Per il nostro anniversario di matrimonio, mio marito mi ha regalato una busta con i risultati del test del DNA dei nostri figli

Oggi è il nostro anniversario di matrimonio, e mio marito mi ha regalato una busta con i risultati del test del DNA dei nostri figli.

“Pensi davvero che sia un regalo? Come hai potuto?” Elena tiene la busta bianca con due dita, come se potesse bruciarle la mano. “Per il nostro quindicesimo anniversario, Nicola!”

Nicola è in piedi vicino alla finestra, fissando il cortile inondato dal sole di luglio. Le sue spalle larghe sono tese.

“Dovevi capirmi, Elena. Avevo il diritto di sapere.”

Intorno a loro, i segni della cena festosa: champagne mezzo bevuto, resti di una torta con quindici candele, un mazzo di gigli in un vaso alto. La loro casa in campagna, comprata cinque anni prima, improvvisamente sembra straniera e fredda, nonostante il caldo fuori.

“Sapere cosa? Che Andrea non è tuo figlio?” Elena lancia la busta sul tavolo. “È un errore terribile. Non ti ho mai tradito, capisci? Mai!”

Nicola si gira verso di lei, negli occhi una lotta tra rabbia e dolore.

“Allora spiegami questi risultati. Spiegami perché dicono che la probabilità della mia paternità è inferiore all’uno percento!”

La porta dingresso sbatte. Nella soglia appare Vera, la loro figlia di quattordici anni. Alta come il padre, con i suoi stessi occhi grigi e profondi.

“Cosa succede qui?” guarda alternandosi tra i genitori. “State litigando? Nellanniversario?”

Elena afferra in fretta la busta dal tavolo.

“Niente, Vera. Stavamo solo parlando di… questioni di lavoro.”

“Di domenica?” Vera strizza gli occhi, ereditando lintuizione del padre. “Va bene, se non volete dirmelo, non importa. Vado da Carla, dovevamo andare al cinema.”

Quando la figlia esce, Elena si lascia cadere su una sedia.

“Dovè Andrea?”

“Dai Rossi. Lo hanno preso dopo il calcio, resta da loro stanotte.” Nicola versa altro champagne nel bicchiere. “Divertente, vero? Festeggiamo quindici anni di matrimonio, e io scopro di aver cresciuto il figlio di un altro per dieci anni.”

“Non è il figlio di un altro!” Elena si alza di scatto. “Come puoi dire una cosa del genere? Sei suo padre, lhai tenuto in braccio appena nato, gli hai insegnato ad andare in bicicletta, tu”

“Pensavo fosse mio!” Nicola sbatte il bicchiere con forza, e lo champagne si rovescia sulla tovaglia. “Ora non so più cosa pensare. Chi è, Elena? Di chi è?”

“Mio e tuo. Nostro figlio. Cè stato un errore con quel test.”

“Lho rifatto tre volte, Elena. Tre! Non volevo credere al primo risultato.”

Elena sente la terra mancarle sotto i piedi.

“Da quanto tempo dubitavi? Perché hai fatto questo test?”

Nicola tace, poi sospira pesantemente.

“Vittorio.”

“Vittorio? Il tuo ex collega? Che centra lui?”

“Due settimane fa ci siamo incontrati per caso al negozio di ferramenta. Abbiamo parlato. Mi ha chiesto di te, dei bambini. Poi… ha detto qualcosa che mi ha fatto pensare.”

Le mani di Elena diventano gelide.

“Cosa?”

“Ha insinuato che tra voi cera stato qualcosa. Che tu… che voi…” Nicola non riesce a finire la frase.

“Cosa?!” Elena sobbalza. “Io e Vittorio? Ma sei impazzito? Non lho mai sopportato! Cercava sempre di metterti in difficoltà al lavoro, lo dicevi tu stesso!”

“Lo so.” Nicola si passa una mano tra i capelli. “Ma poi ho iniziato a pensare… Andrea non mi somiglia per niente. A nessuno della mia famiglia. E letà coincide con quel periodo in cui lavoravo fuori città e tornavo solo nei weekend…”

“Non posso credere che non ti fidi di me.” Elena si siede. “Quindici anni di matrimonio, e credi a Vittorio invece che a me.”

