Tutto nella vita accade per la prima volta. La prima maestra, il primo amore, il primo appuntamento, il primo bacio. Ma Giovanna ricorderà per sempre la sua prima preghiera. Quel sentimento le è rimasto nel cuore per tutta la vita, un sentimento sacro di amore per la nonna Adele e la prima volta che si rivolse a Dio.
Giovanna è in pensione, vive sola, sua figlia è sposata da anni e abita in città con la sua famiglia. Giovanna ha passato tutta la vita in un piccolo paese, qui si è sposata, otto anni fa ha sepolto il marito, e per questo a volte va alla chiesa, per pregare per i suoi cari e accendere qualche candela.
Mentre si preparava per la messa, improvvisamente le tornò in mente linfanzia e quella prima preghiera. Non ricordava i suoi genitori, erano morti in un incidente mentre tornavano in paese in motorino. Laveva cresciuta la nonna Adele, fin da quando aveva tre anni.
Era autunno, le foglie erano già gialle e la pioggia cadeva sottile, quando Giovanna si ammalò.
Ti sarà entrato un colpo daria, disse la nonna. Te lho ripetuto mille volte, devi mettere il cappello. Se la testa si è bagnata e il vento è passato, ecco fatto. Lautunno
Non la portò allospedale, la curò come sapeva fare. La prima notte, Giovanna delirò un po, aveva la febbre alta e sogni brevi, confusi, che dimenticava appena si svegliava. Aveva solo otto anni.
La mattina dopo, la nonna si accorse che si era svegliata e le misurò la febbre.
Grazie a Dio è scesa. Giovannina, come ti senti? Hai voglia di qualcosa?
Un tè, mormorò lei, leccandosi le labbra secche, poi richiudendo gli occhi.
Subito, tesoro. Ti schiaccerò un po di bacche di sambuco nella tazza, con un po di miele. È la migliore medicina quando si è malati. Ti fa passare tutto.
Giovanna sapeva che la nonna la curava sempre così, se si ammalava dinverno. Bevuto il tè, mangiava il composto dolce-amaro che restava sul fondo della tazza. Le piacque come sempre. Quando la nonna era libera, si sedeva accanto a lei, lavorando a maglia calzini, a volte canticchiando canzoni o raccontando storie della sua vita. La sera, prima di dormire, pregava sempre, e qualche volta anche di giorno, chiedendo che Giovanna guarisse presto.
Una sera, mentre osservava la nonna pregare davanti alle icone che teneva in un angolo, con una piccola lampada accesa, Giovanna sentì un brivido improvviso.
E se la nonna morisse, e io restassi completamente sola? Prima non ci aveva mai pensato, ma adesso ne aveva paura.
Si immaginò la nonna in una bara. Aveva visto, allinizio dellautunno, il funerale della nonna Clara, che abitava accanto a loro. Suo nipote Sandro era suo amico e andavano a scuola insieme. Anche lei e la nonna erano andate dai vicini: per salutare Clara, aveva detto la nonna.
Giovanna ebbe paura di restare sola e iniziò a piangere. Proprio in quel momento, la nonna si avvicinò.
Che succede, Giovannina? Perché piangi? le chiese dolcemente, accarezzandole i capelli.
Nonna tu non morirai, eh?
La nonna si confuse un attimo.
Io? Un giorno morirò, come tutti. È così che va al mondo.
Ma non presto, vero?
Sarà come Dio vorrà. Ma perché questa domanda?
Non so perché la gente muore?
E come sarebbe altrimenti? Tutti prima o dopo passano nellaltro mondo, è la volontà del Signore.
Ma perché?
Ecco, questo non spetta a noi saperlo, piccola. La nonna tacque un momento. E non cè bisogno di saperlo. Vivi, segui i comandamenti di Dio, e basta. Quando verrà il tuo momento, morirai come si deve. Così, come poteva, la nonna Adele glielo spiegò.
Quindi è Dio che decide della nostra vita, osservò stupita Giovanna.
Ma certo, Lui.
E può fare in modo che una persona viva a lungo?
Può, può tutto, rispose la nonna, facendosi il segno della croce prima di uscire dalla stanza.
A Giovanna venne unidea.
Chissà di cosa prega la nonna? Cosa chiede a Dio? Magari chiede una lunga vita. Esatto. Allora devo pregare anchio per lei. Chiederò che la nonna viva a lungo, non voglio restare sola. Dice sempre che le preghiere dei bambini arrivano più in tempo. Ma come farlo senza che nessuno mi veda o senta, solo Dio?
Il giorno dopo, la nonna si preparò per andare in chiesa. Giovanna ci pensò e trovò una soluzione. Avrebbe pregato quando la nonna fosse uscita, magari per fare la spesa o andare dalla vicina. Loccasione arrivò subito, il giorno dopo, quando la nonna decise di andare in chiesa.
