Tre anni dopo è arrivato il secondo, Matteo. Ma, dentro di me, desideravo tanto una figlia. Già dalla prima gravidanza di Francesca, dicevo a tutti quanto avrei voluto una bambina. Questo sorprendeva tutti, perché normalmente un uomo sogna un figlio maschio, ma io sognavo una figlia. Tuttavia, Francesca ha dato alla luce due maschi uno dopo laltro.
La nostra vita procedeva bene, i ragazzi crescevano sereni. Ad un certo punto, Francesca mi ha dato una notizia inaspettata: sarebbe diventata di nuovo madre. Non era un figlio programmato, ma la gioia ha rapidamente superato la sorpresa.
Dai, questa volta nascerà sicuramente la nostra bambina!
Anchio ne sono convinta! mi rispondeva lei con il solito sorriso dolce.
Le nostre madri, sia la mia che la sua, erano certe guardando la pancia che sarebbe stata una femmina. Anche lecografia suggeriva la stessa cosa. Tutta la famiglia attendeva una bambina e i nostri figli avevano già scelto il nome della sorellina.
Quando è arrivato il momento, ho portato Francesca allospedale. Non ho chiuso occhio tutta la notte, in preda alla preoccupazione: come stava la mia amata? Era andato tutto bene? E, soprattutto, avevamo davvero una figlia? La mattina, chiamando in reparto maternità, mi dissero che era nato un terzo maschietto, di 3 chili e 200 grammi per 54 centimetri.
Non potevo crederci. Tutti ci aspettavamo una femmina! Ma non cera stato alcun errore: era nato il nostro terzo figlio. Nessuno se lo aspettava. Restava solo un mistero: comera possibile che lecografia avesse sbagliato? Quando ho chiamato Francesca, le ho chiesto, quasi senza pensare:
Mi hai tradito?
Ma cosa stai dicendo? Sei impazzito? mi ha risposto, ferita e confusa, poi ha chiuso la telefonata.
Francesca è tornata a casa con il piccolo, e io mi sono sciolto, guardando quel neonato che dipendeva completamente da noi. È bastato poco per innamorarmi di nuovo, questa volta di mio figlio più piccolo. Sono già passati quattro anni e mezzo. Il nostro terzo figlio si chiama Niccolò. Gli ho insegnato ad andare in monopattino. Non mi somiglia per niente, se non un po a sua madre. Lorenzo e Matteo, invece, sembrano i miei cloni.
Un giorno ho sentito la nonna parlare nel cortile con laltra nonna. Sussurravano tra loro: secondo loro, Niccolò non mi assomigliava per nulla.
Ha notato che Niccolò somiglia tutto a Giuseppe del terzo piano?
Quella frase mi è rimasta in testa, mi sono sentito offeso. Tornato in casa, chiesi a Francesca chi fosse davvero il padre di Niccolò.
Ancora con questa storia! Ma come fai a pensare una cosa simile? Mi accusi di cose assurde!
Voglio soltanto sapere la verità Giuseppe ti ha dato un passaggio una volta!
Certo che mi ha dato un passaggio! Ero già incinta, stavo male per la nausea e avevo le borse della spesa pesantissime. Mi ha solo aiutata, tutto qui!
Ma allora perché Niccolò non mi somiglia affatto?
Abbiamo litigato di brutto. Francesca era davvero arrabbiata. Così ho deciso di chiedere un test del DNA. Francesca, però, allinizio non ha voluto saperne. Dopo un paio di settimane, però, era talmente esasperata che ha detto sì, pur minacciando che ci saremmo separati se continuavo con quelle accuse folli. Alla fine, abbiamo deciso di fare il test.
Un giorno, prendendo i sacchi dellimmondizia, ho incontrato Giuseppe. Ha 35 anni e non si è mai sposato. Lho osservato bene, cercando somiglianze con Niccolò, ma non trovavo nulla.
Rientrato a casa, perso nei miei pensieri seduto in cucina, Niccolò è corso da me e mi ha stretto forte, raccontandomi delle sue piccole avventure. In quel momento ho sentito una pace che non provavo da tempo. Ma cosa sto facendo, davvero devo far fare un test del DNA a mio figlio? È sangue del mio sangue, lo sento nel cuore. Così, lho preso in braccio e sono andato da Francesca in camera.
Non faremo nessun test.
Adesso cambi idea? E io che mi ero decisa Pensavo che il test sarebbe servito almeno a liberarmi da unaccusa ingiusta! Sei sicuro che non vuoi più sapere se è tuo figlio?
Ho passato settimane a chiedere perdono a Francesca. Ed alla fine, lei mi ha perdonato. I figli sono cresciuti. Lorenzo si è sposato e la sua moglie, Chiara, era già incinta. Quando è nata la prima nipotina, per la prima volta sono diventato nonno. Mi sentivo luomo più felice dItalia: finalmente avrei avuto una nipotina da coccolare!
Lo so, amerò questa bambina esattamente come amo tutti e tre i miei figli.






