Come ho fatto sfigurare mia suocera davanti a tutti: ancora oggi se lo ricorda, anche dopo tanti anni!

Diario di Lucia, giugno 2007 Come ho fatto fare una figuraccia a mia suocera (credo che se lo ricordi ancora oggi)

Mi tornano spesso in mente quei primi tempi del matrimonio, appena sposata con Marco. Ricordo ancora nitidamente quello strano senso dinquietudine che aleggiava nellaria. No, non centrava Marco ancora oggi lo considero il mio punto di riferimento , era proprio il comportamento di sua madre, mia suocera, Maria Grazia.

Già al matrimonio il suo atteggiamento mi aveva colpita: sembrava fosse un funerale anziché una festa di nozze, il viso tirato e nervoso in mezzo a quei parenti allegri. Subito dopo il matrimonio, dato che eravamo giovani e non avevamo ancora trovato casa, ci sistemammo da lei e ogni giorno la convivenza diventava più insolita.

Ogni volta che varcavo la porta, lei mi accoglieva con uno sguardo a metà tra il compassionevole e il sarcastico, come a dire Guarda come ti sei ridotta!. Pensavo che forse fosse solo stanchezza o qualche acciacco, ma sotto quel sorriso appena accennato si nascondevano frecciatine pungenti ed espressioni di finto dispiacere, sempre pronte a farmi sentire fuori posto.

La sera, per esempio, lavavo i piatti diligentemente; eppure, lei si alzava a notte fonda per rilavarli, come se non fossero mai stati puliti. Quando le chiesi spiegazioni, fece la santarellina: Vedo che cè ancora qualche residuo… Da quel giorno, ho smesso di credere che volesse soltanto aiutarmi; in fondo, era chiaramente una provocazione.

Nonostante tutto, per molto tempo ho scambiato quei suoi modi per saggi consigli materni, affidandomi ingenuamente a lei persino per confidarle certe discussioni avute con Marco. Cosa che avrei rimpianto poco dopo…

Un mio caro amico, Antonio, lavorava come autista proprio nellufficio di Maria Grazia. Venni così a sapere che lei sparlava di me con tutte le colleghe: io ero la malvagia opportunista che approfittava del povero Marco, mentre suo figlio era una vittima indifesa priva di spina dorsale, e secondo lei ero lì solo per soffiarle la casa.

Fu in quel momento che capii con certezza che Maria Grazia, più che una madre premurosa, era diventata la mia silenziosa rivale.

Maria Grazia, bisogna dirlo, era maniaca della pulizia: la casa, un appartamento antico nel cuore di Bologna, era tirata a lucido come una sala operatoria. Qualsiasi granello di polvere o capello fuori posto era un dramma. Io e Marco facevamo del nostro meglio, ma soddisfarla era impossibile.

Quando partì per una trasferta di lavoro di due settimane, ci lasciò mille raccomandazioni sui pavimenti e sui piatti. Avevamo giurato a noi stessi che avremmo respirato un po e avremmo pulito tutto solo poco prima del suo rientro. Ma lei, astuta, ci diede intenzionalmente un giorno di ritorno sbagliato: contava di sorprenderci con la casa in disordine, e per di più decise di portare a casa le sue amiche, così da umiliarmi davanti a loro.

Per fortuna, il destino e Antonio vennero in mio aiuto: il mio amico venne a sapere del suo piano e me lo riferì. Provai una rabbia tremenda, ma decisi di ribaltare la situazione. Pulii la casa da cima a fondo: passai laspirapolvere lungo ogni battiscopa, lucidai il pavimento fino a specchiarcisi, sistemai il soggiorno come se dovesse veniere il Papa in visita.

Quando arrivarono lei e la sua schiera di amiche riuscivo a sentire i loro bisbigli lì dietro la porta. Aprì silenziosamente, tutta sorridente e fiduciosa di cogliermi in fallo. Invece, varcando la soglia, si trovarono davanti una casa più ordinata e profumata che mai.

Le amiche iniziarono a lanciarsi occhiate compiaciute. Io, fingendo noncuranza, mi affacciai dal corridoio con il viso ancora sudato, il Folletto in mano, e dissi:

Oh, avete visto? Deve essere passata la Befana, visto che il tappeto è più pulito del solito, eh?

La faccia di Maria Grazia avrebbe fatto invidia a una veneziana indispettita: scrutava ogni angolo, sperando di trovare almeno una briciola traditrice, mentre dentro di me mi ripetevo soddisfatta: È inutile cercare, non troverai nulla oggi!

Così Maria Grazia fu messa in ridicolo davanti a tutte e il suo pettegolezzo perse peso tra le colleghe: in molti iniziarono perfino a prendere le mie parti. Da allora so di averle ferito lorgoglio e sono quasi certa che, nonostante siano passati diciassette anni, quella figuraccia ancora le bruci.

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