Oggi ho ascoltato mamma e papà parlare in cucina. Parlavano di me, di noi. Di me e Sergio. La solita litania: il matrimonio, la casa, i soldi. Papà diceva che forse è meglio aspettare un anno, così io finisco l’università e troviamo un lavoro. Ma Sergio non vuole sentire ragioni, dice che si può affittare, che ce la faremo. Io invece penso alla nonna. È la sua casa che sta al centro di tutto.
Mamma ha proposto di portare la nonna a vivere con noi, e darci il suo appartamento. Papà era dubbioso: “E se non riusciamo a convivere? E se la gente pensa che la vogliamo scaricare?” Mamma ha risposto entusiasta: “Ci sono case di riposo ottime, con camere singole, pasti, dottori. La mia collega ci ha messo sua madre e sta benissimo.” Quelle parole mi hanno gelato. La nonna è tutto per me. Non posso essere io a cacciarla.
Sono scivolata in camera mia senza farmi sentire. Poi ho chiamato Sergio. Lui mi ha stretta e ha detto: “Non preoccuparti. Affittiamo noi. Chiedo a mio padre un lavoretto in cantiere. Il matrimonio non si rimanda.” Mi ha baciato e per un attimo mi sono sentita sollevata. Ma il nodo in gola è rimasto.
Il giorno dopo sono andata dalla nonna. L’ho trovata in mezzo a scatole e cianfrusaglie. “Nonna, cosa fai?” “Mi libero del superfluo. Ho deciso: vado in una casa di riposo. Ho già chiamato.” Mi sono arrabbiata, ho detto che Sergio affitta, che non deve muoversi. Lei mi ha guardata seria: “Non è per voi. È una mia scelta. Dormo male, giro di notte, ronfo. Lì mi danno da mangiare e le medicine. Sono vecchia, non ringiovanisco.”
Ho protestato, ma lei ha cambiato discorso. Ha tirato fuori un cofanetto di gioielli. Orecchini, anelli, spille. Poi ha preso una foto sbiadita di un giovane in divisa militare. “Chi è?” ho chiesto. “Tuo nonno”, ha detto. “Ma non è come il nonno Stefano che conosco io.” “Il tuo vero nonno. Si chiamava Sergio. Ho conosciuto lui durante la guerra, dopo che mio fratello morì su una mina. Lui era un soldato che sminava i campi. Ci innamorammo, ci sposammo in fretta. E poi lui è morto su un’altra mina. Io ero incinta di tua madre. Allora Stefano, il suo amico, mi ha sposata per darmi un nome e un tetto. Non l’ho mai amato, ma gli sono stata grata. Ho tenuto il segreto per tutta la vita.”
Le promisi di non dire niente a nessuno, nemmeno a Sergio. La storia mi ha sconvolta. La nonna aveva ancora gli occhi pieni di quel mare di cui mi parlava, dove era stata in luna di miele con il suo primo amore.
Così ho deciso: la porterò al mare. Ho litigato con Sergio quando gliel’ho detto. “Non abbiamo soldi, e poi la Crimea è sotto attacco” (ma qui in Italia è diverso, ho pensato). “Non importa, andiamo in Liguria, in un posto tranquillo. Se non vieni, ci vado da sola.” Ho preso due biglietti aerei. La nonna non aveva mai volato, ma ha detto: “Alla mia età non ho paura di niente.”
Siamo arrivate in un paesino sulla costa. La nonna appena ha visto il mare si è illuminata. Stava in piedi sulla spiaggia, con il vestito a fiori e il cappello di paglia, lo sguardo perso. Io mi sono allontanata per non disturbare. Il terzo giorno mi sono svegliata e non c’era. L’ho trovata sulla spiaggia, da sola. “Ho sognato Sergio stanotte”, mi ha detto. “Mi sembrava che fosse qui. Grazie di avermi portata.”
Poi, all’improvviso, una voce: “Ciao.” Era Sergio. “Ho sbagliato. Non posso stare senza di te.” Ci siamo abbracciati. Tornammo al villaggio turistico tutti e tre.
Più tardi, Sergio ha convinto la nonna a non andare in casa di riposo. “Aspettiamo un anno, affittiamo. E verremo a trovarla ogni giorno, fino a stufarla.” Lei ha accettato, ma voleva che vivessimo con lei. Lui l’ha fatta desistere: “Siamo giovani, rumorosi, la disturbiamo. Ma le promettiamo che la vedremo spesso.”
Ci siamo sposati a fine agosto. Abbiamo preso in affitto un piccolo appartamento vicino a casa sua. Ogni volta che andiamo, la nonna prepara qualcosa di buono e aspetta trepidante il giudizio di Sergio. Lui la riempie di complimenti e lei arrossisce come una ragazzina. Hanno un rapporto speciale, forse per via del nome, forse per simpatia.
La sua storia rimane solo tra noi due. Tra pochi mesi, se tutto va bene, porteremo di nuovo la nonna al mare. In tre.






