– Giorgio, ma stai scherzando?

Giorgio, ma stai scherzando? Di nuovo torni da tua madre?
E cosa proponi? Gettarla al freddo, senza luce e senza acqua? si irritò luomo, frugando nello zaino.Tu faresti così con i tuoi genitori?
Sai, i miei genitori non mi trattano così. Sanno che ho una famiglia e non mi trascinano in avventure del genere. iniziò Fiorenza.
Non fare la noiosa. Capisci bene che devo aiutare, la interruppe Giorgio, scrollandosi le spalle.
Capisco, ma mi pesa lo stesso. Non perché i figli dimenticheranno presto il nome del loro padre, ma perché tu non cerchi nemmeno di renderla autonoma.
Lei ha preparato la polenta da sola che la sistemino lei stessa.E tu scegli dove sta la tua famiglia: al paese, o qui.

Fiorenza si voltò e andò nella camera da letto. Dopo mezzora il chiavistello della porta del corridoio scattò. Giorgio uscì. Lei rimase sola, in balia dei figli a cui aveva promesso una passeggiata al parco.

Il padre, quella volta, era fuggito di nuovo dalla famiglia e il peso ricadde su Fiorenza.

Due anni prima le cose erano del tutto diverse. Fiorenza ricordava ancora quel giorno. Erano andati a trovare i suoceri, portando con sé Oriana Vasile, per farle compagnia. Si trovava bene con gli sposi, quindi nessuno si opponeva.

Mentre sorseggiavano tè con biscotti sotto una pergola di viti, Oriana ebbe unidea geniale che rovesciò la vita di Fiorenza.

Che meraviglia, qui è tutto perfetto! esclamò, prendendo a grandi bocche daria.Devo anchio trasferirmi in una casa privata, a questetà.Silenzio, tranquillità, aria fresca

La madre di Fiorenza sorrise. Allinizio pensò che Oriana semplicemente sognasse ad alta voce.

Qui è bello solo se sei ospite, la rimproverò la suocera.Senza un marito, la casa non è altro che una rovina. Non è una vacanza. Sempre qualcosa da riparare o sistemare. E tu, Oriana, non prendermela a male, ma non sei fatta per una dimora.

Oriana socchiuse le labbra, non aveva ragione di offendersi. Non era pigra, ma viveva in uno stato di stanchezza cronica, persino quando non faceva nulla.

Io non voglio gestire fattorie o serre. Qui ci sono galline e maiali, a me bastano fiori e alberi.
Solo a stare allombra a guardare la bellezza. E i nipoti saranno felici. Comprerò loro una piscina gonfiabile; correranno sullerba, non col fumo dei motori.

Fiori e alberi richiedono cure. Tu cadi spesso in casa, ma lì non cè nulla da fare. Una volta a settimana spolvera, due giorni pulisci il pavimento, aspira e poi riposa, consigliò indulgente la madre di Fiorenza.

Pensate davvero che teniamo una fattoria per amore del lavoro? sbuffò il genero.A parole è bello, ma in realtà la casa è un fusto senza fondo.

Oggi il boiler è scoppiato, domani il tetto, dopodomani la recinzione. E servono soldi per tutto. Siamo così in trappola.

Non temere, risolveremo. Non sono sola, rispose ostinata Oriani, lanciando uno sguardo a Giorgio.

Fiorenza alzò le sopracciglia, ma tacque. Convincere la suocera era più difficile che convincere un gallo affamato a non mangiare cavolo.

Quella stessa giornata Oriani non discuté più con i generi, ma sorrise enigmaticamente, come la Monna Lisa. Sei mesi dopo guidava fiera tutti al suo nuovo casale, gustandosi laroma delle rose del giardino del vicino. La casa era davvero confortevole.

Visto? Non mi credevate. Adesso sono nella vostra città senza un passo in più! affermò la suocera con sicurezza.

Ma la felicità durò poco. Prima Oriani chiese al figlio di aiutarla con piccoli lavori di ristrutturazione. Lui si trattenne per sei mesi, perché Giorgio veniva solo nei weekend.

Fiorenza brontolò, ma sopportò. Credeva che il lavoro finisse e la vita tornasse alla normalità.

Quando la vernice del recinto si asciugò e le nuove carte da parati rivestirono le pareti, la lista delle incombenze non si era ridotta.

Allinizio la suocera rimase senza elettricità per quasi due giorni. Sparì luce e acqua. Giorgio corse dalla madre, portando acqua potabile e una cassa di Valcor, per consolarla.

Tutti i problemi si sono accumulati! E il caldo è così intenso né condizionatore né doccia È una lotta per la sopravvivenza, si lamentò Oriani.

