La Sorella Ha Invitato a Casa. E Poi Ha Cacciato Via!

Veronica è al bivio, incrocia la porta e grida: «Esci subito dalla mia casa!». La sua voce vibra di rabbia mentre incrocia le braccia.

Allegra, confusa, la fissa: «Che succede? Tu mi hai invitata, ho chiesto di stare da te finché»

«Ho cambiato idea!» la interrompe Veronica. «Basta! Prepara le cose e vattene!»

Allegra si volta verso la borsa sul divano. È arrivata da Bologna tre ore fa e non ha ancora sistemato nulla.

«Veronica, spiegami almeno cosa è successo», prova a dire, cercando di mantenere la calma, ma la voce le trema.

«Non è successo nulla. Tu non servivi più qui. Pensavo di potermi gestire con la tua presenza, ma no. Prendi un taxi, ti lo chiamo», risponde Veronica.

Allegra afferra lentamente la borsa, le mani tremano, una gola secca le stringe. Non si vedono da quasi due anni, da quando la mamma è morta. Un improvviso invito di Veronica, parole calde, ora la cacci via senza motivo.

«Vado via, subito», sussurra tra le lacrime.

Veronica tamburella le dita sullo stipite, osserva la sorella sistemare gli ultimi oggetti. Il suo volto resta imperturbabile, solo le fossette sulle guance tradiscono la tensione.

Allegra si ferma sulla soglia, guarda Veronica. Hanno gli stessi occhi castani, gli zigomi alti, il mento deciso. Ora Veronica le sembra una sconosciuta.

«Addio», dice, uscendo.

«Addio», riecheggia Veronica, chiudendo la porta con uno schianto.

Allegra scende le scale, nella mente rimbalzano frammenti dellultima chiamata avvenuta una settimana fa.

«Allegra, vieni da me», sente la voce di Veronica nel cellulare, «stai qui finché finisce il rifacimento del tuo appartamento. È ora di ricucire i legami, che ne pensi?»

«Sei sicura?», chiede cauta Allegra. «Dopo tutto quello che è successo»

«Dai! Siamo sorelle. Certo ci sono state divergenze, ma è tempo di chiudere. Vieni sabato, ti aspetto», risponde Veronica.

Allegra, con la borsa in mano, tenta di capire cosa sia cambiato in tre ore. Veronica la accoglie cordialmente, prepara la tavola, la interroga sulla vita poi scompare in unaltra stanza, finge di prendere una chiamata. Quando torna, è come se fosse unaltra persona.

Il cellulare vibra: «Il taxi arriva tra sette minuti, aspetta al portone». Allegra sospira, esce dalledificio. Fuori è fresco, una pioggia leggera inizia a cadere. Posiziona la borsa a terra, prende il telefono: deve decidere dove andare.

Lunica opzione è Paolo, un vecchio compagno di classe con cui ha parlato spesso ultimamente. Paolo vive solo in un bilocale a Milano e sicuramente la accoglierà per qualche giorno.

«Pronto, Paolo? Ho un problema», dice Allegra.

Paolo ascolta il racconto confuso e, senza domande, le manda lindirizzo.

«Ti aspetto, non preoccuparti», le dice, e la sua voce calma le dà un po di sollievo.

In taxi, Allegra lascia scorrere le lacrime. Lira brucia il cuore. Che cosa ha fatto di male a Veronica da meritare tale trattamento? Forse le vecchie ferite sulleredità della casa della madre sono ancora troppo profonde.

Ricorda il litigio dopo la morte della mamma: Veronica voleva vendere lappartamento di famiglia, Allegra lottava per conservarlo, pieno di ricordi. Alla fine Allegra ha comprato la quota di Veronica, indebitandosi, ma ha tenuto la casa.

Il taxi si ferma davanti al palazzo di Paolo. Allegra paga, scende e lo trova al portone.

«Non fare quella faccia», sorride Paolo, prendendo la borsa. «Ce la faremo».

Lappartamento di Paolo è caldo e accogliente. Prepara tè, biscotti e ascolta la storia di Allegra.

«Mi sembra che ci sia qualcosa di strano», osserva Paolo dopo che ha finito. «Veronica non ti ha invitata per caso. Qualcosa è accaduto mentre eri da lei.»

