Fino alla Consulta, Svetlana ha fatto fatica ad arrivare

Ciao, ti racconto un capitolo della vita di Fiorenza, così comè successo, quasi come se lo stessi raccontando al bar.

Fino alla clinica di Milano, Fiorenza barcollavasi era slogata il ginocchio in un modo talmente brutto che quasi non riusciva più a mettere su un passo. È inciampata per caso, così che a malapena camminava. Un tipo pelato, più scattante di un piccione, le ha sorpassato la fila e, proprio davanti al naso, è già davanti al dottore. Fiorenza, stremata, si è appoggiata a una sedia e, con un filo di rabbia, ha sussurrato: Ecco gli uomini, non cedono mai! Una signora accanto lha sentita e ha risposto: Lo sai, è già passato stamattina, ancora non gli trovano la protesi giusta. È stato veloce, quindi è qui! poi ha riso a squarciagola: Bravo Andrea, il mio vicino. Purtroppo la vita non gli è andata liscia: ha dovuto togliersi la gamba fino al ginocchio, la moglie lha lasciato. Pensavamo fosse un caso, ma guarda come salta, più agile di una bambina! Nessun figlio, nessuna parentela. Proprio in quel momento, un uomo un po zoppicante è uscito dallambulatorio col sorriso, ha strizzato locchio a Fiorenza e alla sua compagna e ha detto: Allora, ragazze, pronte a viverci alla grande! e se ne è andato.

Fiorenza ha alzato un sopracciglio, ragazze, ha pensato, non era più per lei. Si era sposata presto, il marito dodici anni più grande. Per loroscopo erano entrambi cani, così compatibili. Paolo, il marito, adorava i cani; poco dopo hanno preso un bassotto chiamato Briciola. Poi Fiorenza è rimasta incinta.

Gli amici non smettevano di lodarla: Che famiglia perfetta! Appartamento a Brera, macchina, casa al lago, cane, presto arriverà un bambino. Ma al sesto mese Fiorenza ha avuto un aborto spontaneo. Paolo lha consolata, poi ha detto: Che possiamo fare? Non siamo più giovani, ma abbiamo Briciola, il nostro bassotto. Fiorenza amava il cane, Paolo lo portava spesso alle esposizioni, ma quel cucciolo poteva davvero sostituire un figlio?

Al risultato dellesposizione, Paolo ha incontrato Oliva, che anche lei aveva un bassotto. Oliva, più giovane di ventanni, gli ha confidato che avrebbero avuto un bambino, e lui, con un sorriso furbo, le ha risposto: Sì, sei giovane come me, io sono quasi vecchio. Oliva ha davvero quasi ventanni in meno di lui, e il destino ha riso su di loro. Fiorenza, col suo cuore, sentiva di invecchiare più del suo corpo, da qui a pensionarsi sembrava solo un battito di ciglia. Quarantatré e ancora così, ma dentro mi sento una vecchia! ha pensato.

Una settimana dopo, il ginocchio era quasi guarito; Fiorenza è tornata dal medico e ha incrociato di nuovo luomo pelato. Scusi, signorina, passi pure, entro, ho saltato la fila, le ha detto con un sorriso di chi si scusa. Quando è uscita dallambulatorio, lui era ancora lì, appoggiato al portone. Il prossimo, signora! ha gridato linfermiera. La chiamano, Fiorenza, ha commentato Fiorenza, sorpresa che non andasse dentro. Io sono già stato, scherzo, ti aspetto, bella ragazza. Mi chiamo Andrea, e tu? Fiorenza? Lo sapevo già. Che altro potrei chiamare una donna così brillante e dagli occhi chiari? Posso accompagnarti, sono un invalido solo per farti compagnia?

Fiorenza ha sorriso: Se sono bella, tu non ti assomigli proprio a un invalido. Sono usciti insieme, Andrea le ha raccontato un po di sé, poi le ha offerto di appoggiarsi al suo braccio perché continuava a zoppicare. Ti va di entrare in quel piccolo bar? ha indicato. È buono e a buon mercato, ti offro colazione, non ho ancora fatto colazione. Con lui è stato divertente e leggero, e Andrea le ha chiesto di incontrarsi ancora, cosa che Fiorenza non ha rifiutato.

Un giorno Andrea, con la sua tipica franchezza, le ha detto: Fiorenza, non dire che ho fretta, ho solo paura che qualcuno mi superi al viraggio e rimanga a guardare il mio naso. Sono zoppo, pelato, e tu sei una donna giovane e bella! Ha fatto una pausa, poi ha aggiunto: Fiorenza, sposami! Non credere che ci conosciamo poco, sogno di passare il resto della vita a scoprirti. Ho un appartamento, lavoro, sono forte. Ha guardato la ragazza, poi ha abbassato lo sguardo, So che forse non vuoi ma chi oggi vuole un invalido? Oggi tutti cercano salute e denaro.

Fiorenza è scoppiata a ridere: Andrea, sei il migliore! Era imbarazzante dire di sì subito, ma accetto!

Il matrimonio è stato una festa improvvisa, e quasi subito Fiorenza è rimasta incinta. Non se lo sarebbe mai immaginata, perché da anni si era rassegnata a non avere figli. Il tempo sembrava aver girato al contrario: era di nuovo giovane, bella, amata. Guarda, Andriolo, il nostro piccolo Sandro è già riccioluto! si è meravigliata Fiorenza. Andrea, passando la mano sulla calva lucida, ha risposto: Sono io il pelato, il zoppo, ma prima ero unaquila bionda, riccioluta. Il nostro bimbo ha gli occhi di mamma e i ricci di papà.

Fiorenza non riusciva a smettere di guardare Sandro, quasi non ci credeva. È un miracolo, un figlio nostro! Se non ci fossimo incontrati, non avremmo questo bambino. Allora è scoppiata a piangere. Andrea, sorpreso, le ha chiesto: Che succede, amore? Smetti, sei la mia piccola, sto bene! Guardami, è nostro, non può non esserci. È destinato a nascere, ne sono sicuro. Non siamo qui per caso, altrimenti sarei sparito senza di te. Non piangere, tesoro.

Fiorenza, asciugandosi le lacrime, ha risposto: Piango di gioia. Si è stretta più forte a lui. Sai, è la prima volta nella vita che piango di felicità. Un sorriso le ha illuminato il viso, le lacrime brillavano come diamanti. Era ricca di amore e di gioia. Dopo tutto, il tesoro più grande sono i figli, e la felicità è lamore.

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Fino alla Consulta, Svetlana ha fatto fatica ad arrivare
Resterai sola, ma con stile!