**Diario di Marco 12 Aprile**
Oggi è successa una cosa che mai avrei immaginato. Lucia, mia moglie, mi ha scoperto in diretta al matrimonio della sua migliore amica mentre lei credeva fossi a pescare con gli amici.
“No, no e poi no!” Lucia alzò le mani disperata. “Non posso venire a questo matrimonio, Elisa! Sai bene che Luca ha organizzato la pesca con Gianni. Hanno preparato tutto da un mese, non posso cancellare allultimo.”
“Ma è il matrimonio di Sofia!” ribatté Elisa, posando bruscamente la tazza di caffè. “La tua migliore amica dalluniversità! Non ti perdonerà mai se non vieni. Che pesca può essere più importante?”
“Per Luca è sacro” sospirò Lucia. “Raramente esce senza di me. Ha parlato di questa gita tutta la primavera, ha comprato attrezzatura nuova, la tenda Non posso deluderlo.”
“E Sofia, invece, sì?” Elisa scosse la testa. “Ha scelto la data proprio perché potessi arrivare da Parma. Il tavolo è già pagato, e nel lista invitati ci siete entrambi.”
Lucia si sistemò nervosamente una ciocca di capelli. Quel dilemma la tormentava da giorni. Da un lato, il matrimonio di Sofia, amica di una vita. Dallaltro, la pesca che Luca aspettava da mesi. E come per sfortuna, tutto coincideva nello stesso weekend.
“Forse potrei venire da sola?” propose incerta. “Spiegherò la situazione, Sofia capirà.”
“Certo che capirà” sbuffò Elisa. “Però si offenderà per sempre. Ti ricordi quando ti ha ignorata per settimane dopo che le mancasti al suo compleanno tre anni fa?”
“Era diverso” obiettò Lucia. “Me ne ero dimenticata, questa è una ragione valida.”
“Sì, la pesca” commentò Elisa con sarcasmo. “Fa come vuoi. Ma poi non dire che non ti avevo avvisata.”
Quella conversazione lasciò Lucia turbata. Tornando a casa, ripensò alla situazione. Forse poteva parlarne di nuovo con Luca? Spiegargli quanto quel matrimonio fosse importante? Ma lui era così entusiasta della pesca, aveva aspettato quel weekend per mesi Sarebbe stato egoista chiedergli di rinunciare.
Luca laspettò sulla porta, aiutandola a togliere il cappotto. Profumava di fresco e di qualcosa di buono dalla cucina.
“Ho preparato la cena” disse sorridendo. “La tua pasta ai frutti di mare preferita. Comè andata la giornata?”
“Bene” Lucia gli diede un bacio sulla guancia. “Ho visto Elisa, ti saluta.”
A cena, la conversazione cadde inevitabilmente sul weekend.
“Sei sicura che non ti dispiaccia se vado a pescare?” chiese Luca, scrutandola. “Se questo matrimonio è così importante, posso rimanere.”
“No, no” rispose in fretta Lucia. “Vai pure. Lavete organizzato da tempo. Capisco.”
“Davvero?” sembrava ancora preoccupato. “Gianni dice che là il segnale è pessimo, forse non riuscirò a chiamare. Ma cercherò di mandare messaggi quando posso.”
“Tutto a posto” lo rassicurò. “Divertiti, prendi tanti pesci. Io probabilmente andrò al matrimonio, non posso mancare. Verrò da sola, spiegherò che sei a pesca.”
Luca annuì, ma nei suoi occhi balenò qualcosa che somigliava a sollievo. Lucia pensò fosse contento di non dover rinunciare alla gita.
Venerdì mattina fu caos. Luca controllava canne da pesca, tenda, sacco a pelo, chiamando Gianni per i dettagli.
“Non dimenticare la canna, pescatore improvvisato” scherzò Lucia, guardandolo correre per casa alla ricerca della torcia. “E che abbocchino tanti pesci.”
“Grazie, amore” la strinse forte. “Stai attenta, non annoiarti. E saluta Sofia.”
“Certo” gli affondò il naso nel collo, respirando il suo profumo. “Senza di te sarà meno divertente.”
“Starai benissimo” la baciò sulla fronte. “Dai, devo andare. Gianni mi aspetta giù con la macchina.”
