Ci siamo incontrati, ma non ci siamo capiti
Non farai tardi? A che ora parti, Leonido?! Leonido Beatrice lo scuoteva per la spalla, ma lui faceva finta di dormire, agitando una mano come per dire che non aveva intenzione di svegliarsi e che non sarebbe arrivato in ritardo. Beatrice guardò il telefono erano appena le sette del mattino.
“E perché mi sono svegliata così presto di sabato?! Non ho nulla da fare, ho preparato la borsa ieri” pensò tra sé e sé Beatrice, decisa a tornare sotto le coperte calde, quando allimprovviso
Allimprovviso, la travolse quella strana inquietudine che la perseguitava sempre più spesso ultimamente. Sembrava non avesse motivo di preoccuparsi: il marito accanto a lei, un appartamento in centro, ristrutturato con gusto, mobili di design, elettrodomestici costosi. Lui aveva una macchina, Beatrice unaltra. Di recente avevano comprato anche una casa in un complesso residenziale alla periferia della città. Avevano tutto, in una parola.
Molti non potevano nemmeno sognarselo. Prova a vivere in affitto, a prendere il tram per andare al lavoro, la sera a fare i compiti con i bambini, a preparare la cena per tutti, a pagare le rate, a versare i soldi per la scuola Appena ti addormenti, e già suona la sveglia, e tutto ricomincia. Fossero questi i miei problemi! Che presagio assurdo è mai questo?! Cosa, esattamente?!
Sì, era proprio quella sensazione! Beatrice aveva imparato a riconoscerla. Unansia senza motivo, una fitta al petto, il presentimento di una disgrazia e la sensazione che qualcosa di importante le stesse sfuggendo. Spuntava dal nulla e spariva altrettanto in fretta. La lasciava in pace per un po, poi tornava.
E quella mattina, quel fastidioso sentimento si riversò di nuovo nel cuore di Beatrice senza permesso. Si alzò dal letto, guardò ancora una volta il marito addormentato e si diresse in cucina. Leonido sarebbe partito per un altro viaggio di lavoro. Come la tormentavano ultimamente! Avevano assunto un nuovo capo un anno e mezzo prima, lo stipendio era aumentato di molto, lazienda dove lavorava Leonido era grande e promettente. Lui era uno dei migliori dipendenti, capo del reparto. Ma quel lavoro gli rubava troppo tempo! E adesso lo mandavano in trasferta anche nel weekend.
Beatrice preparò la colazione e tornò in camera per svegliare il marito.
Leonido, dai, ti svegli o no?! Muoviti, altrimenti farai tardi. Avevi detto che partivate nel pomeriggio?
Sì. Dopo rispose Leonido con voce ancora assonnata, e finalmente si alzò.
Dai, ho fatto colazione.
Mh. borbottò Leonido, ancora mezzo addormentato, e la seguì in cucina.
A tavola, luomo si immerse subito nel telefono. Beatrice aveva notato che, ultimamente, lei e suo marito parlavano a malapena e si erano allontanati sempre di più. No, non litigavano. Era tutto perfetto lui tornava a casa con i fiori ogni tanto, a volte Beatrice riusciva a convincerlo ad andare al ristorante, e Leonido accettava. Potevano fare una passeggiata al parco, andare da amici o al cinema, ma niente era più come prima.
Leonido, portami con te in trasferta? chiese Beatrice allimprovviso.
Mh. rispose Leonido, senza alzare gli occhi dallo schermo.
Dai, sul serio, che problema cè? Sarete in hotel, no? Di giorno sei con i colleghi, la sera con me.
Cosa?! Cioè, no! Che con me?! Leonido sobbalzò quando capì cosa aveva detto la moglie.
Perché no, Leonido? Cosè così difficile? Andrai in macchina, no?
Sì, in macchina. Ma tu cosa ci faresti lì? È il weekend, riposati a casa. Io torno lunedì o martedì.
E allora? Non sono mai stata in quella città. Potrei fare un giro, visitare negozi magari musei
Ah, ti prego! È un paesino sperduto, non cè niente di interessante! Non abbiamo abbastanza negozi qui?! A ogni angolo!
Leonido, mi annoio qui! Non ti darò fastidio si lamentò Beatrice.
Beatrice, no! Vuoi andare in vacanza, prendi i biglietti e vai! rispose Leonido irritato.
Da sola? Io voglio con te! Siamo marito e moglie, se non te lo ricordi!
Beatrice, ricominci? Te lho detto cento volte che adesso è un periodo estremamente intenso al lavoro! Il capo è un mostro! Io che colpa ho se mi manda nel weekend?!
Strano che mandi sempre solo te! La scorsa settimana ho visto Romano, il tuo collega, al centro commerciale con la moglie e i figli. Ma tu, chissà perché, lavoravi! Beatrice non voleva litigare, soprattutto prima della partenza, ma non riusciva a fermarsi.
E adesso ricordiamoci chi è andato dove! Grazie per la colazione! Leonido si alzò e andò in bagno.
Beatrice pulì mentre Leonido guardava la televisione. Poi gli preparò per il viaggio dei panini e del tè in un thermos.
Beatrice, dovè la borsa? si sentì la voce di Leonido dallingresso.
Sulla credenza. rispose tranquilla Beatrice.
Bene, allora vado. Non arrabbiarti, davvero non cè niente da fare lì.
Non fa niente, non mi arrabbio. Ciao.
Leonido se ne andò, e Beatrice rimase. Era sabato, poteva chiamare qualche amica per uscire la sera, andare in un bel ristorante, chiacchierare.
Ma chi chiamare? Giulia aveva marito e due figli impossibile che uscisse! Maria aveva comprato una casa in campagna e ora viveva lì neanche lei sarebbe venuta in città. Caterina era partita per conquistare Milano non dava notizie da tempo! Tutte avevano i loro problemi, preoccupazioni, bambini
Beatrice aveva quasi trentotto anni, e non aveva figli con Leonido. Per colpa di un errore di gioventù un aborto mal gestito. Allepoca, avevano appena cominciato a vivere insieme, in affitto. Al lavoro, da neolaureati, guadagnavano poco.
Beatrice rimase
Qualche anno dopo, Beatrice e Leonido festeggiavano lanniversario di matrimonio, e la piccola Livia, ormai adolescente, fece un brindisi in onore della sua matrigna, dicendo con gli occhi lucidi di lacrime: “Grazie, mamma, per essere entrata nelle nostre vite e per averci reso di nuovo una famiglia completa.”