Giovanna, torno presto. Starai da sola un po, o posso chiamare Sandro, così non ti annoia.
No, nonna, sto bene sola. Sandro verrà stasera comunque.
Come vuoi. Io devo andare in chiesa a pregare.
Dalla finestra, Giovanna vide la nonna uscire dal cortile, svoltare langolo e prendere la strada per la chiesa. Tirò le tende per assicurarsi che nessuno potesse vederla mentre pregava.
Sulla mensola delle icone ce nerano diverse. Tra tutte, riconosceva solo San Nicola e la Madonna, perché la nonna le aveva parlato di loro. Si fermò davanti a loro e le osservò. Non sapeva a chi rivolgersi. La casa era silenziosa. Alla fine scelse San Nicola.
Non conosco la preghiera, pensò Giovanna.
Le icone la guardavano, e si sentì un po a disagio.
Ecco, volevo chiedere per la nonna, che viva a lungo, ma da dove comincio? Come ci si rivolge a un santo?
Rimase lì, fissando le icone, finché le venne unidea.
Se chiedo semplicemente per la nonna, lassù mi sentiranno comunque e capiranno che sono piccola e non so pregare. Ma chiederò alla nonna di insegnarmi una preghiera, così saprò come farlo bene.
Fissò licona di San Nicola e sussurrò:
Per favore, fa che la mia nonna Adele non muoia mai anzi, no. Fa che viva a lungo, molto a lungo. Lei ha male alle gambe e al cuore, e se morisse presto? È già vecchia, e io ho paura di restare sola. Dalle salute. Io la amo tantissimo, aiutami, fa che viva a lungo. Lei è buona e prega sempre Dio, ecco, adesso è andata in chiesa.
Giovanna diceva tutto quello che le passava per la mente in quel momento. Le si strisciava il cuore, desiderava tanto che San Nicola laiutasse. Poi si distese e aspettò il ritorno della nonna. Finalmente la sentì aprire la porta ed entrare in camera, con una barretta di cioccolato in mano.
Come stai, tesoro?
Bene, nonna. Volevo chiederti come si prega San Nicola?
Come si pregano tutti i santi perché?
Cè una preghiera speciale per lui?
Certo, ce ne sono diverse, rispose la nonna, osservandola con attenzione. Stasera te ne insegno una.
Va bene, nonna.
La nonna uscì in cucina, dove doveva accendere la stufa, e rifletté.
Che sta succedendo alla mia Giovannina? Si interessa alle preghiere strano. Ma in fondo è una cosa buona. Devo insegnarle almeno una preghiera.
Quella sera, prima di dormire, la nonna Adele pregò di nuovo, e Giovanna la osservò, ripetendo alcune parole. Quando la nonna si sedette sul suo letto, lei chiese:
Nonna, ma se chiedo qualcosa a San Nicola, lui lo trasmette a Dio?
La nonna sorrise e le accarezzò i capelli.
Più o meno. Lui prega Dio per noi. Perché stiamo bene e siamo in salute.
Giovanna si addormentò subito, quella notte dormì bene e iniziò a guarire. Prima di chiudere gli occhi, pensò:
Allora ho pregato bene per la nonna, perché stia in salute e viva a lungo. Significa che andrà così.
Dormì profondamente fino al mattino. Le apparve in sogno un uomo anziano, alto, con una lunga barba bianca, una croce sul petto e un libro aperto in mano. Le sorrideva con dolcezza e calore.
Si svegliò completamente guarita. Si sentiva leggera, tranquilla, e pensò di nuovo:
Significa che lhanno sentita lassù. La mia nonna vivrà a lungo.
In quel momento, entrò la nonna Adele, sorridendole.
Come stai? Come ti senti? le toccò la fronte. Non hai la febbre, ma controlliamo lo stesso. Le diede il termometro.
Nonna, sto bene, mi sento come sempre quando sono in salute. Non sono più malata.
Perfetto. Ho visto Sandro che andava a scuola e chiedeva di te. Ero proprio al portone. Dice che passerà dopo le lezioni. È ora di riprendere a studiare. Oggi è venerdì, passerai il weekend e poi tornerai a scuola.
Sì, nonna, non vedo lora di tornare, rispose Giovanna sorridendo, porgendole il termometro che segnava una temperatura normale.
La nonna di Giovanna visse fino a ottantotto anni. Giovanna si sposò, ebbe una figlia, e quando la nonna si ammalò gravemente e non si alzò più dal letto, lei la accudì con tutto lamore e la cura possibile. Ma arrivò il giorno di cui parlava la nonna Adele, e una notte se ne andò in silenzio.
Anche se non va spesso in chiesa, a volte ci torna, e oggi è andata per ricordare i genitori e la sua amata nonna, perché è il compleanno di Adele. La nipote ricorda quella data per tutta la vita, e per sempre porterà nel cuore il suo amore per la nonna.





