Non ti intromettere, sei un’estranea” – disse la figlia voltandosi dall’altra parte

Non ti intromettere, sei unestranea disse la figlia voltandole le spalle.

Elisa, hai già scelto il vestito per la maturità? chiese Francesca, sfogliando i cataloghi di abiti da sposa sul tavolo. Potremmo andare insieme a vederne qualcuno?

La quindicenne figliastra alzò gli occhi dal cellulare e la fissò con freddezza.

E a te cosa importa? Ho già mia madre che verrà con me.

Certo, ho solo pensato che Francesca sentì di aver toccato ancora una volta un nervo scoperto. Potremmo andare in tre? Sarebbe più divertente.

Non serve. Mia madre ci pensa da sola.

Francesca sospirò e ripose i cataloghi. Fuori, una pioggerella sottile creava unatmosfera malinconica. Guardò lorologio: presto sarebbe tornato Marco dal lavoro, e sarebbe ricominciato il solito equilibrio tra moglie e figlia.

Elisa, cosa vuoi per cena? Posso preparare la tua carbonara preferita.

Non mimporta. Vado da mia madre, ha fatto la pasta al forno.

La ragazza si alzò dalla sedia e prese la giacca dallattaccapanni.

Elisa, aspetta Francesca le si avvicinò. Parliamone seriamente. Perché mi odi così tanto? Cosa ti ho fatto di male?

Elisa si fermò sulla porta e si voltò lentamente. I suoi occhi bruciavano di unira troppo adulta per la sua età.

Davvero non capisci? O fai finta?

No, non capisco, sul serio.

Hai distrutto la mia famiglia! sbottò la ragazza. Papà ha lasciato mia madre per colpa tua! E ora fai finta di essere premurosa e gentile!

Francesca sentì il fiato mozzarsi. Si lasciò cadere sulla sedia, incapace di reggersi in piedi.

Elisa, non è vero. Quando ho conosciuto tuo padre, lui e tua madre erano già separati. Si erano lasciati molto tempo prima che

Menti! gridò Elisa. Mia madre mi ha raccontato tutto! Come lo hai portato via, come hai tramato alle sue spalle!

Quali trame? Elisa, lavoravo nella stessa azienda di tuo padre, ci siamo solo conosciuti

Non ti intromettere, sei unestranea! ribatté la figlia, voltandole di nuovo le spalle.

Quelle parole colpirono Francesca più di uno schiaffo. *Estranea*. Dopo tre anni di matrimonio con Marco, dopo tutti i tentativi di avvicinarsi a sua figlia, per lei rimaneva unestranea.

La porta sbatté. Francesca rimase sola nellappartamento vuoto. Le lacrime le rigavano il viso, e non riusciva più a trattenerle.

Quando Marco tornò dal lavoro, notò subito gli occhi rossi della moglie.

Che è successo? si sedette accanto a lei sul divano, abbracciandole le spalle.

Elisa, di nuovo Francesca si asciugò il naso con un fazzoletto. Marco, mi odia. Davvero.

Cosa ti ha detto questa volta?

Che ho distrutto la vostra famiglia. Che ti ho portato via da sua madre. Mi ha chiamata estranea.

Marco sospirò profondamente e si passò una mano sulla fronte.

Franci, quante volte dobbiamo parlarne? Elisa è ancora una ragazzina, non capisce

Ragazzina? Marco, ha quindici anni! Alla sua età io già lavoravo dopo scuola per aiutare mia madre! Tua figlia si comporta come una principessa viziata!

Non parlare così di Elisa la voce di Marco si fece dura. Ha sofferto per il divorzio, è un trauma per qualsiasi figlio.

Il divorzio è stato quattro anni fa! Quattro, Marco! Quando finirà questa storia?

Franci, per favore, abbi ancora un po di pazienza. Si abituerà, capirà che non sei una nemica.

Francesca si alzò dal divano e cominciò a camminare per la stanza.

Pazienza, pazienza Ma per quanto ancora? Anchio sono una persona! Anchio ho dei sentimenti! Io cerco di volerle bene, ma lei

Ma lei cosa?

Mi disprezza! E tu non lo vedi! O non vuoi vederlo!

Marco si alzò e le si avvicinò.

Franci, so che è dura per te. Ma Elisa è mia figlia. Non posso abbandonarla.

E me invece puoi abbandonare? chiese piano Francesca.

Che centra? Tu sei unadulta, capisci la situazione.

Capisco. Quindi devo sopportare i suoi insulti perché sono adulta?

