Non sei una di famiglia”, disse mia nuora quando le portai i fiori il giorno della domanda di matrimonio

«Non sei una di famiglia», disse la nuora quando le portai i fiori il giorno della richiesta di matrimonio.

«Teresa Marchetti, sei uscita presto dal lavoro oggi», commentò la vicina di casa, sorpresa nel vederla davanti al portone. «Ti senti male?»

«No, Luisa, sto bene. Solo che ho delle faccende urgenti da sbrigare», rispose Teresa, aggiustandosi la borsa sulla spalla.

«Meglio così. Alla nostra età, ogni malessere è una preoccupazione. Ieri mi è salita la pressione, ho pensato di chiamare lambulanza.»

Teresa annuì, distratta dalle lamentele della vicina. Nella sua mente cera un solo pensiero: arrivare in tempo in centro. Suo figlio Luca non le aveva detto lora esatta in cui sarebbero andati in Comune con Giulia, ma sapeva che i giovani di solito si muovono di prima mattina per queste cose.

Lautobus avanzava lentamente, bloccato nel traffico. Teresa controllava lorologio e frugava nella borsa per assicurarsi di avere tutto: carta didentità, busta paga, estratto contrattuale dellappartamentoogni documento utile, nel caso avessero bisogno di sistemare la residenza di Giulia subito.

Immaginava la gioia di Luca nel vederla, limbarazzo riconoscente di Giulia. Come potevano vivere un giorno così importante senza i genitori?

Lufficio dello stato civile si trovava in un palazzo antico nel cuore della città. Teresa salì le scale con lo stesso batticuore di quando, quarantanni prima, si era sposata con il marito, ormai scomparso. Allora, anche i suoi genitori erano con lei.

La sala era affollata. Coppie con documenti in mano aspettavano il loro turno, altri compilavano moduli ai tavoli, giovani genitori registravano i neonati. Teresa scrutò la stanza, ma Luca non cera.

«Scusi», chiese a una ragazza allo sportello, «dove si presenta la domanda di matrimonio?»

«Primo piano, ufficio duecentoquattro», rispose senza alzare gli occhi dal computer.

Teresa salì le scale. Il corridoio era lungo, con soffitti alti e parquet scricchiolante. Trovò lufficio e sbirciò dalla porta socchiusa.

«Mamma, cosa ci fai qui?» chiese Luca, sorpreso.

Era seduto di fronte a una signora in tailleur severo, accanto a Giulia, elegante in un vestito blu. Sul tavolo cerano i loro documenti.

«Luchino, tesoro!» Teresa entrò con un sorriso. «Non potevo mancare a un giorno così importante! Sono venuta per sostener

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Non è mai troppo tardi per educare: la crescita personale in ogni fase della vita