Il ricco signore donò una fattoria alla prima persona che incontrò; quando perse la sua attività, andò a chiedere un alloggio per vedere come avrebbero ricambiato la sua generosità.

Il signore facoltoso regalò una cascina al primo sconosciuto che incontrò. Quando perse gli affari, tornò a chiedere un tetto, sperando di capire se gli avrebbero restituito la generosità.
Dove credi di andare?!

Sergio, consapevole di non essere un santo, non poté fare a meno di rimuginare. Che cosa avesse quella donna a fare a camminare sul marciapiede sbagliato, tenendo per mano un bambino di circa cinque anni? Era decisamente temeraria.

Un camion si fermò a pochi centimetri dalla donna, che rimaneva immobile con gli occhi chiusi. Il piccolo iniziò a piangere, svegliandola dal torpore. Lo prese in braccio.

Non vedi che qui non cè la zebra?! Sergio cercò di parlare a bassa voce, ma la frustrazione trapelò.
Scusa non ho fatto caso, balbettò la donna.
«Non ho fatto caso»? Potrei finire in prigione per colpa tua! Pensa almeno al bambino, se non ti importa degli altri!

Si voltò di scatto:
Ti ho detto scusa! Avresti dovuto non fermarti affatto sarebbe stato più semplice per entrambi

Non sembrava ubriaca né stolta.
Sali in macchina, ordinò Sergio.

Lei lo guardò sorpresa:
Sì ti do un passaggio. Guarda, cè un ingorgo.

Lingorgo, composto da sole cinque auto, la metteva a disagio. Sergio la osservò di lato: stringeva il figlio al petto, una madre premurosa. Ma perché reagiva così? Qualcosa era accaduto.

Perché ti interessano i problemi altrui? sospirò, ma salì comunque.

Il veicolo si fermò davanti a una trattoria.
Vieni a pranzo, parliamo, propose Sergio.
No, è imbarazzante
Tranquilla, è il mio locale. Consideralo un scuso da parte mia. Sono stato distratto, ti ho spaventato. A proposito, presentiamoci. Io sono Sergio.
Loredana, e questo è Marco, rispose la donna.

Mentre aspettavano il piatto, Loredana sembrò persa nei pensieri e poi parlò:

In generale tutto è crollato Fino a ieri pensavo andasse tutto bene. Ieri sera mio marito ci ha cacciati di casa, ha detto di aver trovato un nuovo amore vero, e noi non servivamo più. Sono a casa con il figlio, senza lavoro né amici Se questo è il tuo ristorante, potresti darmi un impiego? Posso lavare i piatti, spazzare, qualsiasi cosa per tirare avanti.

E dove vivrai? Chi si occuperà di Marco mentre lavori? chiese Sergio.

Loredana abbassò lo sguardo:
Non lo so non so più cosa fare.

Sergio indicò i piatti:
Mangiate e date da mangiare a Marco. Troveremo una soluzione

Il suo cuore si strinse per la donna, incapace di capire come un marito potesse trattarla così. Lei sembrava dignitosa, non aveva nemmeno pensato di denunciarlo. Solo una borsa con i suoi effetti. Come poteva aiutarla? Sergio, che di solito fuggiva dagli impegni, sentì il desiderio di farlo, ma non sapeva ancora come.

Il cellulare vibrò in tasca.
Sì, ciao.
Sergio Vasì, dobbiamo comprare mangime, ne hai preso lo scorso mese.
Certo, mando i soldi. Problemi? Nessun acquirente?
Nessuno ha chiamato povero animale, non è colpa sua
Va bene, presto arriverà qualcuno e potrai passarglielo.

Dallaltra parte una voce anziana, la vicina di casa, sembrava più allegra. La situazione della fattoria era caduta sulle spalle di Sergio inaspettatamente. Lo zio, che aveva visto una volta, possedeva una piccola azienda agricola in Toscana. Sergio vi andò, pagò la signora anziana per la cura degli animali, ma non sapeva che fare con loro. Rimise il telefono in tasca e guardò Loredana:

Hai mai visto mucche o pecore?
Ho vissuto in un paesino fino ai quindici anni, poi ci siamo trasferiti, rispose.

Sergio si animò:
Che ne dici di tornare al villaggio? Ti spiego tutto Ti darò la fattoria! Potrai gestirla come vuoi: vendere, comprare, sviluppare. Non mi serve nulla, mi dispiace lasciarla. Il villaggio ha scuola, forse un asilo, tutto il necessario. E Marco sarà a posto.

Loredana rimase a bocca aperta:
Sei serio? Ma è tua

Sergio alzò le mani:
Se la togli dal mio nome, sarò felice! Vendere tutto richiederebbe mille scartoffie, la fattoria non varrebbe nulla. È solo una perdita di tempo.

Gli occhi di Loredana brillavano:
Ma siamo sconosciuti

Pensa a questo come a un favore per me! Non dovrò più occuparmene, né pagare nulla. Hai la patente? chiese.
Lei annuì.

Cè anche dellattrezzatura in garage. Lo zio aveva venduto qualche cosa. Usa quello che trovi, basta che il villaggio non mi prosciughi più.

Loredana sorrise:
Unora fa non credevo più nella bontà della gente. Quando il più vicino ti tradisce, sembra che tutti siano cattivi. Ora vedo che ci sono ancora cuori buoni, forse più di quanti pensassi.

Sergio chiamò lamministratore:
Orazio, prendi le chiavi della mia auto e porta queste persone allindirizzo. Qualcuno coprirà le spese, non cè nessuno in giro.

Loredana osservò campi e boschi scorrere e sorrise. Quanto le mancava il villaggio! Marco sarebbe stato felice lì. La casa era in buone condizioni Sergio, ricco e dal cuore grande, li fece arrivare davanti a una villa di pietra.

Orazio li aiutò a scaricare i sacchi. Sergio gli diede qualche euro e gli chiese di fermarsi al negozio di alimentari. Loredana prese tutto il necessario; non erano pochi pacchi. Orazio, vedendo la scena, si mise a dirigere il carico.

Sergio mi ha avvisato, disse la vicina anziana, Anna Fiorenza. Che gioia sapere che vivrai qui! Una casa così non può restare vuota, e io sono stanca.

Anna rassicurò Loredana:
Non ti preoccupare, ti aiuterò finché non ti sistemerai. Hai tutta lautorità qui.

Loredana rise:
Certo! girò su se stessa come una bambina. È tutto diverso dallappartamento che avevo con mio marito! Qui un intero salone starebbe in una stanza!

Anna le mostrò stoviglie e

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