È tornato!

Tornò.

Ilaria, con le mani tremanti, sistemava il vaso sul tavolino del salotto. Lappartamento della nonna Nella Alessandrina profumava di pane appena sfornato e di una leggera fragranza di lavanda, che sembra sempre aleggiare nellaria. Nonna, donna di cinquantasette anni con una grazia severa, dava gli ultimi ritocchi prima dellarrivo dellospite.

Nonna, per favore, niente interrogatori con troppa curiosità, implorò Ilaria. Vittorio è un ragazzo timido, e tu lo guardi già con gli occhi che lo penetrarebbero.

Nella sorrise, aggiustandosi la mantellina di pizzo sulle spalle.

Se il tuo Vittorio ti è degno, i miei occhi non gli faranno paura. E se non lo è tanto meglio. Rilassati, nipote. Ho vissuto abbastanza per non spaventare i giovani.

Alla porta suonò il campanello. Ilaria corse a aprire. Sulla soglia cera Vittorio, con un mazzo di fiori e un sorriso un po colpevole. Il giovane era di corporatura sportiva, con lo sguardo aperto e i modi tranquilli.

Entra, fammi conoscere la mia nonna, Nella Alessandrina, sussurrò Ilaria, trattenendo il respiro.

Vittorio varcò la soglia, porse i fiori e fece un leggero inchino.

Piacere di conoscerla, Nella Alessandrina. Ilaria mi ha raccontato tanto di lei.

La nonna, al centro della stanza, rimase immobile. Non rispose al saluto. Il suo sguardo, di solito tagliente e valutante, divenne sfumato, come se guardasse oltre Vittorio, in un passato lontano. Un lieve sorriso si fermò sulle labbra, trasformandosi in unespressione di genuino stupore.

Nonna? chiese Ilaria preoccupata.

Nella rabbrividì e, come in un sogno, allungò la mano verso il mazzo.

Scusi, caro mi ha sorpreso. Grazie per i fiori. Molto gentile.

Vittorio, sentendo una leggera imbarazzo, si scambiò uno sguardo con Ilaria, che alzò semplicemente le spalle. La serata iniziò in modo strano. La nonna rimaneva stranamente silenziosa mentre sorseggiava il tè. Non fece le solite domande pungenti, ma osservava attentamente Vittorio: come teneva la tazza, come rideva, come sistemava una ciocca di capelli. Ilaria cominciò a preoccuparsi interiormente non gli piaccio, nonna, che sfortuna.

Ma Vittorio, per onore suo, rimaneva fiducioso. Parlò del suo lavoro, con una battuta ricordò lincontro con Ilaria alla fiera dei cani. Pian piano latmosfera si alleggerì.

E nella sua giovinezza, nonna, i galanti non andavano a piedi, vero? scherzò, prendendo un biscotto.

La nonna improvvisamente si animò.

Perché no? Andavano a piedi. Una volta si bloccò, guardando di nuovo Vittorio con quello sguardo penetrante. Scusi limpudenza, ma nella sua famiglia cerano avi aviatori? Dallaeronautica di Bologna?

Vittorio alzò le sopracciglia, sorpreso.

No, niente di tutto ciò! Nella nostra famiglia ci sono ingegneri e medici. Perché lo chiede?

Nella abbassò gli occhi, nascondendo un sorriso.

Solo unimpressione. Ha un aspetto che mi ricorda un giovane di un tempo, un certo Alessandro. Era un allievo quando io studiavo medicina. Corpulento, sguardo deciso e un fossetta sul mento quando sorrideva.

Ilaria guardava alternando la nonna e Vittorio, stupefatta. Notava già la fotogenia di Vittorio, ma non avrebbe mai immaginato una somiglianza così marcata.

Che è successo a quel tuo Alessandro? chiese delicatamente Vittorio.

La vita ha preso pieghe diverse, sospirò la nonna. Lo trasferirono in Siberia, io rimasi qui. Allinizio le lettere arrivavano, poi poi tutto si spense. Il primo amore raramente dura a lungo, ma resta nella memoria.