Francesca, non esagerare. Elisa non ti insulta, è solo

Non insulta? ridacchiò amaramente Francesca. Marco, hai sentito cosa mi ha detto? “Non ti intromettere, sei unestranea!” Non è un insulto?

Era arrabbiata

E io no? Non ho diritto di soffrire?

Si fissarono, e Francesca capì allimprovviso che suo marito non sarebbe mai stato dalla sua parte. Per lui, sua figlia sarebbe sempre stata più importante della moglie.

Sai una cosa? entrò in camera e prese una borsa dallarmadio. Mentre decidi quali sono le tue priorità, io vado a stare da mia sorella.

Franci, non fare sciocchezze! Dove vuoi andare?

Da Giulia. Ci penserò su.

Per un litigio vuoi buttare allaria il nostro matrimonio?

Francesca si fermò sulla soglia.

Marco, non è un litigio. È tutti i giorni. Ogni singolo giorno mi sento unintrusa nella mia stessa casa. E tu non fai nulla per cambiare le cose.

Cosa dovrei fare? Punire mia figlia perché ama sua madre?

Dovresti farle capire che hai una moglie. Che hai scelto di vivere con me. E che deve rispettarlo.

Franci

No, Marco. Sono stanca di sentirmi in colpa per tutto. Stanca di scusarmi per averti amato. Stanca di chiedere perdono per averti sposato.

Mise in borsa lessenziale e si diresse verso luscita. Marco la seguì.

Franci, resta. Ne parliamo, troviamo una soluzione.

Parlarne? si voltò verso di lui. Marco, ne parliamo da tre anni. E cosa è cambiato? Elisa mi odia come sempre. E tu la difendi come sempre.

Non la difendo. Cerco solo di capire

Cosa cè da capire? Che tua figlia ha il diritto di insultare tua moglie? Che può comportarsi come vuole e io devo tacere?

Francesca indossò il cappotto e prese le chiavi.

Non posso più vivere così, Marco. Non posso passare ogni giorno a dimostrare di avere il diritto di esistere in questa casa.

E i nostri progetti? Il bambino che sognavamo?

Francesca si bloccò con la mano sulla maniglia.

Quale bambino, Marco? In una casa dove tua figlia mi odia? Dove sono unestranea? Hai idea di come tratterebbe nostro figlio?

Cambierà, quando capirà

Cosa capirà? Che sarò per sempre nella sua vita? Ma lei non lo vuole! Sogna che tu torni con sua madre!

Marco abbassò la testa.

Franci, non so cosa fare. Vi voglio bene entrambe.

Non puoi amare due donne allo stesso modo, quando una è tua figlia e laltra tua moglie. È un amore diverso. E se non lo capisci, non abbiamo futuro.

Aprì la porta, ma Marco le afferrò il braccio.

Aspetta. Parliamone insieme con Elisa. Spieghiamole

Spieghiamole cosa? Che deve volermi bene? Lamore non si spiega, Marco. Si conquista. E come posso conquistare lamore di chi mi ritiene colpevole di ogni sua disgrazia?

Franci, ti prego

Ci penserò, Marco. Ho bisogno di tempo per capire se posso continuare a vivere così.

Uscì, lasciando il marito sulla porta. Fuori, la pioggia cadeva leggera, e Francesca sollevò il bavero del cappotto.

In autobus, guardò la città grigia dal finestrino e ripensò a quanto tutto fosse cambiato. Quando aveva conosciuto Marco, le era sembrato luomo perfetto. Intelligente, premuroso, padre affettuoso. Era pronta ad accogliere sua figlia come fosse sua.

Ma Elisa, fin dal primo giorno, aveva chiarito che non avrebbe mai accettato una matrigna. Freddezza, distacco, poi ostilità aperta. E la cosa peggiore era che Marco non la vedeva. O non voleva vederla.

Lautobus si fermò davanti alla casa della sorella. Francesca salì al terzo piano e suonò il campanello.

Franci? si stupì Giulia aprendo la porta. Che succede? Sei tutta bagnata.

Posso restare da te stanotte? Forse anche più a lungo.

Certo, entra. Cosa è successo con Marco? Vi siete litigati?

Francesca entrò, si tolse il cappotto e si lasciò cadere sul divano.

Peggio. Ho capito che il nostro matrimonio è stato un errore.

Non dire sciocchezze. Vi amate.

Sì, ma non basta quando cè un terzo incomodo.

Elisa di nuovo?

Elisa sempre. Giulia, non ce la faccio più. Oggi mi ha chiamata estranea. E sai qual è la cosa più terribile? Ha ragione. In quella casa, sono davvero unestranea.

