A quarant’anni è il momento perfetto!

**4 Novembre 2023**

A quarantanni è proprio il momento giusto!

“Iso, ma che ci fai così tanto? Ti sei addormentata? Dai, sbrigati! Arriviamo tardi al lavoro!”

“Esco!” Isabella trasalì leggermente, voltandosi verso la porta del bagno.

Lo sapeva bene di averci messo più del solito, ma aveva le sue ragioni. Tutta la settimana si era sentita male al mattino, e se allinizio non ci aveva fatto caso, ora cominciava a preoccuparsi. Sospettava il perché, ma persino pensare a una gravidanza la terrorizzava. Cacciò via quei pensieri e uscì.

“Scusa,” disse al marito con un cenno del capo, “non riuscivo a farmi le sopracciglia bene.”

“Ma le fai in camera!” Sandro la guardò stizzito.

“Ah, già!” Isabella non insisté.

Si affrettò in cucina a preparare il caffè per entrambi. Di solito lo adoravano, ma oggi anche solo lodore la faceva sentire male.

“Stai bene?” chiese Sandro, preoccupato.

“Sì, solo oggi non mi va il caffè,” mormorò.

“Ma dai! Avevi una faccia schifata! Sei malata?”

Isabella si strinse le braccia al petto. Al solo pensiero di un bambino, le tremavano le mani. Sandro le si avvicinò, toccandole la fronte.

“Non hai febbre Resta a casa oggi, chiama al lavoro e riposati. Non ci manca altro che tu ti ammali ora, con il mutuo da pagare”

Quando Sandro uscì, Isabella rimase seduta sul divano, persa nei suoi pensieri. Sapeva cosa doveva fare: comprare un test. Ma quanto le pesava! Sarebbe diventato tutto reale

“Ho appena avuto la promozione, poi Sandro ha ragione sul mutuo, e poi cè la vacanza al mare” Una volta, subito dopo il matrimonio a ventanni, avevano sognato un figlio. Ma poi non era successo niente, e col tempo si erano abituati alla loro vita. Sandro non ne parlava più. E ora? Sarebbe solo una spesa, notti insonni, pianti

Con un gemito, pensò a quanto fosse fuori tempo. Ma, stanca di dubitare, andò in farmacia.

Il test confermò tutto. Era incinta. Appoggiò una mano sul ventre, quasi le sembrasse già più gonfio. Poi un fremito la scosse: dentro di lei cresceva una vita. Un misto di paura e gioia la travolse.

“Piccolino, sarai il più bello del mondo,” sussurrò.

Ma poi i dubbi tornarono. Non era più giovane. E Sandro? E se si arrabbiava? Se non lo voleva più?

Passò la giornata in ansia, aspettando il ritorno di Sandro. Quando arrivò, gli chiese solo:

“Ceni?”

“Certo! Che domande! Sono affamato come un lupo!”

Sandro osservò la moglie che si affrettava in cucina. Aveva gli occhi diversi, più luminosi. Cosa le succedeva? Decise di aspettare che glielo dicesse lei.

“Come ti senti?”

“Tutto bene. Ho dormito un po oggi, mi ha aiutato. Al lavoro hanno detto di non preoccuparmi, tanto domani cè la festa per lanniversario dellazienda”

“Ci vai?”

Isabella stava per dire di sì, ma poi ricordò.

“No, resto a casa. Meglio saltare una festa che rischiare di stare male.”

“Come vuoi,” disse Sandro, perplesso.

Isabella non perdeva mai unoccasione per festeggiare.

“E con le tue amiche? Non vuoi festeggiare la promozione?”

“Non mi va. Domani usciamo noi due, va bene?”

Sandro annuì. “Fammi un tè?”

“Certo!” Isabella si alzò, muovendosi con una calma insolita.

Sandro la osservava. Di solito era rapida, oggi sembrava diversa. Gli venne un solo pensiero, e gli fece male.

“Chi è?” chiese a voce bassa.

“Cosa?” Isabella lo fissò, confusa.

“Luomo di cui ti sei innamorata.”

“Io? Ma che dici?”

La sua voce era sincera, ma Sandro non ci credette. Fece per uscire, poi si fermò.

“Ti sei vista? Sembri felice, quasi danzi! Ti amo, ma se hai trovato un altro auguri!”

Isabella rimase di sasso. Poi corse dietro a lui. Non voleva dirglielo così, ma non aveva scelta.

“Sandro, sono incinta!”

“Cosa?” Sandro si bloccò.

Le si avvicinò lentamente. Lei gli prese la mano e la posò sul ventre.

“Qui cresce nostro figlio.”

Sul volto di Sandro passarono mille emozioni. Poi ritrasse la mano e uscì senza dire una parola.

Isabella rimase lì, spezzata. Aveva paura. Sandro una volta sognava un figlio, ora laveva abbandonata.

Passò mezzora al buio, in silenzio. Poi suonò il campanello.

Aprì e vide prima i fiori un enorme mazzo di rose e poi il viso raggiante di Sandro.

“Prendi, Iso!”

Entrato, le disse:

“Scusami per prima. Ero scioccato, non sapevo cosa dire. Sono felice! Se è maschio lo chiameremo Matteo, se femmina Giulia Dobbiamo chiamare i tuoi genitori, andare dal ginecologo”

Poi si fermò. Isabella piangeva.

“Perché piangi? Cosa cè?”

La strinse a sé. Lei sussurrò:

“Pensavo che non lo volessi più Che a quarantanni fosse troppo tardi.”

“Ma che dici! Non ti lascio mai. È il momento perfetto.”

“E il mutuo? La mia promozione? I nostri piani?”

Sandro la guardò negli occhi, serio.

“Iso, nostro figlio viene prima di tutto. Il mutuo lo pagheremo, tu lavorerai dopo la maternità Le notti insonni non mi spaventano!”

Isabella sospirò felice, abbracciandolo. Insieme, ce lavrebbero fatta. In tre.

**Lezione:** La vita ci sorprende quando meno ce laspettiamo, ma lamore vero trova sempre il modo di adattarsi. A quarantanni, come a venti, ogni inizio è una benedizione.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

two × three =

A quarant’anni è il momento perfetto!
COME UNA VALIGIA CON UN MANICO STRAPPATO…