I MIRACOLI ACCADONO

Le meraviglie accadevano

La vita coniugale di Ilaria, dopo anni felici, iniziò a incrinarsi come una vecchia pietra di campagna. Nessuno tradiva, ma la vivacità di una coppia si trasformò lentamente in una grigia routine, giorno dopo giorno più monotono del canto del gallo invernale. Lidea di imparare a suonare il pianoforte rimaneva un sogno distante, e tutto intorno a lei non suscitava più gioia, anzi, solo irritazione. Il desiderio di vivere per i bisogni della famiglia divenne, agli occhi dei familiari, un obbligo, mentre laffetto e la cura che riservava a marito e figlio venivano presi per scontati, quasi come il servizio di un cameriere.

Le tensioni accumulate sfondarono, spezzando gli ultimi argini di pazienza, cancellando i progetti costruiti con fatica e ignorando le conseguenze future. A quarantatré anni, Ilaria capì che non poteva più continuare così; doveva scegliere se ricominciare da sola o rivoluzionare radicalmente la propria vita. Il figlio ascoltò con calma, ma con Lorenzo, il marito, doveva ancora arrivare un serio confronto, perché Ilaria non era pronta a parlare senza emozioni.

Il Capodanno era alle porte. Il figlio, già, avvertiva che avrebbe festeggiato con gli amici; Lorenzo non preoccupava Ilaria, ma lidea di un futuro senza di lui la turbava ancora. Per anni la famiglia aveva celebrato lanno nuovo nella casa dei genitori di Ilaria a Napoli, riunendosi per trequattro ore di allegria. Questanno i genitori erano partiti per le Terme di Sirmione, dove avrebbero brindato tra le nevi.

Ilaria chiamò la sorella minore, Ginevra, sperando ancora di inserirsi nei loro piani.

Ciao cara, dove festeggerai? Non sarebbe un problema se arrivasse una ragazza di quarantatré anni?

Oh, ma che bello! rispose Ginevra con entusiasmo non crederai, ti aspettiamo tutti! Sarà una grande festa di famiglia, come si deve.

Ginevra, nove anni più giovane di Ilaria, non era ancora sposata; era sempre di corsa, immersa nel lavoro e nella carriera. Aveva presentato Ilaria a qualche suo pretendente, addirittura avevano avviato una pratica di fidanzamento, ma nulla è arrivato al matrimonio.

È ora che ti sposi, sorella scherzò Ginevra. Un miracolo arriverà, un amico salverà laltro.

Non ci sarà festa, Ginevra replicò Ilaria Sandro sarà fuori con la sua compagnia, e con Giulio è una crisi, non cè tempo per le celebrazioni. Ho dei problemi, e volevo chiederti un aiuto.

Capisco, Ilaria! I tuoi problemi sono nella testa, fuori tutto è a posto. Non ti preoccupare, stasera dormi tranquilla rispose Ginevra. Una volta mi sono sentita male, ho abbassato la febbre e sono rimasta a letto tutto il sabato. I miei fratelli, sapendo che la mamma stava male, non mi hanno toccata, hanno lasciato che riposassi. Ho bisogno di tempo per riflettere. Parliamo di festa, dei genitori, li hai chiamati?

Sì, mi hanno detto che stanno bene, che si divertono come bambini in unasilo: fanno biglietti, ritagliano fiocchi di neve, decorano lalbero, provano numeri e indovinelli. Sono felici, quasi invidiabili rispose Ginevra, ridendo.

Concordo rise Ilaria avrebbero potuto anche annoiarsi.

Ho una proposta, sorella. La collega della mamma e sua buona amica Nadia ha una villa in vendita, la conosci? È una donna corretta, la casa è buona, ci piacerà. Sono al mare, mi ha mandato lindirizzo, le chiavi le ha consegnate al vicino. Domani andiamo, e lì festeggiamo il Capodanno! Basta di insalate, prepariamo spiedini, apriamo lo Champagne, che ne pensi?

Mi piace lidea, è perfetta. Vengo a dormire da te, partiamo insieme rispose Ginevra.

Il mattino seguente si lanciarono sullautostrada innevata, facendo una sosta al grande supermercato Iper. Lorenzo tornò dal suo volo dopo sei mesi di mare, trovando la casa coperta da una coltre bianca, quasi a metà altezza. Il camino scoppiettava, il ventilatore aspira polvere per venti minuti, e la veranda fu pulita in mezzora.

Nel capanno prese una scatola dalberi e una cassa di decorazioni. Lalbero fu addobbato con cura: palline di vetro, ghiaccioli e pigne. Il set di decorazioni, un dono tedesco dal luccichio autentico, risplendeva più di qualsiasi plastica moderna. Alla base cera un Babbo Natale di legno, posizionato con dignità, vestito di pelliccia, con cappello e guanti di seta, più maestoso di qualsiasi venditore di bibite.

Siamo rimasti soli, Lorenzo disse, sorridendo amaramente. Come capitano i capitani, ho trascorso sei mesi in mare e sei a casa, ma la vita mi ha tenuto ancora vicino ai genitori. Sono lultimo dei figli, con un fratello ventotto anni più grande e una sorella quindici più giovane; tutti lontani per il servizio, ma sempre in contatto.