Poi la suocera accolse un cane randagio per un po. Si scoprì che lanimale aveva problemi ai reni. Nel borgo non cera veterinario, così dovettero trasportarlo in città, ovviamente con Giorgio.

Che fare, il cucciolo è malato Ma almeno avremo una guardia in casa, borbottò Oriani, cercando di rassicurare il cane.

Più tardi Fiorenza dovette lavare labitacolo perché il cane guardiano agitava troppo la macchina. E non finì qui. Il cane necessitava di cibo medicato, ma in paese non cerano negozi di animali né consegne. Giorgio doveva fare il corriere.

Non lascerò mia madre con un animale malato! Sai quanto è sensibile. E poi incolperà me, rispose al suo ritorno, mentre Fiorenza lo rimproverava.

Sì, sensibile. Il cane è una cosa, ma le persone

Giorgio dedicava tutti i weekend alla madre, e talvolta si presentava anche nei giorni feriali dopo il lavoro. A volte passava la notte da lei.

Arriverò più tardi, ma voi avrete già dormito, si giustificava.Così potrò alzarmi presto e andare direttamente al lavoro.

Fiorenza aspettava una tregua, ma non arrivò. La suocera aveva tetto che perdeva, la fossa settica intasata, la neve che cadeva, lerba che cresceva Rifiutava di occuparsi da sola della casa e non riusciva nemmeno a chiamare un professionista.

E se fossero truffatori? Ladri? Strapperebbero altre tre pelli Giorgio, sei uomo, ma gli uomini hanno paura. Aiutami, trovi qualcuno onesto e stai con noi, chiedeva Oriani.

La pazienza di Fiorenza crollò quando la suocera rimase ancora una volta senza luce, questa volta in tarda autunno. Per fortuna fu solo per poco, ma bastò a farla andare in panico.

Fiorenza, domani comprerò alla mamma un generatore, avvisò Giorgio con tono di routine.

Fiorenza si irrigidì.

Dalla nostra tasca? chiese, socchiudendo gli occhi, sapendo che non era una cosa a buon mercato.

Sì Sai che la mamma è sotto pressione. Quasi tutto quello che è rimasto dalla vendita dellappartamento è stato speso, vive solo con la pensione, scrollò le spalle Giorgio.

Perfetto. Ora sosteniamo non solo noi, ma anche la sua casa dei sogni. Giorgio, non credi che tua madre abbia troppe richieste?

Giorgio si accigliò e alzò la mano.

Fiorenza, basta. Lì non cè luce, ma vuoi davvero che scenda al freddo?

Fiorenza rotolò gli occhi, ma dovette ingoiare ancora una volta tutta quella tensione.

Ora sedeva sola nella camera da letto, pensando al divorzio. Forse viviamo bene, ma No, il divorzio è troppo radicale. Devo trovare unaltra via per non impazzire dalla stanchezza, rifletté.

E così concepì un piano

Una settimana dopo Fiorenza si alzò di buon mattino, si vestì in silenzio. Stava per uscire quando Giorgio sbadigliò e si stiracchiò.

Ti alzi così presto? chiese, strofinandosi gli occhi.

Verso i genitori, rispose Fiorenza, osservandosi allo specchio.

Intendi? si incrinò Giorgio.Oggi? Avevo promesso a mia madre di potare i rami.

Non lhai concordato con me. Anchio ho i miei genitori e hanno bisogno di aiuto.

Ma i tuoi sono due!

Letà non si annulla. Dora in poi: un giorno al fine settimana lo dedicheremo a tua madre, il prossimo ai miei genitori, dichiarò Fiorenza, facendo un passo nel corridoio e fermandosi.

Ah, giusto. Non dimenticare la lista sul frigorifero. Fai i compiti ai bambini e prepara loro una pizza per il pranzo, lhanno chiesta.

Uscì, sentendo lo sguardo pesante di Giorgio, ma senza voltarsi indietro. Verso i genitori, Fiorenza si accorse di non pensare più a scadenze urgenti né a correre da un capo allaltro.

Laiuto ai genitori rimase simbolico. Fiorenza tornò al secondo piano, poi si riposò.

Leggeva un libro su una altalena di giardino, ricordava gli aneddoti della sua infanzia durante il pranzo, sdraiata spensierata sul letto. Aveva quasi dimenticato cosa significasse mangiare con calma, invece di ingoiare il cibo in fretta sotto leterna voce del mamma!.

Forse non esisterà mai una soluzione perfetta. Forse Oriani non venderà mai la casa né risolverà i problemi senza laiuto del figlio.

Ma ora Fiorenza possiede almeno un piccolo angolo di spazio personale, su cui non rinuncerà. È una piccola, ma preziosa vittoria nella lotta per la giustizia e per la propria sanità mentale.

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