«Niente di particolare», scrolla le spalle Allegra. «Abbiamo preso il tè, chiacchierato poi il suo telefono è suonato, è andata in unaltra stanza e, quando è tornata, era irritata.»

«Ti sembra strano che sia uscita in unaltra stanza? Di cosa parlava?»

Allegra riflette. «Parlava a bassa voce. Quando è tornata, ha iniziato a chiedermi quanto tempo intendevo stare, anche se ne avevamo già discusso al telefono. Dovevo stare lì due settimane finché finiva il rifacimento.»

«Chi fa il rifacimento?», chiede Paolo.

«Una ditta consigliata da Veronica, i conoscenti del suo ex marito, dicono siano bravi e a buon prezzo», risponde Allegra, amara.

Paolo si aggrotta. «Hai controllato i lavori?»

«No, mi fido di loro. Ho le chiavi, ma non sono entrata da una settimana. Pensavo di controllare presto.»

«Andiamo a vedere subito», propone Paolo, con un cattivo presentimento. «È tardi, lo so, ma è meglio sapere subito se va tutto bene.»

Mezzora dopo arrivano al palazzo di Allegra. Salendo le scale, sente voci soffuse e il rumore di mobili spostati.

«Cè qualcuno», sussurra, fermandosi.

Paolo prende le chiavi dalle mani di Allegra e apre la porta. Nella hall ci sono scatole, valigie. In salotto, fra il caos, è Veronica, intenta a spiegare qualcosa a due uomini robusti che spostano un armadio.

«Che succede?», chiede Allegra, fissando la scena.

Veronica sobbalza, sorpresa, poi irritata.

«Allegra? Che ci fai qui?»

«È la mia domanda! Che cosa sta succedendo nella mia casa?»

Veronica si aggiusta i capelli, nervosa.

«Posso spiegare»

«Lo spero», risponde Allegra, incrociando le braccia, proprio come aveva fatto la sorella poco prima.

Veronica guarda i traslocatori, esitanti, e dice: «Ragazzi, fate una pausa.»

«Aspetto», ricorda Allegra.

Veronica sospira e si siede sul divano.

«Sto divorziando da Igor. Mi ha cacciata dal nostro appartamento e non ho né casa né altro. Volevo stare qui finché trovo qualcosa.»

«E quindi mi hai tirata fuori di casa, hai inventato il rifacimento e ti sei infilata qui?», ribatte Allegra, incredula.

«Non è così», risponde Veronica, distogliendo lo sguardo. «Allinizio volevo riconciliarmi, pensavo di stare insieme per un po e ricostruire il rapporto ma ho capito che non ce la faccio. Troppi rancori tra noi.»

«E così hai deciso di rubare il mio appartamento?», insiste Allegra, le mani tremano per la rabbia. «Scacciandomi di casa?»

«Volevo solo spiegarti, ma non avevo dove andare», alza la voce Veronica. «I lavori non esistono, li ho inventati per farti venire. Pensavo di convincerti a cedere lappartamento, ma sei stata troppo testarda.»

«Testarda?», esclama Allegra, quasi soffocata. «Stai manipolando e mentendo a tua sorella! Che ti è successo, Veronica?»

Veronica si alza furiosa. «Sei sempre stata la preferita della mamma, tutto ti è venuto facile! Se avessimo venduto la casa, avrei potuto comprare un appartamento e non dipendere da Igor!»

Allegra abbassa la voce. «Quindi sei ancora arrabbiata per il fatto che ho voluto salvare la casa di mamma? Ma ti ho pagato la tua quota, anche se con ritardo!»

«Non è questione di soldi! È che non ti sei mai curata dei miei sentimenti!»

Allegra scuote la testa. «Non è vero, ti ho sempre voluta bene. Ti do ancora una possibilità per rimediare.»

Veronica si irrigidisce. «Hai due scelte: raccogli subito le tue cose e te ne vai, o chiamerò la polizia per violazione di domicilio.»

Paolo, rimasto in silenzio, fa un passo avanti. «Allegra, forse cè un compromesso? Siamo sorelle.»