Poi la sfortuna colpì: padre e madre morirono uno dopo laltro. Un nuovo contratto di navigazione divenne la sua ancora di salvezza, per non affondare nella solitudine della casa vuota. Un giorno sua madre, accarezzandolo la testa, gli disse:

Figlio mio, sposati, non voglio che tu resti solo.

Mamma, il lavoro non mi lascia, ma non ti preoccupare rispose Lorenzo.

Ti aiuterò disse lei dolcemente. Non ti presenterò le figlie delle compagne di classe, ma penserò ogni giorno al tuo futuro, alla tua felicità. Vedrai, andrà tutto bene.

Lorenzo invitò fratello e sorella a trascorrere il Capodanno nella casa di famiglia, ma tutti avevano già impegni e biglietti esauriti. Nessuno pensò di chiedere eredità; la casa non si poteva dividere, né vendere. Il fratello più anziano accettò di occuparsi del resto, lasciando la dimora ai genitori e al figlio più giovane.

Ilaria e Ginevra camminavano lungo la strada, osservando le case.

Ecco, è qui! Che dimora maestosa, sembra un piccolo palazzo esclamò Ilaria.

Non è abitata, è il vicino che ha riscaldato la casa per noi. Ho pulito il vialetto, ho avvisato. Che fortuna con i vicini, adoro tutto cantò Ginevra aprendo il cancello.

Lorenzo pelava le patate quando bussarono. Due giovani donne, una più giovane e sorridente, laltra più anziana, dal volto un po triste.

Buonasera, siamo appena arrivate, possiamo entrare?

Io sono Ginevra, vengo da Nadia rispose la più anziana.

Lorenzo, un po sorpreso, li fece entrare, poi si avvicinò alla finestra e osservò il corridoio.

Abbiamo deciso che se ci piacerà, resteremo per Capodanno. E ci è piaciuto! Che meraviglia di posto! disse Ginevra, accennando al camino.

Benissimo, facciamo una tazza di tè e poi andiamo al negozio a comprare provviste, a trenta chilometri da qui. Vuoi accompagnarmi? chiese Lorenzo.

Resterete con noi? Se non avete altri piani, andiamo rispose Ginevra.

Il tè fu servito, e mentre Ilaria sorseggiava al camino, Lorenzo e Ginevra erano già fuori con le borse. Il telefono squillò.

Pronto? Che succede? chiedé Ilaria.

È Giulio, la mia moglie è impazzita gracchiò la voce al telefono.

Calmati, è Capodanno, non offendere rispose Ilaria.

Dimmi, cosa ti manca? Sei stato fuori per sei mesi. Hai qualcuno? insisteva Giulio.

Impazzita? Sono solo passata a un livello diverso, da pentola lenta a pentola a pressione. Ho cercato di raggiungerti, il tuo silenzio non ha risposto, il tuo è per la famiglia è rimasto incompleto. Cosa preferisci, una passeggiata insieme o il lavoro senza fine? replicò Ilaria, più ferma.

Arriverò tra cinque minuti, parleremo. Non è giusto festeggiare separati. Sistemiamo tutto disse Giulio.

Ilaria, avvolta in un piumino, uscì nella notte. Dopo dieci minuti, il telefono squillò ancora.

Dove sei? Che fai? chiedé Giulio.

Sono davanti alla porta, è chiuso, buio, nessuno rispose Ilaria, confusa.

Prendi la chiave dei vicini, riscalda la casa suggerì Giulio. Non voglio disturbare.

Lorenzo e Ginevra tornarono con le sacche, sorridendo. Ilaria li accolse con una barzelletta sullautista e il navigatore.

Conosci la barzelletta della moglie che chiede al marito: Hai messo il navigatore in moto? chiese Ilaria.

No, racconta rise Ginevra.

Lui risponde: Sì, sto guardando come arrivare a Roma. concluse Ilaria, indicando lindirizzo Via del Bosco 7, Niccolò. Ginevra annuì, capendo subito lerrore.

Lorenzo, senza risentirsi, annotò lindirizzo corretto e aiutò Ginevra a togliere il cappotto.

Giulio arrivò poco prima dello scoccare le campane. I due uomini si stringettero la mano, e il resto della serata fu un dialogo fluido, senza tensioni. Fu una notte di Capodanno memorabile: Giulio tenne la mano della moglie per tutta la notte, come venti anni prima, mentre lei, silente, sorrideva e appariva giovane quanto la sorella.

Ginevra, convinta che i miracoli esistano, guardò Lorenzo e pensò che anche lui credesse allo stesso. Il giorno dopo, al tramonto, Ilaria e Giulio partirono verso casa, promettendo di tornare il quinto giorno per conoscere la famiglia di Lorenzo.

Quella notte, mentre Ginevra dormiva, Lorenzo rivide un sogno: un vecchio vestito di festa camminava accanto alla madre ancora giovane, come in una foto dalbume. Camminavano nel giardino innevato, chiacchierando piano.

Allora, sei contenta, ragazza? chiese il vecchio.

Non so come ringraziarti. Ti ricordi il coniglio di marzapane che mi regalasti quando avevo sei anni?

Non sono stato io, è tua nonna rispose il nonno, sorridendo.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

10 − 3 =