**Felicità con un Retrogusto di Tristezza**
Ginevra, una ragazza paffutella con ricci ribelli che sfuggivano dalle trecce strette attorno al suo viso rotondo, era innamorata perdutamente di Daniele, il bel ragazzo della classe parallela, fin dalle elementari. Peccato che lui non le avesse mai prestato attenzione.
Daniele era il più bello della scuola. La natura gli aveva regalato una statura imponente, una pelle olivastra impeccabile e lineamenti finemente scolpiti. Fisicamente, era avanti rispetto ai suoi coetanei. Tutte le ragazze più grandi lo desideravano, e non solo loro: anche le più giovani. E non erano solo le studentessepersino le professoresse non riuscivano a restare indifferenti al suo fascino.
Studiava bene, ma senza essere un secchione. Si mormorava che dopo il diploma avrebbe tentato lammissione alla Sapienza o alla Bocconi. Daniele rideva di queste voci, ma non le smentiva. Correvano anche dicerie sul fatto che il giovane donnaiolo avesse già spezzato più di un cuore. E quale ragazza avrebbe potuto resistergli? Proprio di lui era innamorata Ginevra, senza speranza.
Arrivata allultimo anno, però, Ginevra era cambiata: si era assottigliata, cresciuta in altezza, e aveva abbandonato le trecce per lasciare fluire i suoi capelli biondi. Un giorno, durante lintervallo, Daniele la incrociò nel corridoio e si fermò, ammirando la sua figura slanciata, le gambe lunghe e la cascata di capelli che le scendeva sulle spalle. E il cuore di Ginevra sussultò di gioia: *”Mi ha notato! Finalmente!”*
«Ciao, Rossi», disse Daniele con voce roca.
Ginevra annuì, gli sorrise e proseguì, a testa alta come una regina. Da dove le era venuto quel coraggio? Ma anche se il cuore le batteva forte, lei rimase controllata, senza cedere subito alle sue attenzioni. Sapeva di avere troppe rivali.
Da quel giorno, Daniele perse la pace. Cominciò a cercarla, ad accompagnarla a casa, a invitarla al cinema. Ma Ginevra rimase impassibile.
Ormai, a scuola, solo un cieco non avrebbe notato gli sguardi infuocati che Daniele le lanciava. Laria sembrava elettrica quando si trovavano vicini.
Tutto cambiò durante il ballo di fine anno. Daniele la invitò a ballare, poi si offrì di accompagnarla a casa. Fu allora che le confessò il suo amore, dicendole che aveva perso il sonno e che non vedeva più nessunaltra. E Ginevra, stordita dalla felicità, accettò finalmente il suo invito al cinema.
Viveva con la madre, una donna severa e poco affettuosa, che laveva cresciuta da sola lavorando come contabile. Vedendo la bellezza ormai matura della figlia, ogni giorno le ricordava lonore femminile e i rischi del primo amore.
Arrivò la primavera, la natura si risvegliò, e lamore tra Ginevra e Daniele esplose con nuova forza. Lontani da occhi indiscreti, si baciavano fino a perdere il fiato, tormentandosi con desideri inappagati. E un giorno, persi completamente la testa, superarono ogni barriera e si unirono per la prima volta. Successe a casa di Ginevra, mentre la madre era al lavoro. Da allora, si abbandonarono spesso a quella passione proibita.
Ma poi la scuola finì. Ginevra voleva iscriversi alluniversità di pedagogia nella loro città, mentre i genitori di Daniele lo mandavano a Roma. Il distacco era insopportabile, e lui la supplicò di seguirlo.
«Gine, vieni con me. I miei mi manderanno soldi, affitteremo un appartamento, vivremo insieme»
Ginevra cercò di parlarne con la madre, ma quella non volle sentire ragioni. Così, disperata, decise di agire. Mentre la madre era al lavoro, preparò una valigia, prese i documenti, dimezzò i risparmi nascosti, lasciò un biglietto e partì per la stazione. Sapendo che i genitori di Daniele lo avrebbero accompagnato, comprò un biglietto per un altro vagone. E così, Ginevra fuggì a Roma con il suo amore, credendo in un futuro felice.
Si iscrissero a università diverse, ma vissero insieme in un appartamento in affitto. Abituata a stare sola fin da piccola, Ginevra si dedicò con piacere alla casa, facendo la parte della giovane moglie felice.
Quando i genitori di Daniele chiamavano, lui diceva di vivere con un amico. Ginevra provò una volta a telefonare alla madre, ma quella le urlò contro, dicendole che se fosse rimasta incinta non sarebbe più stata benvenuta a casa. Ginevra si rattristò, ma limportante era che Daniele fosse con lei.
Lo considerava esperto, si fidava delle sue rassicurazioni che tutto sarebbe andato bene. Ma tra incontri occasionali e vivere insieme cera una differenza. Dopo due mesi, Ginevra capì di essere incinta.
Un figlio non rientrava nei loro piani, e Ginevra andò in ospedale. Ma il medico le disse che, avendo un fattore Rh negativo, un aborto avrebbe potuto renderla sterile.
Daniele reagì con fermezza. I loro sentimenti erano ancora al culmine, e ogni problema sembrava superabile.
«Non importa, ce la faremo. Al massimo, mi trasferisco a lavorare e studio da non frequentante», disse.
«Ma non siamo sposati», ricordò timidamente Ginevra.
«E allora? La gente vive per anni senza un pezzo di carta e va tutto bene. Gine, vuoi davvero un matrimonio adesso? Spendiamo già tutto per laffitto, e un figlio costerà ancora di più. Ci penseremo dopo», promise.
E Ginevra accettò. Lui era con lei, cosa voleva di più? Lamava, avrebbero avuto un bambino. Capiva che non poteva forzarlo. Sarebbe sembrata una che lo trascinava allaltare.
Arrivò la nausea, Ginevra perse peso e si smagrì, ma Daniele la rassicurò che così gli piaceva ancora di più.
Durante le vacanze invernali, Ginevra non tornò a casa, ricordando la telefonata con la madre. Daniele non volle lasciarla sola e mentì ai genitori, dicendo che era impegnato alluniversità.
Forse preoccupati, un giorno i suoi genitori bussarono alla loro porta. La discussione fu aspra. La madre pretese che Ginevra se ne andasse immediatamente, mentre il padre parlò duramente con il figlio, dipingendogli un futuro disastroso.
Allora Daniele confessò che Ginevra aspettava un bambino. Scoppiò il finimondo! La madre urlò che doveva abortire, poi si aggrappò al petto, e il padre chiamò lambulanza. Quando i medici se ne andarono, la donna riprese fiato e disse con tono più calmo:
«Figlio mio, ascoltaci. Sei giovane, hai tutta la vita davanti, una carriera, altre donne, altri figli. Non rovinarti così presto. Quella ragazza viene da una famiglia disastrata, che educazione avrà mai avuto? Chissà con chi è stata prima di te. Quel bambino potrebbe non essere tuo. Se proprio ti piace, vivete pure insieme, ma che si sbarazzi di quel peso. Se decidi di sposarla, non riceverai più un euro da noi».
Daniele trattenne Ginevra che si preparava a uscire e sfidò i genitori:
«Non abortirà. Se se ne va, considerate di non avere più un figlio. Lascerò luniversità e lavorerò. Non mi servono i vostri soldi».
La







