Sai, ti racconto la storia di Alessandro, che era lultimo arrivato in familia. I suoi genitori lo adoravano e gli hanno regalato uninfanzia ricca di amore e felicità. Purtroppo, la vita non è stata sempre gentile con lui: quando aveva ventanni, ha perso la mamma, e poco dopo anche il papà. Non ha potuto neanche partecipare ai funerali perché faceva il servizio militare e questa ferita se la porta ancora dentro, ma li ricorda sempre con tanto affetto.
Quando ha finito la leva ed è tornato nella sua casa a Firenze, ha trovato la famiglia della zia che ormai ci viveva come se niente fosse. Si è sentito fuori posto, quasi come se non appartenesse più lì, così ha fatto la valigia e non è più tornato. Per un po ha provato a stare da un amico a Bologna, ma anche lì si è reso conto che non era davvero il benvenuto. Senza un soldo in tasca, deciso a voltare pagina, ha fatto lautostop fino a Milano, sperando di trovare una nuova vita.
Per fortuna, tramite una vecchia conoscenza, Alessandro ha trovato lavoro in un cantiere. Gli avevano promesso uno stipendio decente, vitto e alloggio una svolta, pensava lui. Anche se le giornate erano pesanti e interminabili, lui era soddisfatto, almeno finché i datori di lavoro non sono spariti, lasciando tutti i ragazzi, Alessandro compreso, senza stipendio e senza nemmeno i documenti.
Lì è iniziato il vero incubo. Senza identità e senza nessuno, Alessandro ha dovuto arrangiarsi come poteva: rovistava nei cassonetti per mangiare, dormiva vicino alla stazione Centrale o sotto i portici. Col tempo, era diventato irriconoscibile e nessuno voleva offrirgli un lavoro.
Ma il destino sa sorprenderci, eh! Un giorno ha incontrato una donna di nome Caterina. Non era una bellezza da copertina, ma aveva due occhi pieni di gentilezza e un cuore enorme. Gli portava da mangiare e si fermava sempre a scambiare due chiacchiere sincere con lui, senza mai farlo sentire di meno.
Poi Alessandro si è ammalato di polmonite e lo hanno ricoverato. I medici e gli infermieri al San Giovanni lo hanno rimesso in sesto: una bella doccia, un taglio di capelli, vestiti puliti. Ma sai chi aspettava sempre con gioia? Caterina, che gli portava un po di calore umano durante le visite.
Quando lhanno dimesso, lei era lì fuori dal pronto soccorso che lo aspettava con un paio di scarpe nuove, abiti puliti e un abbraccio forte che sembrava dire sei tornato a casa. Quella gentilezza gli è entrata dritta nel cuore e così lui si è lasciato accompagnare da lei.
Il fratello di Caterina lha aiutato a rifare tutti i documenti e, con calma, Alessandro ha trovato un altro lavoro. Con il tempo, lui e Caterina si sono innamorati sul serio e si sono sposati. Alla fine, dopo tanta sofferenza, sono riusciti a costruire una vita felice insieme, dimostrando che anche dalle strade più difficili si può tornare a vedere il sole.