“Volevo crederti! Per questo ho fatto il testper dimostrare a me stesso che Vittorio mentiva. Ma i risultati…” Nicola indica la busta. “Dicono il contrario.”

Nella stanza cala un silenzio pesante.

“E adesso?” chiede infine Elena.

“Non lo so.” Nicola prende la borsa. “Ho bisogno di tempo. Starò da Luca qualche giorno.”

Elena vorrebbe protestare, ma le parole le muoiono in gola. Guarda in silenzio il marito uscire dalla casa che hanno costruito insieme. Quando la porta si chiude, appoggia la testa tra le mani e scoppia in lacrime.

“Non capisco.” Luca, il fratello minore di Nicola, gli porge una tazza di caffè. “Perché hai fatto quel test?”

Sono seduti nella piccola ma accogliente cucina di Luca. Nicola non ha dormito tutta la notte, e le occhiaie lo tradiscono.

“Non hai visto lo sguardo di Vittorio quando ne ha parlato. Così… sicuro. E poi, lo sai che Andrea non mi somiglia.”

“Somiglia a Elena,” fa Luca con una scrollata di spalle. “E allora? Mio figlio Matteo assomiglia più a Giulia che a me.”

“Ma i risultati del test…”

“Sei sicuro che siano corretti? Chi ha fatto lanalisi?”

Nicola estrae un biglietto da visita sgualcito dalla tasca.

“GenLab. Un laboratorio privato, ma con buone recensioni. Ho controllato.”

Luca prende il biglietto e lo osserva.

“E adesso cosa farai?”

“Non lo so.” Nicola si passa le mani sul viso. “Mi sembra che il mondo mi sia crollato addosso.”

“Ne hai parlato con Elena? Cosa dice?”

“Che non mi ha mai tradito. Che è un errore.”

“E tu le credi?”

Nicola alza lo sguardo verso il fratello.

“Per quindici anni le ho creduto. Ora… non so.”

Elena è seduta nello studio del direttore del laboratorio MedTest. Non ha quasi dormito, ma appare determinata.

“Ho bisogno dei risultati il prima possibile,” dice, porgendo le provette con i campioni. “Sono disposta a pagare per la fretta.”

La direttrice, una donna robusta con gli occhiali, annuisce.

“Possiamo farli in tre giorni. Ma devo avvisarla, il test del DNA è una procedura seria. Se dubita dei risultati di un altro laboratorio…”

“Sono sicura che ci sia stato un errore,” dice Elena fermamente. “Mio marito è il padre di mio figlio. Voglio dimostrarlo.”

Uscita dal laboratorio, Elena chiama la sua amica Maria.

“Ho bisogno del tuo aiuto. Tu lavoravi allospedale dieci anni fa, ricordi linfermiera Irene del reparto maternità?”

Vera trova la madre al computer. Elena cerca freneticamente qualcosa su internet e prende appunti su un taccuino.

“Mamma, cosa sta succedendo? Dovè papà? Non risponde ai miei messaggi.”

Elena sussulta e chiude il laptop.

“Papà è andato da zio Luca. Abbiamo… un piccolo disaccordo.”

“Quale disaccordo?” Vera incrocia le braccia. “Per cosa litigate?”

Elena sospira. Vera è troppo intelligente per accettare scuse banali.

“Tuo padre… dubita di essere il padre biologico di Andrea.”

Vera si blocca, gli occhi spalancati.

“Cosa? Ma come… perché?”

“Ha fatto un test del DNA. I risultati dicono che geneticamente non è il padre di Andrea. Ma è un errore, Vera. Ne sono sicura.”

“Tu… mi hai tradito papà?” La voce di Vera trema.

“No! Mai!” Elena afferra le mani della figlia. “Ti giuro, non ho mai tradito tuo padre. Lo amo. Lho sempre amato.”

Vera si libera.

“Allora da dove viene

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Per il nostro anniversario di matrimonio, mio marito mi ha regalato una busta con i risultati del test del DNA dei nostri figli
Ho amato un altro, ma ho un bambino e una terribile verità che temo di rivelare…