“Mi porterai del pesce?” chiese sulla porta.
“Ma certo!” strizzò locchio. “Festa per tutti!”
Quando la porta si chiuse, Lucia sentì un vuoto strano. Tre giorni senza Luca. Raramente stavano lontani, persino in vacanza viaggiavano insieme. Ma pazienza, il weekend sarebbe volato. E poi, domani il matrimonio: una distrazione perfetta.
La sera chiamò Sofia, spiegando lassenza di Luca. Per fortuna, lamica capì.
“Limportante è che tu ci sia” disse. “Senza di te non sarebbe lo stesso. Luca lo vediamo così poco, sopravvivremo.”
“A domani, allora” sorrise Lucia. “Ancora complimenti. Sarai la sposa più bella!”
Sabato passò tra preparativi: vestito, trucco, regalo. Lucia scelse un elegante abito blu che le donava molto. Prima di uscire, si guardò allo specchio: era soddisfatta.
Da Luca arrivò un messaggio: “Siamo arrivati, montiamo il campo. Segnale scarso. Un bacio, buona giornata!”
Rispose: “Buona pesca! Ti amo.”
Il matrimonio era in un bellissimo ristorante nel centro di Roma. Lucia arrivò in ritardo il traffico era tremendo. Quando entrò, la cerimonia era finita e gli ospiti prendevano posto.
“Lucia!” Sofia, splendida in bianco, la abbracciò. “Finalmente! Stavo per credere che mancassi anche tu!”
“Come avrei potuto?” la strinse forte. “Sei una favola! Matteo è fortunato.”
“Grazie, cara” Sofia raggiante. “Peccato per Luca. Ma capisco, uomini e pesca cose sacre.”
“Ti manda i suoi auguri” disse Lucia. “E promette di rimediare.”
Sofia la portò al tavolo con gli amici delluniversità: Elisa col marito, Giulia col fidanzato, Paolo con la nuova ragazza. Ritrovarsi li distrasse dallassenza di Luca. Brindisi, risate, musica latmosfera era perfetta.
“Dovè il tuo metà?” chiese Paolo, avvicinandosi. “Non può mancare a un evento così!”
“A pesca con gli amici” rispose Lucia. “Lavevano pianificato da tempo.”
“A pesca ad aprile?” Paolo sollevò un sopracciglio. “Un po presto, no?”
“Perché?” scrollò le spalle. “Luca dice che è il periodo migliore. Io non ci capisco nulla.”
“Be, il pescatore sa” sorrise Paolo, ma il suo sguardo era strano.
La serata proseguì. Dopo la cena, iniziò lintrattenimento: balli, giochi, musica. Lucia, rilassata dallo spumante, notò alcuni invitati riuniti attorno a un telefono in diretta.
“È Carlotta che fa le storie per Instagram!” esclamò Elisa. “Vieni, Lucia, saluta chi non cè!”
Lucia si avvicinò.
“Ecco Lucia, compagna di università della sposa” annunciò Carlotta, puntandole il telefono addosso. “Di ciao ai follower!”
“Ciao a tutti” sorrise imbarazzata. “Matrimonio fantastico, peccato per chi manca.”
“Mostriamo latmosfera!” Carlotta inquadrò la sala. “Oh, ma chi balla laggiù? Luca?”
Lucia guardò automaticamente. In fondo alla sala, vicino al bar, un uomo danzava. La silhouette, i movimenti, la camicia chiara che indossava nelle occasioni speciali era lui.
“Non può essere” rise nervosa. “Mio marito è a pesca. A cento chilometri da qui.”
“Ma è lui!” insisté Carlotta, zoomando. “Guarda!”
Sullo schermo apparve il volto di Luca suo marito, che doveva essere su una barca. Rideva, parlava con una ragazza sconosciuta, a suo agio.
Lucia sentì il terreno mancarle. Un ronzio nelle orecchie, gelo nel petto. Doveva esserci un errore.
“Luca!” lo chiamò, la voce stranamente acuta.
Lui si voltò. I loro sguardi si incrociarono. Il suo volto divenne pallido. Disse qualcosa alla ragazza e si diresse verso luscita.
Lucia lo seguì, ignorando gli sguardi curiosi. Tutto sembrava irreale.
