Con le mani ancora bagnate, Leonor si solleva dal divano tra i dolori alla schiena per aprire la porta: l’incontro improvviso che cambierà per sempre la sua vita e quella di Filipa, una giovane senza famiglia in cerca di speranza, tra profumo di pane, storie di orfanotrofi e misteriosi legami di sangue nella quieta periferia italiana.

Con le mani ancora umide, gemette per il dolore alla schiena e andò ad aprire la porta.
Leonora si alza dal divano, sentendo il fastidio alla schiena, e si dirige verso la porta quando sente il campanello suonare per la terza volta, in modo esitante. Stava pulendo le finestre e non era riuscita a rispondere subito. Dallaltra parte trova una giovane donna, dallo sguardo stanco, ma con un sorriso dolce.
Signora Leonora, mi hanno detto che affitta delle stanze?
Ah, questi vicini… sempre a mandare persone a casa mia! Ma io non ho mai affittato stanze, davvero.
Mi hanno detto che ha tre camere da letto
E allora? Perché dovrei affittarle? Mi piace vivere da sola.
Mi scusi. Mi hanno detto che è una donna religiosa e ho pensato
La ragazza si gira per scendere le scale, le lacrime agli occhi.
Ragazza, torna qui! Non ti ho ancora mandata via. Oggi i giovani sono così sensibili piangono per un nonnulla. Entra, parliamone un po. Come ti chiami?
Ginevra.
Un bel nome Tuo padre era forse marinaio?
Non ho un padre. Sono cresciuta in un orfanotrofio. Neanche una madre. Mi trovarono davanti a un portone e mi diedero alla polizia. Avevo meno di un mese.
Oh, cara, non ti preoccupare. Facciamo una tazza di tè e parliamo un po. Ti va? Magari vuoi mangiare qualcosa?
No, ho mangiato una sfogliatella
Una sfogliatella! Ecco perché voi giovani avete lo stomaco rovinato già a trentanni. Siediti e prendi una minestra di verdure calda. Poi facciamo il tè. Ho ancora tante marmellate che ho preparato prima che mio marito se ne andasse, ormai sono passati cinque anni. Dopo, magari, mi dai una mano a finire di pulire le finestre.
Signora Leonora, posso aiutare in altro? Mi sento debole, e non voglio rischiare di cadere sono incinta.
Incinta?! Ancora meglio, ci mancava solo questa! Ma comè successo? Sei sposata?
Sì. Mi sono sposata con Luciano, cresciuto anche lui nellorfanotrofio. È stato chiamato in servizio militare. La padrona della casa dove vivevamo mi ha mandato via quando ha scoperto che aspettavo un bambino. Mi ha dato una settimana per trovare unaltra sistemazione. Non avevo altra scelta che andare via.
Eh, tempi duri E io, cosa dovrei fare con te? Forse puoi stare nella camera libera. E non parlarmi di soldi, non voglio sentire mi farei solo arrabbiare. Vai a prendere le tue cose.
Non è lontano. Ho lasciato tutto nel palazzo accanto. Questa mattina, scaduta la settimana, sono rimasta con i sacchi a cercare casa.
Cominciano a vivere insieme. Ginevra studia per diventare stilista, mentre Leonora, in pensione a causa di un incidente ferroviario, lavora a merletti che vende al mercato del paese. Guadagnano anche qualcosa dalle vendite di frutta e verdura dellorto che coltivano insieme il sabato. La domenica, Leonora va in chiesa, e Ginevra rimane a casa, a leggere e rispondere alle lettere di Luciano, che aspetta con ansia.
Un sabato, mentre lavorano nellorto per preparare la terra allinverno, Ginevra, stanca, rientra a riposare. Leonora sta bruciando i rami secchi quando sente urlare: Mamma! Vieni presto! Con il cuore in gola, Leonora corre dimenticando i dolori alle gambe. Trova Ginevra che si tiene la pancia, tra i dolori. Riescono a convincere un vicino a portarla in ospedale con la sua vecchia Fiat. Ginevra geme, temendo sia troppo presto per partorire.
In ospedale, Ginevra viene portata su una barella. Leonora passa la notte pregando. Al mattino arriva una chiamata dallospedale: Ginevra e la bambina stanno bene, ma deve rimanere a riposo alcune settimane.
Durante la degenza, Leonora si avvicina di più a Luciano grazie alle lunghe conversazioni, ammirando il rapporto tra lui e Ginevra. Ginevra mostra orgogliosa una sua foto, mentre Leonora lo trova un bel giovane, anche se fatica a vederlo bene con gli occhiali ormai vecchi.
La vigilia di Natale, Leonora e Ginevra preparano la cena parlando del Bambin Gesù e aspettando la prima stella. Ginevra, nervosa, si sente male prima di chiedere di chiamare lambulanza: il momento è arrivato.
Il 6 gennaio nasce una bambina, proprio il giorno dellEpifania, riempiendo il cuore di Leonora di gioia. Manda subito un telegramma a Luciano per dargli la bella notizia. Alla neonata danno il nome di Leonora, gesto che commuove la nuova nonna.
Passano settimane dense di dedizione al nuovo arrivo. Ginevra e Leonora si prendono cura della piccola con amore, anche nei momenti più difficili tra notti insonni e pensieri agitati. Leonora ritrova improvvisamente nuove energie per la casa e la nipotina.
In un caldo pomeriggio dinverno, Leonora esce a fare la spesa. Al ritorno, trova Ginevra in giardino a passeggiare col passeggino. Le lascia mentre prepara il pranzo. Entrando in salotto, nota la foto del marito defunto in una cornice. Sorridendo, si domanda come può averla trovata Ginevra.
Ginevra, dove hai trovato le foto del mio Alessandro? domanda.
Non capisco, signora Leonora.
Quella lì sul tavolo… indica Leonora.
Ah, quella è di Luciano. Gli ho chiesto una foto più grande, quando tornerà.
Davanti alla rivelazione, Leonora prende la cornice e finalmente riconosce il giovane Luciano: è identico a suo marito Alessandro da giovane. Improvvisamente, si rende conto che forse il destino le ha fatto incontrare un pezzo della sua famiglia.
Ginevra, fammi vedere lalbum chiede Leonora, esitante.
Guardando le vecchie fotografie, Ginevra vede che Luciano e Alessandro si somigliano moltissimo. È Luciano?, si chiede, confusa.
Leonora, commossa, spiega che forse sono legati da unincredibile coincidenza del destino. La giovane mamma, emozionata e disorientata, abbraccia Leonora. Tra le lacrime, sentono di aver trovato un legame inaspettato. E così, senza accorgersene, si è formata una nuova, meravigliosa famiglia.

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Con le mani ancora bagnate, Leonor si solleva dal divano tra i dolori alla schiena per aprire la porta: l’incontro improvviso che cambierà per sempre la sua vita e quella di Filipa, una giovane senza famiglia in cerca di speranza, tra profumo di pane, storie di orfanotrofi e misteriosi legami di sangue nella quieta periferia italiana.
Il marito se n’è andato con una donna più giovane, lasciando la moglie con debiti enormi. Un anno dopo, l’ha vista al volante di un’auto che valeva quanto la sua intera azienda.