Si alzò, uscì dalla stanza e tornò con una foto ingiallita dal tempo. Sullo scatto cera una giovane donna snella in un vestito elegante e un giovane in uniforme da pilota, che la abbracciava per le spalle. Entrambi ridevano spensierati.

Ilaria e Vittorio si chinano sulla foto.

Nonna, è davvero un sosia di Vittorio! esclamò Ilaria. È identico!

Vittorio scrutò limmagine e sul suo volto comparve un rispetto quasi reverenziale.

Cè davvero una forte somiglianza, confermò. Sembra che abbia lonore di somigliare a un uomo di grande valore.

Nella guardò Vittorio, e nei suoi occhi non cera più stupore, ma una tenerezza quasi materna.

Sai una cosa, Ilaria? disse, senza distogliere lo sguardo dal giovane. Il tuo Vittorio mi piace. Molto. Ha occhi sinceri, come quelli di Alessandro.

La serata si trascinò oltre mezzanotte. La nonna ora interrogava Vittorio non come un severo esaminatore, ma come un saggio confidente, condividendo ricordi della giovinezza. Quando i due partirono, la abbracciò e gli sussurrò allorecchio:

Custodiscila. E siate felici.

Fuori, Ilaria si strinse forte a Vittorio.

Che tensione! Quasi mi hai preso per tua madre.

Vittorio sorrise pensieroso.

È una responsabilità Devo onorare non solo la tua fiducia, ma anche quella del giovane nella foto. Che strano sentimento.

A me piace, rispose Ilaria. Ora abbiamo una leggenda di famiglia: la prima storia damore della nonna torna a vivere in te.

Camminarono mano nella mano per le strade notturne di Roma, mentre dalla finestra del quinto piano si intravedeva ancora la sagoma di una donna anziana che li guardava sorridendo, come a benedire il futuro.

Nella rimase al finestrino finché le loro figure scomparvero nellombra del vicolo. Il silenzio avvolse lappartamento, rotto solo dal ticchettio dei vecchi orologi a pendolo. Ritornò al tavolo dove giaceva la foto, la prese fra le mani e accarezzò la superficie.

Alessandro mormorò. Che incontro. Non diretto, ma come un riflesso.

Si sedette sulla poltrona, e nella mente gli affiorarono scene di estati passate: alberi di melo in fiore nei pressi dellAccademia Militare, gli occhi luminosi del giovane quando le regalava un piccolo mazzo di gigli. Poi laddio alla stazione, le braccia forti, lodore della divisa, le promesse di scriversi ogni giorno. Le lettere, allinizio lunghe e piene di calligrafia elegante, poi sempre più rare, fino a cessare del tutto. Attese un anno, si risposò, ebbe una figlia, visse una vita lunga e, in gran parte, felice. Ma quel piccolo graffio rimase impresso nella sua anima.

E ora, dopo tutti questi anni il suo sorriso, la sua mascella, la fossetta. Come un fantasma che è tornato a controllare se sto bene pensò, sorridendo amaramente.

Non era una vecchietta sentimentale; la vita laveva resa pratica. Ma quellincontro risvegliò qualcosa di profondo, non pietà, bensì stupore per i capricci del destino.

La mattina dopo, Ilaria ricevette una chiamata da sua madre, Lidia, figlia di Nella.

Allora, comè andata ieri? La nonna ti ha fatto linterrogatorio? chiese con un sorriso.

Mamma, non ci crederai! scoppiò Ilaria. Lha quasi benedetto al varco! Si è scoperto che Vittorio è il ritratto vivente del suo primo amore, il pilota Alessandro. Lha mostrata con la foto! È davvero spaventoso!

Silenzio al telefono.

Alessandro? Un pilota? Lidia sembrò improvvisamente tesa. È quello nella vecchia foto con la copertina di pelle?

Lo conosci?

