Incinta da un collega sposato, abbandonata al suo destino

Mi chiamo Luca De Luca e vivo a Torino, dove il Piemonte custodisce le sue cupole dorate e i vicoli silenziosi. Quando ho visto la collega Anna Bianchi tra le braccia del nostro capo Marco Moretti, il suo cuore ha iniziato a battere come una tamburella. In quel momento sognava di diventare l’unica, la preferita di lui. Il sogno si è avverato, ma con l’amaro retrogusto di doverlo condividere con la moglie, Maria Rossi.

Anna era appena entrata in azienda quando è stata mandata da me e da Marco in una trasferta a Roma per chiudere un’importante trattativa. L’operazione è andata a gonfie vele e, per celebrare, Marco ha proposto: «Facciamo un brindisi? Non capita tutti i giorni di firmare un contratto così». Anna ha accettato con entusiasmo. Siamo andati al bar dell’hotel, abbiamo ordinato due bicchieri di whisky, l’alcol ha sciolto le parole e la conversazione è scorsa fluida come il Tevere. Improvvisamente Marco l’ha baciata. Lei è rimasta sorpresa, ma non si è tirata indietro. In ascensore l’ha stretta a sé con una passione che le ha tolto il fiato, più forte del whisky stesso. Quella notte nella sua suite è stata magica, indimenticabile, colma di fuoco.

Tornata a Torino, Anna non ha potuto tenere tutto dentro e ha confidato alla collega Silvia, a cui era legata come a una sorella. «Non innamorarti di lui!» le ha sbattuto. «Perché?» ha risposto Anna. «È sposato», ha replicato Silvia, colpendo la ragazza come un fulmine. Marco aveva solo 27 anni, e Anna non riusciva a credere che avesse già una famiglia – al giorno d’oggi gli uomini si sposano più tardi. Anna ha chiesto a Marco direttamente e lui ha risposto senza giri di parole: «Sì, da un anno sono sposato». Ma questo non ha fermato la loro storia. Sono diventati amanti, incontrandosi nell’appartamento ereditato dal nonno di Marco, trasformando ogni visita in un rituale segreto. Giorno dopo giorno Anna si immergeva sempre più in quell’amore proibito.

Una domenica mattina, sdraiata accanto a lui, Anna ha trovato il coraggio di dire: «Marco, chiedi il divorzio. Con me sarai più felice che con lei». Lui l’ha guardata con malinconia: «Ti amo, ma non posso». «Perché?» ha insistito Anna. «È gravemente malata». Il silenzio è calato. «Che cosa le è successo? Perché non me ne hai parlato?» ha chiesto, la voce tremante. Marco ha rivelato: «Ha un cancro al seno, l’hanno appena diagnosticato. Non posso lasciarla ora». Quelle parole hanno trafitto il cuore di Anna, ma ha capito che in quel momento Marco doveva stare al fianco di Maria. Quando ha saputo che l’intervento sarebbe stato giovedì, ha pregato per lei tutta la giornata, finché le lacrime non le hanno offuscato la vista. Dopo la dimissione di Maria, Marco e Anna hanno smesso di vedersi – Anna sapeva che il suo posto era accanto alla moglie.

Sono passati quattro mesi. Marco non l’ha più invitata a incontrarsi. Anna ha chiesto il motivo. «Maria sta ancora male, forse servirà un altro intervento», ha risposto lui, stanco. «Capisco il tuo dolore, ma pensa anche a me», ha replicato Anna. Lui ha annuito: «Hai ragione, troviamo qualcosa per il weekend». Sabato si sono ritrovati nello stesso appartamento. La notte è stata torbida di passione. Prima di andare via, Anna ha ripreso il discorso sul divorzio. Il volto di Marco si è scurito: «Non lo farò mai. Lei è la sorella del mio capo». Anna è rimasta senza parole. «Allora è tutto una bugia? Il cancro è stato inventato?» Marco è rimasto in silenzio e ha chiuso la porta di colpo, evitando ulteriori litigi.

Pochi giorni dopo è arrivata in ufficio una donna alta e bruna. Silvia l’ha accompagnata al suo ufficio. «Chi è?» ha sussurrato Anna a Silvia più tardi. «È sua moglie», ha risposto. Anna ha trovato una scusa e si è introdotta a fin di vedere di persona. Maria appariva non solo in salute, ma radiosa, elegante, sicura di sé. Anna si è sentita una topolina grigia al suo fianco. Tornata dalla postazione, ha chiesto a Silvia: «Hai sentito che è malata di cancro?» «No, è una sciocchezza, tutti lo sanno», ha replicato Silvia. In quel momento Anna ha compreso che Marco le aveva mentito fin dal principio.

Presto ha iniziato a sentirsi debole, a vomitare. Ha confidato a Silvia, che le ha suggerito: «Potresti essere incinta?». Anna ha scartato l’idea, ma ha fatto un test di gravidanza: due linee. Il ginecologo ha confermato: era al secondo mese. Anna è rimasta senza parole, ricordando quella notte senza protezione. I pensieri si sono mescolati: tenere il bambino o no? Ha chiamato Marco. «Fai un aborto!», ha detto freddamente. «No, non lo farò», ha risposto lei. «Allora farò in modo che ti licenzino», ha minacciato. «Non mi spaventerai!», ha ribattuto Anna. Decisa a non cedere, ha scelto di portare a termine la gravidanza, credendo che Marco stesse bluffando. Ma l’ha licenziata. Un’amica le ha trovato lavoro come commessa in una libreria gestita dal fratello. Il fratello non voleva assumere una donna incinta, ma ha avuto pietà.

La bambina è nata al settimo mese, piccola ma viva. Anna l’ha chiamata Ginevra, in onore del padre – Marco. Non glielo ha detto e probabilmente non lo dirà mai. Marco l’ha tradita, l’ha abbandonata nel momento più terribile, quando è rimasta sola con il figlio e senza lavoro. Anna vede ancora il suo volto nei sogni – bello, bugiardo – e il cuore le si stringe dal dolore. Lui ha scelto la moglie, la carriera, e l’ha cancellata come una pagina inutile. Ma lei non si è spezzata. Lotta per la piccola Ginevra ogni giorno, una guerra contro il destino. Che lui viva nella sua menzogna, lei vivrà per Ginevra, la sua luce in questo buio.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

2 × four =

Incinta da un collega sposato, abbandonata al suo destino
Scusami se non sono venuto al tuo compleanno, ho avuto un incidente.