**Diario 12 aprile 2024**
Oggi la tensione è sfociata in una discussione che non avrei mai voluto avere. Il nostro prossimo inquilino, il signor *Rossi*, ci ha detto:
No, abbiamo deciso che è meglio non portare tua moglie e il bambino in questo appartamento. Non possiamo sopportare linconveniente a lungo e, alla fine, vi chiederemo di andarcene.
E la moglie di *Rossi*, *Giulia*, ha replicato, seppur scherzandosi: E la tua donna dirà a tutti che ci hanno cacciati per via del neonato. Non vuole che la nostra reputazione ne risenta.
La nostra vicina di palazzo, la signora *Bianchi*, ha subito notato che *Alessia* tornava dalla sua conversazione con il marito con il viso spento. Le due erano diventate madri tre giorni fa e dovevano dimettersi dal reparto domani. Un evento gioioso! Non cè alcun motivo per tristezza.
Alessia, non ti resta nulla sul viso. Cosa è successo? chiese la signora Bianchi.
*Lorenzo* mi ha detto che la proprietaria dellappartamento ci ha ordinato di uscire subito. Ha detto che lappartamento è stato affittato a una coppia senza figli e noi vogliamo portare un neonato. I vicini si lamenterebbero, la proprietaria non vuole problemi, e il piccolo piangerebbe di notte rispose Alessia.
E allora? Non avete più dove andare?
Da *Lorenzo* i genitori hanno un trilocale, ma cè anche la sorellina più piccola. Io, invece, ho i genitori in un paesino a venti chilometri da Milano rispose Alessia.
Allora restate una o due settimane dai suoceri finché non trovate una casa nuova suggerì la signora Bianchi.
*Lorenzo* sta cercando, ma i padroni, non appena sentono parlare di un bambino, chiudono il becco disse Alessia.
È un problema, ma resistete: mancano ancora due giorni, il tuo marito troverà una soluzione.
*Lorenzo* non ha trovato nulla. Ha chiamato diversi annunci, ha ricevuto rifiuti e, alla fine, ha trasportato le nostre cose dallappartamento in affitto a quello dei suoi genitori.
Il capo famiglia, la madre di *Lorenzo*, non è stata contenta di vedere una nuova famiglia entrare in casa, ancor più con un piccolo così agitato.
Figliolo, ricorda che prima del tuo matrimonio ci eravamo detti che tu e tua moglie non avreste vissuto qui ha detto la madre. Puoi stare nella tua camera, ma non vogliamo estranei nella nostra casa.
*Alessia* è estranea per noi. Per te è la moglie, per noi è una sconosciuta. Tu lhai scelta, noi non ti abbiamo scelto.
Mamma, è temporaneo, finché non troviamo qualcosa di adatto implorò *Lorenzo*.
Sai bene che il temporaneo è la più lunga delle cose. Prima una settimana, poi un mese, e poi leternità rispose la madre.
Non è possibile stare tutti in casa: lavoro, studio della sorella più piccola, riposo. Con un neonato non si può parlare a voce alta, non si può guardare la TV, si deve essere pronti a svegliarsi ogni ora per il pianto ha aggiunto *Lorenzo*.
Farò di tutto per trovare una soluzione più in fretta ha promesso il figlio.
Il giorno dopo, *Lorenzo* si è recato al pronto soccorso e, dopo aver parlato con *Alessia*, le ha proposto:
Che ne dici di stare con i miei genitori per qualche giorno?
La tua mamma non vuole vedere il nipote? ha chiesto *Alessia*, sorpresa.
Mia madre ha detto di non venire, ha risposto *Lorenzo*.
Perfetto, allora! Gli altri genitori accolgono le donne con bambini con fiori, regali, gioia. Noi, invece, come dei senzatetto, non siamo nemmeno voluti si è offesa *Alessia*.
Quella sera *Alessia* ha telefonato ai suoi genitori. Lo stesso giorno, il padre di *Alessia* è arrivato a trovarla insieme a *Lorenzo*.
Prendi, figlia, il nipote, torniamo a casa, ha detto il suocero a *Lorenzo*. Porta tutte le cose di *Alessia* e ciò che serve al piccolo.
In trenta minuti siamo arrivati al paesino. Tutto era pronto per il bambino: una culla coperta da lenzuola con orsetti e coniglietti, un comò per i vestiti, un comodo seggiolino per lallattamento. Sul tavolo del salotto cera una tovaglia pronta per un pranzo festivo. Nessuno estraneo, solo i genitori di *Alessia*, la nonna e la sorellina minore, *Irene*.