Un po, rispose Lidia, asciutta. Bene, vi faccio i miei complimenti. Saluta Vittorio da parte mia.

Ilaria chiuse il ricevitore, un po confusa. La madre parlava con una freddezza quasi formale.

Intanto Nella, spinta da un improvviso impulso, aprì il cassetto più profondo del comò. Lì non cera solo lalbum di cuoio, ma anche un piccolo fascio di lettere legate con un nastro azzurro. Da tempo non le aveva più riletto, ma ora la mano si mosse da sé.

Srotolò il nastro e prese lultima missiva, datata quando era già sposata. Proveniva da un amico di Alessandro, anchegli pilota. Nella ricordava il contenuto a memoria: il giovane era caduto durante una prova di un nuovo aereo. La lettera arrivò troppo tardi, quando la sua vita era già presa da altre strade. Dolore, rabbia, senso di colpatutto era sepolto da anni.

Accarezzò con le dita la carta ingiallita. Ecco, Ale, ci siamo ritrovati pensò. Il tuo sorriso, la tua risata ora sono accanto a mia nipote. Forse è così che continui a vivere, dopo tutti questi anni?

Suonò il campanello. Nella si irrigidì, infilò la foto e lalbum in un cassetto e andò ad aprire. Sulla soglia cera sua figlia, con uno sguardo preoccupato.

Mamma, devo parlarti. Ilaria ha appena chiamato, mi ha raccontato tutto.

Entra, Lidia, lasciò entrare Nella. Cosa ti ha detto? Di Vittorio?

Sì! Lidia si sedette a tavola. Mamma, capisco che sia toccante, i tuoi ricordi, ma non ti sembra di idealizzare troppo? Hai sempre detto che Alessandro ti aveva abbandonato, che aveva smesso di scrivere.

Nella fissò attentamente la figlia. Sentiva sempre quel filo di gelosia verso la prima storia non coronata. Lidia era nata da un matrimonio di convenienza, solido ma privo di passioni.

Non mi ha mai abbandonato, Lidia, disse Nella, con voce ferma. Alessandro è morto. Ho ricevuto la lettera del suo amico solo dopo essermi sposata.

Lidia rimase con gli occhi spalancati.

È morto? Perché non me lo hai mai detto?

E perché? Per farti credere che avrei potuto vivere unaltra vita? Che tuo padre fosse una seconda scelta? No. Ho vissuto la vita che ho avuto. Non rimpiango nulla. La verità lho tenuta per me. Finché ieri, non aveva alcun senso.

Lidia rimase in silenzio, assorbendo le parole. Il suo risentimento si trasformò in una strana compassione e rispetto per la madre.

Scusa, mamma, non lo sapevo

Non importa, figlia mia. Ascolta: questo giovane, Vittorio, è bravo. Io vedo attraverso le persone. E lui ricorda luomo più luminoso della mia vita. Voglio che Ilaria trovi la felicità, non come la mia, ma migliore. Capito?

Lidia annuì e, per la prima volta da tanto tempo, abbracciò sua madre con sincerità.

Quella sera, Ilaria e Vittorio tornarono a far visita a Nella. La nonna osservava la coppia armeggiare in cucina, preparando la cena, ridendo, sussurrando. Catturò lo sguardo di Vittorio, notò la solita fossetta sul mento, e sorrise piano.

Guarda, Ale, pensò silenziosa, rivolgendosi al giovane pilota del passato. Le nostre vite si sono incrociate ancora, su strade strane. E sembra che sia per il meglio.

Ilaria si avvicinò e le abbracciò la spalla.

A cosa stavi pensando, nonna?

Alla felicità, nipote. A come a volte arriva da dove meno te lo aspetti. Apprezzatela, indicò Vittorio. Valutate ogni attimo.

Ilaria si appoggiò ai capelli argentei di Nella.

Lo faremo, nonna. Promesso.

Nel frattempo, Vittorio tirava fuori dal forno una torta; il suo sorriso sotto la luce della lampada da cucina era identico a quello della foto ingiallita.

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