«No», risponde Allegra con decisione. «Niente compromessi. Sono stanca delle sue manipolazioni. Veronica, decidi: vai via o chiamiamo la polizia.»

Veronica la fissa con odio, poi, vedendo la determinazione di Allegra, cede.

«Va bene, me ne vado. Ma non pensare che sia finita», sbatte la porta.

Unora dopo, Veronica se ne va, la porta sbatte pesante. Allegra si siede sul divano, provata e vuota.

«Vuoi che resti con te?», chiede Paolo, sedendosi accanto.

«Se non ti dispiace», risponde Allegra. «Ho davvero bisogno di qualcuno ora.»

«Certo», prende la sua mano. «Penso che Veronica stia attraversando un periodo difficile: divorzio, nessuna casa Non giustifica il suo gesto, ma lo spiega.»

«Forse», sospira Allegra. «Ma sono stanca dei continui litigi. Lei crede che io abbia tutto più facile, ma non è così.»

Rimane in silenzio, raccogliendo i pensieri. «Quando la mamma è morta, è stato devastante. Eravamo vicine, ma poi ci siamo allontanate. Lei voleva vendere lappartamento, io volevo mantenerlo perché era lultimo legame con lei.»

Paolo stringe la mano. «Ognuno elabora il dolore a modo suo. Forse per Veronica è un modo per sfuggire ai ricordi dolorosi.»

«Forse», annuisce Allegra. «Ma mentire, cacciarmi di casa è troppo. Non so se riuscirò a perdonarla questa volta.»

«Datti tempo», consiglia Paolo. «E anche a lei. Quando le emozioni si calmeranno, forse potrete parlare con più serenità.»

«Forse», risponde, incerta. «Prima devo capire i miei sentimenti.»

Silenzio. Fuori il crepuscolo avvolge la città. Lappartamento, ancora segnato dalla presenza di Veronica, si fa più quieto. Allegra pensa a quanto la vita sia strana: la sorella, una volta confidente, è diventata quasi unavversaria, mentre un vecchio compagno di scuola si è rivelato più affidabile del sangue.

«Grazie», dice Allegra, rompendo il silenzio. «Non so cosa farei senza di te.»

«È un piacere», sorride Paolo. «Ti va di uscire questo weekend? Un film o una passeggiata al parco?»

Allegra sorride. «Con piacere.»

Una settimana dopo, il cellulare vibra. È Veronica. Il dito resta sospeso sul pulsante di risposta, ma alla fine Allegra risponde.

«Pronto», dice Veronica, incerta. «Allegra, dobbiamo parlare.»

«Di cosa?», chiede Allegra, fredda.

«Volevo scusarmi. Quello che ho fatto è stato sbagliato, mi dispiace davvero», balbetta Veronica.

Allegra resta in silenzio, incerta su cosa rispondere.

«Sono in una situazione difficile», prosegue Veronica, «ma non giustifica il mio comportamento. Non dovevo trattarti così.»

«Non dovevi», concorda Allegra.

«Capisco la tua rabbia, è legittima», la voce di Veronica trema. «Spero che un giorno tu possa perdonarmi. Siamo comunque sorelle.»

Allegra inspira profondamente. «Non lo so, Veronica. Ho bisogno di tempo.»

«Certo», risponde rapidamente. «Capisco. Sappi solo che mi dispiace davvero.»

Dopo la chiamata, Allegra fissa fuori dalla finestra, riflettendo. Veronica, con tutti i suoi difetti, è ancora sua sorella, lunico legame rimasto dopo la madre. Forse col tempo riuscirà a perdonarla, ma non adesso. Deve guarire le proprie ferite e imparare a fidarsi di nuovo.

Il cellulare vibra di nuovo: «Che ne dici di una passeggiata al parco domani? Dicono che farà bel tempo», messaggio di Paolo.

Allegra sorride e risponde: «Con piacere».

La vita continua, nonostante tutto. E chissà, forse un giorno le due sorelle potranno ricostruire il loro rapporto. Per ora, però, Allegra si concentra su chi è davvero accanto a lei nei momenti difficili, e su come non aggrapparsi a legami tossici solo perché di sangue. Il futuro è incerto, ma la sua volontà di ricominciare è più forte che mai.

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