Al tavolo abbiamo discusso su come chiamare il bambino. È nato *Edoardo*, così deciso da tutti.
Dopo il pranzo, *Lorenzo* è tornato a Milano, promettendo di portare gli altri mobili domani. Tornato, ci attendono buone notizie.
*Alessia*, *Lorenzo* ha detto il nonno, quando lintera famiglia si è riunita attorno al tavolo. Abbiamo parlato con tua madre e abbiamo deciso di vendere la casa di tua nonna. Il ricavato lo daremo a voi.
Lo tratteremo come un regalo della nostra famiglia. Cè una condizione: la casa in cui viviamo ora sarà devoluta a *Irene* per testamento. Sei daccordo, *Alessia*?
Certo, daccordo.
Così il giorno dopo il nonno ha pubblicato un annuncio di vendita. Ci sono voluti tre mesi per trovare acquirente. Nel frattempo *Alessia* e *Edoardo* sono rimasti al paesino, *Lorenzo* a Milano nella casa dei genitori, ma nei weekend correva a casa di sua moglie e del figlioletto.
Un altro mese e mezzo è servito per trovare lappartamento, ottenere il mutuo e fare i lavori. Finalmente, il 5 maggio, siamo entrati nella nostra nuova casa. Dopo quasi un mese di sistemazione, abbiamo organizzato il primo casa dolce casa.
Abbiamo invitato i genitori di *Alessia*, le sue amiche, gli amici di *Lorenzo*. I genitori di *Lorenzo* non erano presenti; neppure sapevano che il figlio avesse comprato casa. Quando hanno scoperto, la madre ha commentato al telefono:
Figliolo, hai invitato i parenti di campagna al tuo trasloco e non ci hai detto che hai una tua abitazione? Avresti potuto anche invitarci!
Non avevamo ancora incontrato il nipotino, ha detto *Lorenzo*.
Non ho lasciato entrare tua moglie e il neonato nella nostra casa, è questo famigliare? ha chiesto *Lorenzo*.
Te lho spiegato: siamo anziani, abbiamo bisogno di tranquillità, ma possiamo venire a farci una visita?
Perché?
Perché *Edoardo* è nostro nipote.
Il nostro figlio ha quasi sei mesi, ma solo ora ti scoccia vedere il piccolo. Strano, vero?
Niente di strano. Quando è piccolo, tutti i neonati sembrano uguali, ha risposto la madre.
Io penso sia altro. Forse temete che la nostra famiglia invada la vostra casa, e difendete le vostre mura come una fortezza.
Mentre *Alessia* viveva con *Edoardo* dai miei genitori, non volevate conoscere il nipote. Ora, con la nostra casa, potete anche chiedere di venire a trovarci. Scusate, ma non siamo ancora pronti ha detto *Lorenzo*.
Siete offesi? ha chiesto la madre. Io volevo invitare tua moglie e il bambino a passare lestate nella nostra casa di campagna.
Da dove nasce questa idea? ha chiesto *Lorenzo*, sorpreso.
Il bambino ha bisogno daria fresca. In città, a maggio, fa già caldo. Destate il caldo è insopportabile.
Allora la tua moglie può stare in casa di campagna, da sola, senza che nessuno lo disturbi. Io e mio padre andremo solo nei fine settimana.
Questanno ho ferie a ottobre, lui a novembre. Non vi chiederemo soldi, solo qualche foglia di insalata, qualche cetriolo da raccogliere ha concluso la madre.
Ho capito, mamma! Volete solo una manodopera per la casa di campagna. No, fate da soli. Se vogliamo portare *Edoardo* allaria aperta, *Alessia* lo porterà dai suoi genitori ha risposto *Lorenzo*.
Per la prima volta i genitori e la sorella di *Lorenzo* hanno visto *Edoardo* quando aveva due anni e mezzo, per caso in un centro commerciale. Lhanno osservato da lontano, ma non si sono avvicinati.
Così è la vita: nonne e madri raccontano storie diverse a seconda di quanto sono pronte a cedere il proprio spazio.
**Lezione personale:** ho imparato che il concetto di casa non è solo quattro mura, ma la volontà di chi vi abita di aprire il proprio cuore. Quando si sceglie di accogliere gli altri, si costruisce un legame più forte di qualsiasi proprietario o locazione. Il vero affitto è la pazienza e la comprensione reciproca.