Giulia si sedette accanto alla sorella e la abbracciò.

Hai provato a parlare con sua madre? Magari potrebbe aiutare.

Scherzi? È lei che aizza Elisa contro di me. Le racconta che sono unintrusa, che le ho portato via il padre.

E comè andata davvero?

Francesca si alzò e si avvicinò alla finestra.

Marco mi aveva detto la verità: viveva separato da mesi, stavano per divorziare. Io gli ho creduto. Poi ho scoperto che sua moglie sperava ancora in una riconciliazione.

Ma lui non è tornato da lei?

No. Ha divorziato e si è risposato con me. Ma Elisa è convinta che, senza di me, i suoi genitori sarebbero tornati insieme.

E forse sarebbe successo davvero?

Francesca si voltò di scatto.

Giulia, anche tu mi dai la colpa?

No, certo no. Ma capisci che, per un figlio, il divorzio dei genitori è una tragedia. Soprattutto se arriva una matrigna.

Ci ho provato! Per tre anni ho cercato di avvicinarmi a lei! Regali, i suoi piatti preferiti, aiuto con i compiti! E in cambio solo freddezza e disprezzo!

Forse le serviva più tempo?

Quanto altro? Altri tre anni? Cinque? Dieci? Io voglio una famiglia, Giulia. Voglio dei figli. Ma come farne nascere in una casa dove mi odiano?

Giulia sospirò.

E Marco cosa dice?

Mi chiede di essere paziente. Dice che Elisa si abituerà. Ma invece di abituarsi, diventa sempre più aggressiva.

Hai mai parlato con lei da sola? Senza Marco?

Provato. Inutile. Non vuole neanche ascoltarmi.

In quel momento, il telefono di Francesca squillò. Sul display, il nome di Marco.

Non rispondere ora suggerì Giulia. Prenditi del tempo per pensare.

Ma Francesca aveva già risposto.

Pronto?

Franci, dove sei? Sono preoccupato.

Da Giulia. Marco, ho bisogno di tempo.

Quanto?

Non lo so. Un giorno, una settimana. Devo capire se posso continuare così.

E cosa dico a Elisa?

La verità. Che tua moglie è stanca di essere disprezzata.

Franci

Marco, non insistere. Ho bisogno di stare sola.

Ti amo.

Lo so. E io amo te. Ma lamore non basta, se in famiglia non cè pace.

Chiuse la chiamata e guardò la sorella.

Sai qual è la cosa più dolorosa? Io volevo davvero essere una madre per Elisa. Non sostituire la sua vera madre, ma esserci per lei, sostenerla, amarla. Ma non me ne ha dato la possibilità.

Forse ha solo paura?

Paura di cosa?

Che, se si affeziona a te, tradirebbe sua madre. A volte i bambini pensano così.

Francesca rifletté. Forse Giulia aveva ragione? Forse lostilità di Elisa era solo una difesa?

Ma cosa posso fare, se non vuole neanche parlarmi?

Non lo so, Franci. È una situazione difficile.

Rimasero in cucina fino a tardi, parlando di famiglie e problemi. Giulia raccontò di amiche che avevano affrontato difficoltà simili.

La mia amica Sara si è sposata con un uomo che aveva due figli disse. I primi anni sono stati un incubo. I bambini non laccettavano, il marito era diviso tra loro e lei. Poi le cose sono migliorate.

Cosa è cambiato?

Sara ha avuto un figlio suo. E allora i ragazzi hanno capito che sarebbe rimasta per sempre nella loro famiglia. Hanno smesso di sperare che i genitori si riunissero.

E se non bastasse?

Allora dovrai scegliere. Accettare le cose come sono, o andartene.

Francesca si addormentò sul divano di Giulia, ma il sonno fu breve. I pensieri si rincorrevano: ricordi, frammenti di conversazioni, dubbi. Ripensò a quando aveva conosciuto Marco, a come si era innamorata, ai sogni di una famiglia felice.

E ora quel sogno si spezzava per colpa di un cuore giovane e crudele.

Al mattino, il telefono la svegliò. Una voce sconosciuta.

Francesca? Sono Valentina, la madre di Elisa. Francesca? Sono Valentina, la madre di Elisa. Ieri sera Elisa è tornata a casa in lacrime. Ha detto che tu te ne sei andata e che voi due avete litigato ancora. Voglio vederti. Oggi. Parliamo da donne, senza rabbia. Forse forse possiamo iniziare da qui.

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Le persone che non sanno dire grazie