Suocera è tornata quando nessuno se lo aspettava

Giovanna Bianchi tornò quando nessuno se lo aspettava.
Non ci credo! Non riesco a vedere con i miei occhi! disse Alessandro, sbalordito, fissando la donna che si trovava sulla soglia del loro appartamento. Giovanna Bianchi, sei tu?

E chi ti aspettavi di vedere, caro genero? Gli alieni? rispose la signora con un sorriso beffardo, sistemando la ciocca di capelli grigi che le spuntava sotto il cappello.

Ma ma avevi detto che eri andata via per sempre! A Rimini! Hai comprato un appartamento lì

Ho venduto quellappartamento, scacciò Giovanna, spingendosi nel corridoio con due enormi valigie. E tu resterai lì a fare il palo? Dai una mano a tua moglie con i bagagli!

Alessandro afferrò i manici delle valigie quasi per riflesso. Una sola domanda gli rimbombava nella testa: «Come dirò a Ginevra?» La moglie, da tre anni, viveva con la convinzione che sua madre avesse trovato una vita serena sulla costa adriatica, in una sua casa, godendosi il meritato riposo lontano dal freddo e dal trambusto di Roma.

E Ginevra? È ancora al lavoro? chiese Giovanna, curiosando senza ritegno per lappartamento. Oh, non ho visto la mia bambina da uneternità! Quanto mi mancava!

Oggi è in ritardo per un progetto urgente, balbettò Alessandro, posando le valigie contro il muro. Giovanna Bianchi, non avresti potuto avvisarci prima? Avremmo potuto prepararci, accoglierti

Sorpresa, genero! scoppiò a ridere Giovanna. Mi piacciono le sorprese. A proposito, perché qui è così polveroso? Non tenete mai in ordine? E quelle tende, che disastro! Ho detto a Ginevra che non servivano a nulla, bisogna cambiarle domani stesso.

«Ecco linizio», pensò Alessandro, ricordando tre anni prima quando la coppia aveva festeggiato la decisione di Giovanna di trasferirsi al Sud. La suocera aveva venduto il suo appartamento a Roma, comprato una casa a Rimini e proclamato di voler cominciare una nuova vita lontano dal gelo. Quella mossa era stata per loro un vero regalo, perché prima di allora Giovanna compariva a casa loro senza preavviso, criticava ogni cosa e dava consigli su come dovevano vivere.

Capisco, ora siete di nuovo a Roma? chiese cautamente Alessandro.

Per sempre! annuì soddisfatta Giovanna. Rimini è bella, ma le vecchie ossa si abituano al clima di casa. E poi, come potrei vivere lontano dalla sola figlia e dai nipoti?

Non abbiamo figli, corresse subito Alessandro.

Ecco perché è un disastro! Non invecchiate, ma io voglio fare la nonna finché posso ancora camminare.

Il cellulare di Alessandro vibra. Un messaggio di Ginevra: «Arrivo tra mezzora, comprami latte e pane, per favore».
«Come dirglielo?», pensò Alessandro, osservando la suocera che si era già sistemata sul divano, accendendo la televisione come se non fosse partita da nessuna parte.

Giovanna, dove vi sistemerete? osò alla fine chiedere.

La suocera lo guardò come se fosse impazzito.

Dove? Da voi, ovviamente! Temporaneamente, finché decido il da farsi. Un mese, forse due vedremo.

Alessandro sentì il cuore fermarsi. Il loro monolocale era minuscolo e lidea di condividere quei pochi metri quadrati con Giovanna gli provocava un vero panico.

Ma è già stretto iniziò.

Non sono esigente, sbuffò Giovanna. Dormirò sul divano del soggiorno. A proposito, quel divano è un tormento. Perché non lavete ancora cambiato?

Proprio allora la porta dingresso sbatté: era Ginevra, ancora ignara della sorpresa che lattendeva.

Alessandro, sei a casa? Sono esausta, cado a terra, entrò Ginevra e si fermò di colpo vedendo la madre. Mamma?!

Ginevra! scattò Giovanna, balzando dal divano con unenergia che non le apparteneva più, e la strinse forte. Figlia mia! Quanto mi sei mancata!

Mamma, ma come? Perché non mi hai avvisata? si lamentava Ginevra, stringendo la madre tra le braccia e lanciando occhiate interrogative al marito.

Volevo farti la sorpresa! proclamò Giovanna trionfante. E vedo che ce lho fatta!

Ma cosa è successo? Cè qualche problema con lappartamento di Rimini? chiese Ginevra, cercando di liberarsi dalla stretta.

Lho venduto, scacciò la suocera. Non è stata la mia vita lì. Tutto è estraneo. Qui ho medici di fiducia, amiche e tu.

Ginevra si sedette sulla sedia, cercando di assimilare la notizia. Alessandro rimaneva immobile, incerto su cosa dire. Si scambiarono sguardi preoccupati.

E ora dove vivrai? domandò Ginevra cauta.

Per ora rimarrò da voi, e poi vedremo. Magari prendo una stanza o un piccolo monolocale. Ho i soldi della vendita, ma non li voglio spendere subito rispose Giovanna. Non è che voglio buttarmi a spendere tutto.

E i tuoi averi? chiese Alessandro.

Ho venduto parte, ho regalato il resto. Lessenziale è qui, nelle valigie.

Alessandro vide la moglie lottare contro lo shock. Tre anni di libertà e indipendenza, di sistemare la casa a loro gusto, si stavano sgretolando in un attimo.

Mamma, forse dovresti stare da Valentina? propose Ginevra, indicando lamica che vive in un trilocale.

Da Valentina? sbuffò Giovanna. La mia amica, non la figlia! Ginevra, mi stai facendo impazzire con queste proposte!

Ma è davvero stretto qui, mamma. Un monolocale non basta

Ho già detto, non sono esigente. Dormirò sul divano, non disturberò nessuno.

Alessandro e Ginevra si guardarono: sapevano che convincere Giovanna non sarebbe stato possibile.

Va bene, sistemiamoci sospirò Ginevra. Preparerò la cena.

Io ci sono! esclamò Giovanna. Così vedrò se hai imparato a cucinare qualcosa di diverso dal solito minestrone!

Ginevra strinse gli occhi, ma tacque. Alessandro le pos

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