“Luca, aspetta” lo raggiunse nel corridoio. “Posso spiegare.”
“Spiegare cosa?” la voce le tremò. “La bugia sulla pesca? Il fatto che sei qui, dove non saresti dovuto esserci? Chi è quella ragazza?”
“Non è quello che pensi” si passò una mano tra i capelli. “Parliamo da qualche parte?”
“Ora. Qui.”
Luca sospirò.
“Va bene. Non cera nessuna pesca. Ho mentito, ma non per il motivo che credi.”
“Allora per cosa?”
“Stavo preparando una sorpresa” disse piano. “Per il nostro anniversario, tra un mese.”
Lucia lo fissò incredula.
“Una sorpresa? Al matrimonio di Sofia, dove non potevi venire?”
“Proprio così” annuì. “Ho organizzato con Sofia e Matteo. Dovevo eseguire un brano con quella ragazza è una cantante professionista, mi aiutava con il vocal. Volevo dedicarti una canzone per il nostro anniversario. Oggi dovevamo provare davanti a un pubblico.”
“E per questo hai inventato la storia della pesca?”
“Se ti avessi detto che venivo al matrimonio senza di te, avresti sospettato” sorrise timido. “Volevo che fosse una vera sorpresa. Immagina la tua faccia se allanniversario avessi iniziato a cantare!”
Lucia chiuse gli occhi.
“Mi hai mentito per una sorpresa? Davvero?”
“So che è sembrato stupido” le prese le mani. “Perdonami. Non pensavo che saresti venuta. Quando Sofia me lha detto, non sapevo cosa fare.”
In quel momento, Sofia uscì dalla sala.
“Eccovi! Luca, pensavamo fossi scappato! Dobbiamo ancora provare il pezzo!”
“Lo sapevi?” Lucia la guardò.
“Certo!” rise Sofia. “È romantico! Luca voleva fare qualcosa di speciale. Non sei arrabbiata?”
Lucia guardò Luca. Nei suoi occhi cera rimorso e speranza.
“Non so se sono arrabbiata” ammise. “Ma sono scioccata. Tutto questo per una canzone?”
“Non una canzone qualunque” disse lui. “La nostra canzone. Quella del nostro primo ballo.”
Lucia sentì il cuore ammorbidirsi.
“Sei un pessimo cospiratore ma è dolcissimo.”
“Allora mi perdoni?”
“A una condizione” sorrise. “Voglio sentire quella canzone ora. Tanto il segreto è saltato.”
“Ma non sono pronto!”
“Non importa” rise Lucia. “Sarò unascoltatrice generosa.”
Mezzora dopo, Luca, rosso per limbarazzo, cantava al microfono con la cantante. La musica iniziò era davvero la loro canzone. Lucia sentì gli occhi umidi.
Luca non era perfetto, ma cantava con tutto il cuore, guardando solo lei.
Alla fine, la sala applaudì. Lucia lo abbracciò, sussurrandogli:
“Sei incredibile. Ti amo.”
“Anche dopo la bugia?”
“Proprio per quella” sorrise. “Perché hai dimostrato quanto tieni a me.”
Più tardi, in taxi, Luca sembrava ancora pentito.
“Mi dispiace” disse. “Volevo fare una cosa bella e lho rovinata.”
“Ora abbiamo una storia da raccontare” rise Lucia. “Come il nonno andò a pesca e la nonna lo beccò in diretta a un matrimonio.”
“Prometto: niente più segreti.”
“No, i segreti sì” lo corresse. “Ma la prossima volta inventa una scusa migliore. Pesca ad aprile? Troppo sospetto.”
Luca rise.
“E comunque possiamo davvero andare a pesca, se vuoi. Gianni ci aspetta.”
“Ma a una condizione” gli strizzò locchio. “Mi canterai di nuovo. Senza aiuti questa volta.”
Luca fece una smorfia, ma annuì.
“Qualsiasi cosa per la mia sposa. Anche se spaventerò tutti i pesci del lago.”
Risero insieme, sapendo che quellassurda avventura li aveva uniti ancora di più.
**Lezione del giorno:** a volte le bugie più stupide nascondono i gesti più sinceri. Ma forse, la prossima volta, basterebbe un bigliettino.







