Troverai il tuo destino. Non c’è fretta. Ogni cosa ha il suo tempo.

Io lho sempre trovata una ragazza un po strambata, ma con una tradizione che non la lasciava mai in pace. Ogni anno, proprio alla vigilia di Capodanno, Ludovica, la sua vita è una lunga corsa nella metropoli di Roma, si reca da una cartomante. Qui a Roma non è difficile trovare chi legge il futuro, basta girare per Trastevere e si imbatte in qualche indovina con gli occhi misteriosi.

Ludovica è una solitaria. Per quanto abbia provato a frequentare giovani nobili, a trovare un principe gentile, ogni suo tentativo è stato vano. Pare che tutti i cavalieri fossero già rubati da altre donne.

Questanno incontrerai il tuo destino! ha proclamato solenne la cartomante, una signora dagli occhi neri come la pece, fissando un cristallo scintillante.
E dove? Dove lo incontrerò? ha chiesto Ludovica, impaziente. Ogni anno mi ripetono sempre la stessa cosa. Gli anni scorrono, ma il mio destino non si è ancora mostrato.
Mi hanno consigliato te, la più forte delle cartomanti. Esigo che mi indichi il luogo preciso! Altrimenti farò una brutta pubblicità ha minacciato la ragazza.

La donna ha accennato un velo di sorriso, capendo di avere di fronte una persona un po fuori di testa. Sapeva che se non le mentiva, la giovane sarebbe rimasta incollata al banco fino a sera, bloccando la fila di chi voleva scoprire il proprio futuro.

Lo incontrerai sul treno! ha pronunciato, con gli occhi chiusi. Lo vedo già: un alto biondo, bellissimo, quasi da fiaba

Ludovica è scoppiata in un Wow!.

In quale treno? E quando esattamente? ha chiesto.
Prima di Capodanno! ha risposto la cartomante, ancora sorridendo. Vai alla stazione. Il cuore ti indicherà la direzione da prendere per comprare il biglietto

Grazie! ha risposto Ludovica, sorridendo, quasi commossa.

Ludovica è uscita dallappartamento della cartomante, ha prenotato un taxi e si è lanciata verso la stazione di Termini. Davanti al banco dei biglietti, il suo entusiasmo ha cominciato a svanire. Non capiva il tabellone, non sapeva dove prendere il treno.

Signora! ha interrotto il cassiere, impaziente.
Bergamo Il 30 dicembre. Carrozza cuccettata ha balbettato Ludovica.

Immaginava già il suo comodo cuccetto, una tazza di tè caldo tra le mani, e la porta che si apriva allimprovviso per far entrare lui, il suo futuro sposo.

Rientrata a casa, ha iniziato a fare le valigie in fretta: vestiti, scarpe, un paio di guanti, perché il treno sarebbe partito in serata. Non pensava alle conseguenze di quel viaggio. Voleva soltanto che la profezia della cartomante si avverasse il prima possibile. Era stanca di sentirsi inutile, soprattutto durante le feste, quando tutte le famiglie si riunivano a tavola, scambiandosi regali, tranne lei.

Qualche ora dopo, Ludovica era seduta nel suo cuccetto, con una tazza di tè fumante. Tutto come la aveva immaginata. Ora non le restava che attendere lingresso del principe.

Una vecchietta, con una valigia enorme, si è sistemata nel corridoio del vagone.

Buongiorno! ha salutato, poggiando la valigia sul letto. Dovè il posto libero?

Ecco ha indicato Ludovica, indicando il lettino opposto. È sicuro che questo sia il suo vagone?

Certo, cara, non sbaglio mai ha risposto la nonna Rosa, sorridendo e sedendosi.

Ludovica, improvvisamente, ha sentito il desiderio di scendere.

Scusi, mi faccia passare, ho cambiato idea, non voglio più viaggiare! ha sussurrato, cercando di rialzarsi.

Aspetti un attimo, nascondo la valigia ha detto la signora, senza capire cosa stesse succedendo.

Il treno ha ripreso il suo viaggio, e Ludovica, con un sospiro, si è chiusa di nuovo nel suo posto.

La nonna Rosa ha tirato fuori dal suo sacco dei caldi pasticcini fatti in casa e li ha offerti alla giovane.

Andavo a trovare mia figlia, ma adesso torno a casa, il figlio e la sua fidanzata arriveranno per festeggiare il Capodanno. Saremo tutti insieme.

Che sfortuna E io probabilmente passerò il Capodanno sulla stazione, ha osservato Ludovica, con un velo di tristezza.

Poi ha raccontato tutta la storia alla nonna.

Sei una sciocca! Perché ti affidi a questi ciarlatani? Troverai il tuo destino, ma senza fretta. Ogni cosa ha il suo tempo

Il giorno dopo, Ludovica è scesa sul binario di una città che non aveva mai visto: Bergamo, con i suoi tetti di pietra e le sue piazze illuminate. Ha aiutato la nonna a uscire dal vagone e, confusa, non sapeva più dove andare.

Grazie, Ludovica! Buon Capodanno! ha detto la signora Rosa.

Anche a lei! ha risposto la ragazza, un po rattristata.

La donna lha guardata, cercando di rallegrare la giovane. Sapeva che accogliere il Capodanno alla stazione non era linizio migliore per lanno.

Vieni a casa mia! ha proposto improvvisamente. Decoriamo lalbero, prepariamo la tavola per la festa

Ma è imbarazzante, ha balbettato Ludovica.

E stare alla stazione è comodo? ha riso la nonna. Andiamo, non si discute!

Ludovica ha accettato linvito. Fu fuori una tempesta di neve, non aveva senso gironzolare per la stazione.

Marco e Chiara sono già a casa, ha commentato la signora Rosa, sorridendo.

Marco, dal finestrino, ha visto la madre arrivare in taxi, e si è precipitato verso lascensore per prendere la valigia pesante che la donna tenesse in braccio.

Marco, ciao tesoro. Non sono sola, è una nostra ospite. È la figlia di una vecchia amica, la Ludovica ha detto la donna con unocchiata maliziosa.

Perfetto! ha risposto Marco, facendo spazio. Prego, entra.

Ludovica ha osservato quel giovane alto, biondo, affascinante, proprio come lo aveva immaginato sul treno. Il destino, sembra, le aveva ancora fatto uno scherzo.

Dovè Chiara? ha chiesto la madre.

Mamma, Chiara non cè più, non tornerà più. Non voglio parlare di questo, va bene? ha risposto Marco, accigliandosi.

Va bene ha esitato la donna.

La sera, tutti erano intorno al tavolo, a salutare lanno vecchio.

Ludovica, sarai con noi a lungo? ha chiesto Marco, porgendole un piatto di insalata.

No, domattina parto, ha risposto la ragazza, con una punta di malinconia.

Non voleva lasciare così in fretta quella casa accogliente. Le sembrava di conoscere da sempre la signora Rosa e Marco.

Perché ti affretti così? ha replica la nonna, incrinata. Resta ancora un po, Ludovica.

Dai, resta un po, domani sera andiamo a pattinare sul lago, non te ne andare così in fretta ha supplicato Marco.

Hai vinto, ha sorriso Ludovica. Resterò volentieri.

Il nuovo Capodanno lhanno festeggiato quattro: la signora Rosa, Marco, Ludovica e il piccolo Artem, figlio di Marco.

E voi credete ancora nei miracoli di Capodanno?

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Troverai il tuo destino. Non c’è fretta. Ogni cosa ha il suo tempo.
Vecchia signora sulla panchina davanti alla casa che non è più sua.